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Budrio
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Emilia-Romagna

Budrio

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9 min di lettura

Budrio è un comune della pianura bolognese, in Emilia-Romagna, celebre in tutto il mondo come luogo d’origine dell’ocarina e ricco di musei, architetture medievali e memorie storiche di rilievo nazion

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Budrio è un comune della pianura bolognese, in Emilia-Romagna, con circa 18421 abitanti distribuiti su oltre 120 chilometri quadrati a una quota di 25 metri sul livello del mare. Nota in tutto il mondo come luogo d’origine dell’ocarina — lo strumento a fiato in terracotta inventato dal budriese Giuseppe Donati nella seconda metà dell’Ottocento — custodisce un patrimonio di musei, architetture medievali e tradizioni che spazia dalla preistoria fino al Novecento.

Budrio borgo in Emilia-Romagna si distingue per la singolare densità di tracce storiche concentrate in uno spazio raccolto: le mura trecentesche volute dal cardinale Egidio Albornoz, il Palazzo Comunale ristrutturato in stile neo-gotico, una pinacoteca civica attiva dal primo Ottocento e un insieme di musei dedicati a temi tanto diversi quanto l’assistenza infermieristica, i burattini e la musica in terracotta. A questo si affianca una storia civile di rilievo, segnata da figure come il patriota Giuseppe Barilli — noto con lo pseudonimo Quirico Filopanti — e dal primato scientifico della prima anestesia subaracnoidea eseguita in Italia, nel dicembre del 1899, all’ospedale locale.

Budrio borgo in Emilia-Romagna: storia e identità nel tempo

Budrio è un centro della pianura bolognese con radici documentate almeno al X-XI secolo, quando si ritiene sia sorto il nucleo originario dell’abitato, mentre il territorio era stato già interessato dalla centuriazione romana, la suddivisione in appezzamenti assegnati ai legionari, la cui traccia è ancora leggibile nell’ordinamento ortogonale dei campi e dei canali. La chiesa di San Lorenzo risultava già attiva nel 1146, a conferma di un insediamento consolidato ben prima delle grandi trasformazioni medievali.

Nel XIV secolo il cardinale Egidio Albornoz dispose la ricostruzione di Budrio in forma di castello. A quella fase appartengono i due torrioni angolari di nord-ovest e di sud-ovest, a pianta trapezoidale, eretti nel 1376; quelli di nord-est e di sud-est, a pianta circolare, furono aggiunti nel secolo successivo, quando l’allargamento della cinta muraria inglobò anche il borgo esterno. Il completamento dell’ampliamento avvenne agli inizi del Cinquecento. Un tratto delle antiche mura trecentesche sopravvive ancora nei pressi di Piazza Matteotti. A Bagnarola, pochi chilometri a nord del capoluogo, il castello dei Bentivoglio fu edificato tra il 1475 e il 1481 per volere di Giovanni II Bentivoglio, ingrandendo una rocca preesistente del 1390; nel 1623 Aurelio Malvezzi vi fece costruire il Casino, e nel 1737 Alfonso Torreggiani trasformò il complesso principale nella Villa Floriano.

Tra i protagonisti della storia moderna legati a Budrio spicca Giuseppe Barilli, nato qui nel 1812 e noto con lo pseudonimo di Quirico Filopanti: patriota, segretario della Repubblica Romana del 1849, fu in seguito più volte parlamentare e nel 1860 nominato professore di Meccanica e Idraulica all’Università di Bologna. Alla sua morte, nel 1894, ai funerali prese la parola Andrea Costa, primo deputato socialista della storia italiana. La piazza principale di Budrio fu intitolata a Filopanti, con una statua in bronzo opera dello scultore Tullo Golfarelli. Il 27 dicembre 1899 l’ospedale cittadino fu teatro di un altro primato: il chirurgo Benedetto Schiassi vi eseguì la prima anestesia subaracnoidea praticata in Italia. Il 16 gennaio 1881 vi nacque inoltre Ettore Guizzardi, che avrebbe partecipato al celebre Raid Pechino-Parigi al fianco del principe Scipione Borghese e del giornalista Luigi Barzini, a bordo dell’Itala.

Torri medievali, chiese e musei: il patrimonio costruito di Budrio

A Budrio si incontrano quattro torrioni medievali ancora in piedi, una pieve con campanile romanico, un palazzo comunale in stile neo-gotico, cinque chiese storiche nel capoluogo e un insieme di musei che spaziano dall’archeologia alla musica fino al teatro di figura.

I torrioni e le mura

Il perimetro difensivo voluto dal cardinale Egidio Albornoz nel XIV secolo è il segno più visibile della storia medievale del borgo. I due torrioni di nord-ovest e di sud-ovest, a pianta trapezoidale, risalgono al 1376; quelli di nord-est e di sud-est, a pianta circolare, furono aggiunti nel corso del secolo successivo, quando la cinta muraria venne ampliata fino a inglobare il borgo esterno. Il completamento dell’allargamento avvenne agli inizi del Cinquecento. Dell’intero sistema difensivo trecentesco rimane oggi un solo tratto di mura, visibile presso Piazza Matteotti.

