Skip to content
Cerca

POSIZIONE

🎯
COSA
📍
DOVE Dove vuoi andare
Abruzzo Valle d'Aosta Puglia Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Sardegna Sicilia Trentino-Alto Adige Toscana Umbria Veneto

← Clicca una regione sulla mappa

Capraia Isola
Capraia Isola
Toscana

Capraia Isola

Mare Mare
8 min di lettura

Capraia Isola è un comune insulare della provincia di Livorno, terza isola dell’arcipelago toscano per estensione, con una storia che va dall’età del bronzo alla colonia penale ottocentesca.

Scopri Capraia Isola

Capraia Isola è un comune della provincia di Livorno, in Toscana, che coincide interamente con l’omonima isola vulcanica dell’arcipelago toscano: terza per estensione dopo l’Elba e il Giglio, lunga circa 8 km e larga 4, con 358 abitanti e coste alte e rocciose che si affacciano sul canale di Corsica, a 64 km da Livorno e a soli 31 km dalla costa orientale della Corsica.

Capraia Isola borgo in Toscana porta con sé una delle storie più dense dell’arcipelago: frequentata già nell’età del bronzo, base etrusca nel VII secolo a.C., presidio navale romano, rifugio monastico cristiano documentato da Paolo Orosio e Rutilio Namaziano, feudo pisano e poi genovese per secoli, infine colonia penale agricola dal 1873 al 1986 e oggi inclusa per due terzi nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Ogni fase ha lasciato tracce concrete sul territorio: torri costiere, la fortezza di San Giorgio, chiese e rovine che i circa 30 km di perimetro dell’isola custodiscono tra dirupi, piccole valli torrentizie e un laghetto interno a oltre 52 metri di quota.

Capraia Isola borgo in Toscana: storia e identità di un’isola ai confini del Mediterraneo

Capraia Isola è abitata dall’età del bronzo, fu base di approdo etrusca nel VII secolo a.C., occupata dai Romani intorno al 238 a.C. come presidio navale contro la pirateria cartaginese e ligure, poi monastero cristiano nel V secolo, feudo pisano dal 962 e infine possedimento genovese dal 1562 fino all’annessione al Regno di Sardegna nel 1814. Un ritrovamento del 2017 sul Monte Castello ha portato alla luce un probabile insediamento protostorico — con frammenti di ceramica, rocchetti per la tessitura, un macinello in pietra verde e frammenti di ossidiana di verosimile origine neolitica — collocabile tra il II e il I millennio a.C.

Nel IV secolo l’isola divenne rifugio per cristiani anacoreti, e intorno al V secolo una comunità di monaci cenobiti, insieme all’abate eremita Eudossio, vi edificò il monastero di Santo Stefano. La presenza monastica è documentata già nel 398 da Paolo Orosio e poi nel 416 da Rutilio Namaziano; nel 594 papa Gregorio I scrisse a Venanzio, vescovo di Luni, affinché inviasse l’ex presbitero Saturnino a occuparsi dei monasteri di Capraia e Gorgona. Verso il 675, secondo la Passio di sant’Aigulfo, l’abate di Lerins fu catturato da due monaci ribelli e condotto sull’isola, dove fu infine ucciso insieme ai suoi compagni. Il IX secolo portò invece le incursioni dei pirati saraceni, che spinsero gli abitanti ad abbandonare l’isola per circa due secoli.

Dopo il lungo dominio pisano — interrotto e poi ripreso — l’isola passò a Genova in seguito alla battaglia della Meloria, con la signoria del patrizio Jacopo de Mari nel 1430. I genovesi costruirono progressivamente il sistema difensivo dell’isola: la Torre del Porto risale al 1516, la fortezza di San Giorgio fu edificata a partire dal 1540 dopo le devastazioni del corsaro ottomano Dragut, la Torre dello Zenobito al 1545 e la Torre delle Barbici al 1699. Acquistata dalla Repubblica di Genova nel 1562 e legata amministrativamente alla Corsica, l’isola conobbe l’occupazione delle truppe corse di Pasquale Paoli nel 1767, brevi cessioni alla Francia nel 1783 e nel 1805, e infine l’annessione al Regno di Sardegna con il Congresso di Vienna del 1814.

Nell’Ottocento l’isola tentò una ripresa economica con l’istituzione del porto franco e di una manifattura di tabacchi nel 1837, entrambi soppressi nel 1862. Nel 1854 una frana fece sprofondare parte dell’abitato; nel 1864 vi furono deportate a domicilio coatto 660 persone. Dal 1873 al 1986 l’isola ospitò la Colonia Penale Agricola. Con il Regio Decreto n. 2111 del 15 novembre 1925 Capraia passò dalla provincia di Genova a quella di Livorno, e dal 1996 due terzi del suo territorio rientrano nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Torri di guardia, fortezza e chiese tra roccia vulcanica e mare

A Capraia Isola i principali luoghi da visitare sono la Fortezza di San Giorgio, quattro chiese storiche — San Nicola, Sant’Antonio, Santo Stefano e la Pieve di Santa Maria Assunta — tre torri costiere di avvistamento, il Faro e il Semaforo di Monte Arpagna, distribuiti su un’isola di origine vulcanica dove le coste alte e rocciose costituiscono esse stesse un paesaggio di notevole singolarità.

Fortezza di San Giorgio

La struttura fu edificata dai Genovesi a partire dal 1540, dopo le distruzioni operate dal corsaro ottomano Dragut. Rimane il segno più visibile del lungo periodo di controllo genovese sull’isola e occupa una posizione dominante sull’abitato.

Le torri costiere

Il sistema difensivo dell’isola comprendeva più punti di avvistamento costruiti in epoche diverse: la Torre del Porto risale al 1516, la Torre dello Zenobito al 1545, la Torre delle Barbici al 1699. A queste si aggiunge la Torretta del Bagno. Le torri segnano le fasi successive del presidio genovese e scandiscono visivamente il perimetro costiero.

Pieve di Santa Maria Assunta

La pieve, ubicata nell’area chiamata Il Piano, fu in gran parte ricostruita nel 1970. Attorno alla chiesa gli scavi hanno portato alla luce resti riferibili a una villa romana — tra cui un busto marmoreo, un basamento di colonna e un frammento di sarcofago in marmo — oltre a vasche in cocciopesto per la lavorazione del pesce e sepolture che coprono un arco temporale dall’età imperiale all’età moderna.

Chiesa di Santo Stefano e monastero

Il monastero di Santo Stefano, eretto attorno al V secolo, è legato alla presenza di una comunità di monaci cenobiti e all’abate eremita Eudossio. La chiesa crollò definitivamente nella seconda metà del Seicento; la Pieve di Santo Stefano a Il Piano, risalente al XII secolo, è documentata negli elenchi delle decime fin dal 1298.

Chiesa di Sant’Antonio e chiesa di San Nicola

Entrambe le chiese figurano tra i luoghi di culto dell’isola; le fonti disponibili non ne forniscono ulteriori dati architettonici o storici di dettaglio.

Faro e Semaforo di Monte Arpagna

Il Faro di Capraia e il Semaforo di Monte Arpagna completano il quadro delle strutture legate al controllo del mare, coerenti con la funzione di presidio che l’isola ha mantenuto nel corso dei secoli.

Lo Stagnone e Monte Castello

Nell’entroterra montuoso si trovano lo Stagnone della Capraia, piccolo bacino lacustre a 52 metri di altitudine lungo la cresta del Monte Castello, e il Monte Castello stesso, che con i suoi 52 metri costituisce il rilievo maggiore dell’isola. Sul versante di Monte Castello, un ritrovamento del 2017 ha individuato un probabile insediamento protostorico con frammenti di vasellame, rocchetti per tessitura, un macinello in pietra verde e frammenti di ossidiana.

A tavola a Capraia: prodotti dell’isola e del territorio toscano

A Capraia Isola non si trovano denominazioni di origine legate esclusivamente al comune, ma il territorio dell’arcipelago toscano e della provincia di Livorno offre vini di rilievo come l’Elba DOC e l’Aleatico Passito dell’Elba DOCG, mentre l’entroterra toscano contribuisce con prodotti certificati riconoscibili su qualsiasi tavola regionale.

Tra i prodotti a marchio IGP o DOP diffusi nell’area toscana e riconoscibili anche nelle taverne e nei ristoranti dell’isola figurano il Pane Toscano DOP, i Cantuccini Toscani IGP, la Finocchiona IGP e l’Agnello del Centro Italia IGP. Più circoscritte alla costa livornese e all’arcipelago sono le denominazioni vinicole della Val di Cornia — con il Suvereto DOCG e il Rosso della Val di Cornia DOCG — e il Bolgheri DOC, prodotto sul continente di fronte all’isola.

Un cenno merita la tradizione viticola locale: secondo le fonti storiche, i monaci che si insediarono sull’isola in epoca altomedievale avrebbero introdotto vitigni di origine africana, lasciando una traccia nella cultura agricola dell’isola ancor prima che questa diventasse sede di colonia penale.