Il Palazzo Comunale e la torre civica

Il Palazzo Comunale fu edificato nel XV secolo. Negli anni Ottanta del XIX secolo l’ingegnere budriese Luigi Menarini lo ridisegnò in forme neo-gotiche, intervenendo anche sulla torre civica adiacente, dotata di grande orologio e ricostruita nello stesso stile. Menarini non volle alcun compenso per i lavori. La sala del Consiglio Comunale conserva arredi disegnati da Alfonso Rubbiani, che era allora consigliere comunale a Budrio.

Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio

La pieve di Budrio è il luogo di culto più antico del comune: la sua fondazione risale al 401. L’aspetto attuale è neoclassico, mentre il campanile mantiene le forme romaniche. In sacrestia si conserva un dipinto raffigurante la Madonna e santi, opera di Gaetano Gandolfi.

Chiesa di San Lorenzo Martire

La chiesa era già documentata come funzionante nel 1146. L’edificio attuale è frutto di una ricostruzione avvenuta nel XVII secolo, terminata su progetto di Alfonso Torreggiani.

Altre chiese del capoluogo e del territorio

Nel capoluogo si trovano inoltre la chiesa di Sant’Agata e la chiesa di Santa Margherita. La chiesa di San Michele Arcangelo si trova nella frazione di Mezzolara. A Bagnarola sorgono la chiesa dei Santi Giacomo e Biagio e il castello dei Bentivoglio, edificato tra il 1475 e il 1481 ampliando una rocca preesistente del 1390.

chiesa di Santa Margherita. La
chiesa di Santa Margherita. La — Foto: Threecharlie (CC BY-SA 3.0) ↗

Villa Floriano

Il complesso, che aveva origine in un casino fatto costruire da Aurelio Malvezzi nel 1623 su un nucleo preesistente appartenuto ai Cospi, fu trasformato nel 1737 da Alfonso Torreggiani nell’attuale Villa Floriano.

I musei

Museo civico archeologico e paleoambientale “E. Silvestri”

Istituito nel 1968 e inaugurato nel 1982, il museo espone con criterio cronologico materiali dell’età del Bronzo e del Ferro e reperti di epoca romana provenienti da scavi condotti nella bassa valle dell’Idice e nei territori di Castenaso e Budrio. Un plastico e supporti multimediali accompagnano la lettura del territorio e dello sviluppo degli insediamenti nel tempo.

Museo dell’Ocarina e degli Strumenti Musicali in Terracotta

Inaugurato nel dicembre 1994, raccoglie modelli, documentazione fotografica e materiali relativi all’ocarina, insieme a una collezione di flauti globulari e piccoli strumenti in terracotta provenienti da vari paesi del mondo.

Museo dei Burattini

Allestito in due sedi separate, documenta la storia del teatro di figura attraverso la collezione di burattini e marionette dei coniugi Vittorio Zanella e Rita Pasqualini, della compagnia “Teatrino dell’Es”. La raccolta, composta da migliaia di pezzi provenienti da famiglie marionettistiche di tutta Italia, è ospitata in parte nella cosiddetta Casina del Quattrocento, storico edificio del centro.

Pinacoteca civica Domenico Inzaghi

La raccolta civica di dipinti, disegni e incisioni ha origine nella donazione che Domenico Inzaghi fece nel 1821 alla Partecipanza, antica istituzione agraria di origine medievale. Nel 1931, con lo scioglimento della Società agraria, i beni passarono al Comune, che istituì la pinacoteca in Palazzo Boriani, già sede della Partecipanza.

Mostra Storica dell’Assistenza Infermieristica – MOSAI

Inaugurato nel 2000 in occasione della designazione di Bologna come Capitale Europea della Cultura, MOSAI è il primo museo in Italia dedicato ai cambiamenti nell’assistenza infermieristica dal secondo dopoguerra agli anni Ottanta. La sede espositiva si trova in Via Zenzalino Sud.

Centro Protesi Inail di Vigorso

Nella frazione di Vigorso ha sede il Centro Protesi Inail, che dalla metà degli anni Sessanta del Novecento, sotto la direzione di Johannes Schmidel, ha raggiunto una posizione di riconoscimento internazionale nel campo della protesica. Tra i suoi assistiti figurano atleti di primo piano come Alex Zanardi e Bebe Vio.

Sapori della pianura bolognese: cosa si mangia a Budrio e nei dintorni

A Budrio e nella pianura bolognese circostante si trovano prodotti certificati come l’Asparago verde di Altedo IGP, le Amarene Brusche di Modena IGP e la Ciliegia di Vignola IGP, affiancati da salumi tutelati come il Cotechino Modena IGP e da formaggi quali il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP. Nessuna di queste denominazioni è esclusiva del comune, ma tutte appartengono all’areale provinciale e regionale nel quale Budrio è inserita.

Tra i vini, il territorio gravitante su Budrio rientra nelle zone di produzione di alcune denominazioni emiliane e romagnole: la Romagna Albana DOCG, i Colli Bolognesi DOC e il Reno DOC sono i riferimenti più prossimi, insieme all’IGT Sillaro / Bianco del Sillaro, la cui zona di produzione tocca direttamente la bassa valle dell’Idice.

Il panorama delle preparazioni tradizionali dell’area comprende anche diverse produzioni artigianali riconosciute come PAT regionali: liquori a base di prugnoli, anicioni e distillati di frutta, oltre a preparazioni come la marenata e il maraschino, che riflettono una tradizione di trasformazione dei frutti locali radicata nel tempo.

Raggiungere Budrio e organizzare la visita

Budrio si raggiunge comodamente da Bologna in circa 20 chilometri verso est, lungo la via Saliceto o attraverso la SP3, con un tempo di percorrenza in auto di circa 25-30 minuti; il comune si trova in pianura a 25 metri sul livello del mare e non presenta difficoltà di accesso in nessuna stagione.

Per chi organizza un itinerario nella città metropolitana, Budrio si presta bene a essere abbinata ad altre mete della pianura bolognese: Castel Guelfo di Bologna è raggiungibile in pochi chilometri verso sud-est, mentre Argelato si trova a nord-ovest, anch’essa nella pianura metropolitana.

PartenzaDistanzaTempo
Bolognacirca 20 kmcirca 25-30 minuti
Ferraracirca 45 kmcirca 40-50 minuti
Imolacirca 25 kmcirca 30 minuti

Dal punto di vista stagionale, la pianura emiliana offre le condizioni più piacevoli in primavera e in autunno, quando le temperature si mantengono miti. L’estate continentale porta caldo intenso, con medie di circa 23,8 °C ad agosto, mentre l’inverno è rigido: gennaio registra in media circa 2,4 °C e nel corso dell’anno si contano mediamente oltre settanta giorni di gelo. Chi sceglie la stagione fredda troverà comunque i musei e le chiese del centro sempre accessibili, con una concentrazione di offerta culturale interna che rende Budrio visitabile in qualsiasi periodo.

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Domande frequenti su Budrio

Come si raggiunge Budrio da Bologna?

Budrio dista circa 25 km da Bologna ed è facilmente raggiungibile in auto percorrendo la Strada Statale 9 (via Emilia) in direzione est, oppure tramite l'autostrada A14 con uscita verso Bologna. In alternativa, è possibile utilizzare i mezzi pubblici: da Bologna Centrale partono autobus regionali e urbani che collegano il capoluogo a Budrio in circa 40-50 minuti. La stazione ferroviaria di Budrio è collegata alla rete regionale.

Qual è il periodo migliore per visitare Budrio?

Budrio è visitabile tutto l'anno grazie al suo patrimonio culturale concentrato nei musei e monumenti. Tuttavia, il periodo ideale è la primavera e l'autunno, quando il clima temperato della pianura bolognese consente di esplorare le architetture medievali e i centri storici con comfort. Agosto, mese della festa patronale di San Lorenzo (10 agosto), è particolarmente affascinante per chi desidera partecipare alle celebrazioni locali.

Cosa rende Budrio famosa nel mondo?

Budrio è celebre internazionalmente come luogo di nascita dell'ocarina, lo strumento a fiato in terracotta inventato da Giuseppe Donati nella seconda metà dell'Ottocento. La comunità ocarinistica mondiale riconosce Budrio come culla di questo affascinante strumento. Il borgo dedica un museo specifico alla storia dell'ocarina e alla sua evoluzione musicale.

Quanto tempo occorre per visitare Budrio?

Una visita completa di Budrio richiede mezza giornata (3-4 ore) per ammirare i monumenti principali: le mura trecentesche, il Palazzo Comunale, la pinacoteca civica e il museo dell'ocarina. Chi desidera esplorare anche gli altri musei (burattini, storia infermieristica, arte) e passeggiare tranquillamente nel centro storico dovrebbe dedicare una giornata intera. È ideale come escursione da Bologna.

Quali musei meritano una visita a Budrio?

Budrio offre una varietà insolita di musei: il Museo dell'Ocarina (dedicato allo strumento simbolo del borgo), il Museo dei Burattini, la Pinacoteca Civica attiva dal primo Ottocento con collezioni di arte locale e regionale, e il Museo della storia infermieristica. Questo insieme riflette la ricchezza storica e culturale del borgo dalla preistoria al Novecento, rendendo Budrio una destinazione unica per appassionati di storia e tradizioni.

Come arrivare

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