Raggiungere e scoprire Capraia: accesso, distanze e periodo migliore

Capraia Isola si raggiunge esclusivamente via mare, con partenze dal porto di Livorno, distante circa 64 km dall’isola; la stagione estiva garantisce maggiore frequenza dei collegamenti marittimi, mentre nei mesi invernali i traghetti sono più radi e le condizioni del canale di Corsica possono rendere la traversata più impegnativa.

La posizione geografica di Capraia è tra le più isolate dell’arcipelago toscano: l’isola dista circa 31 km dalla costa orientale della Corsica, 37 km da Gorgona e 53 km dal promontorio di Piombino. È, di fatto, l’isola dell’arcipelago più lontana dalla terraferma italiana. Chi parte da Pisa può raggiungere il porto di Livorno in circa mezz’ora d’auto, rendendo la città toscana il naturale punto di imbarco.

PartenzaDistanzaTempo
Livorno (porto)64 km via marecirca 2 h 30 min (traghetto)
Promontorio di Piombino53 km via marecirca 2 h (traghetto)
Gorgona37 km via marecirca 1 h 30 min (traghetto)
Costa orientale della Corsica31 km via marecirca 1 h (traghetto)

Una volta sull’isola, la rete stradale è limitata e le coste — alte, rocciose e spesso inaccessibili via terra — si percorrono in buona parte a piedi o via mare con imbarcazioni private. L’area interna, con il Monte Castello a 52 metri e lo Stagnone a 52 metri di quota, si raggiunge seguendo i sentieri del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che tutela due terzi della superficie dell’isola. Chi desidera esplorare anche le altre isole dell’arcipelago può combinare la tappa a Capraia con una visita a Marciana, sull’Elba, facilmente raggiungibile con ulteriori collegamenti marittimi dalla terraferma.

📍 Ogni giorno un nuovo borgo Seguici per scoprire borghi autentici d'Italia

Domande frequenti su Capraia Isola

Come si raggiunge Capraia Isola da Livorno?

Capraia Isola è raggiungibile solo via mare. Da Livorno, distante 64 km, si prende il traghetto gestito da Toremar. Il collegamento è regolare e la traversata dura circa 2-3 ore. Non è possibile raggiungerla in auto poiché l'isola non dispone di un collegamento stradale con la terraferma. È consigliabile verificare gli orari stagionali sul sito di Toremar prima della partenza.

Qual è il periodo migliore per visitare Capraia Isola?

La stagione estiva (giugno-settembre) offre mare calmo e temperature ideali per il nuoto e le immersioni, con frequentazione turistica più alta. La primavera (aprile-maggio) e l'autunno (settembre-ottobre) garantiscono clima mite e meno affollamento. L'inverno è adatto a chi cerca tranquillità, anche se le condizioni meteo-marine sono più variabili e alcuni servizi potrebbero avere orari ridotti.

Quanti giorni occorrono per visitare Capraia Isola?

Un weekend (2-3 giorni) è sufficiente per esplorare i principali punti di interesse: la Fortezza di San Giorgio, le chiese, le torri costiere e il centro abitato. Chi vuole praticare escursionismo, immersioni o semplicemente rilassarsi in spiaggia può pianificare una settimana intera. L'isola ha circa 30 km di perimetro, percorribile a piedi o via mare.

Quali sono gli eventi principali a Capraia Isola?

La festa patronale di San Nicola di Bari si celebra il 6 dicembre ed è l'evento religioso più importante dell'isola. Durante l'estate si svolgono eventi legati al turismo nautico e culturale legato al patrimonio storico. Per informazioni su manifestazioni specifiche e iniziative temporanee, è consigliabile contattare direttamente il Comune di Capraia Isola o consultare la Pro Loco locale.

Cosa significava per Capraia la colonia penale agricola (1873-1986)?

Dal 1873 al 1986, Capraia Isola funzionò come colonia penale agricola, una delle fasi storiche più determinanti della sua identità moderna. Questo utilizzo ha inciso profondamente sul paesaggio, infrastrutture e demografia dell'isola. Oggi, due terzi dell'isola sono inclusi nel Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, che tutela il patrimonio naturale e i resti di questo periodo storico complesso.

Come arrivare

Borgo

In Toscana Altri borghi da scoprire

🏡 Conosci Capraia Isola meglio di noi?
Se sei del posto o ci sei stato, la tua conoscenza vale: aggiungi quello che manca o correggi un dato della scheda.

✍️ Contribuisci alla scheda