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Cinto Caomaggiore
Cinto Caomaggiore
Veneto

Cinto Caomaggiore

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6 min di lettura

Cinto Caomaggiore è un comune della città metropolitana di Venezia, nella bassa pianura veneta, con radici neolitiche e un territorio ricco di storia e natura.

Scopri Cinto Caomaggiore

Cinto Caomaggiore è un comune di circa 3182 abitanti situato nella pianura friulano-veneta, in provincia di Venezia, nel Veneto, a pochi chilometri da Portogruaro e ai confini con il Friuli. Il territorio si estende su poco più di 21 chilometri quadrati a bassa quota, attraversato dai fiumi di risorgiva Caomaggiore e Reghena e da una rete di canali storici — Melon, Suiedo, Lison, Trator, San Piero — che modellano un paesaggio basso e aperto, dove le ex cave di ghiaia allagate, oggi note come Laghi di Cinto, ospitano una delle garzaie più importanti del Veneto, con diverse specie di aironi e cormorani.

Secoli di dominazioni — longobarda, del Patriarcato di Aquileia, veneziana, napoleonica e asburgica — hanno lasciato tracce nella struttura stessa del comune, il cui nome attuale fu adottato ufficialmente nel 1867, dopo che l’istituto municipale napoleonico aveva unificato le antiche Ville di Cinto e Settimo in un unico ente territoriale.

Storia e identità tra preistoria e dominazioni

Le radici di Cinto Caomaggiore affondano nel Neolitico — intorno al V millennio a. C. — come testimoniano tre asce in pietra verde rinvenute nel territorio: una a Pramaggiore e due nel comune di Cinto Caomaggiore, una in località Boschetta recuperata alla fine degli anni Ottanta da Livio Marcorin e una trovata da Nicola Morettin a Settimo; a questi reperti si aggiungono oltre seimila denari d’argento scoperti in località San Biagio, oggi conservati nel Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro, che fanno di questo sito uno dei luoghi di maggiore interesse archeologico del Veneto orientale.

La presenza romana nell’area è attestata già dal I secolo d.C., quando il territorio rientrava nell’Agro Concordiese; lo studioso Vincenzo Gobbo ha individuato fino a undici insediamenti d’epoca romana, probabilmente piccole fattorie e ville rustiche. Alla fine del IV secolo la fondazione della diocesi di Concordia da parte del vescovo di Aquileia rafforzò ulteriormente i legami con il centro urbano di riferimento. Con la costituzione del Ducato Friulano del Regno dei Longobardi nel 568, il territorio di Cinto Caomaggiore venne incluso in tale entità, per poi passare, il 3 aprile 1077, sotto il Patriarcato di Aquileia, all’interno del quale le ville di Cinto e Settimo furono inserite nella Gastaldia di San Vito al Tagliamento e successivamente divise tra la Gastaldia di Meduna e quella di San Vito.

Nel periodo medievale iniziale, i fratelli Erfo e Marco, figli di Piero Duca del Friuli, donarono all’abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis di Sesto al Reghena tutti i propri beni, compresi quelli situati a Settimo. Nel 1420 la Repubblica di Venezia assorbì il Patriarcato, riunendo le ville di Cinto e Settimo nella Patria del Friuli. Con il trattato di Campoformio del 1797 i territori passarono all’Impero austriaco, poi, nel 1805, al Regno d’Italia napoleonico; fu in questo periodo che le due ville vennero unificate nell’unico Comune di Cinto Caomaggiore, con il decreto del 29 aprile 1806 che istituì il mandamento di Portogruaro. Dopo il Congresso di Vienna del 1815 e il ritorno asburgico, nel 1866 i territori delle Venezie furono annessi al Regno d’Italia, e l’anno seguente il comune assunse definitivamente la denominazione di Cinto Caomaggiore.

Tra i Laghi di Cinto e la chiesa di San Biagio: i luoghi del territorio

A Cinto Caomaggiore i luoghi più significativi da visitare sono i Laghi di Cinto, ex cave di ghiaia oggi allagate e riconosciute come una delle più importanti garzaie del Veneto, e la chiesa di San Biagio, nell’omonima località che ha restituito uno dei giacimenti numismatici più rilevanti del Veneto orientale.

I Laghi di Cinto

Le cave di ghiaia scavate a partire dagli anni Venti del Novecento — e ampliate nei decenni successivi con le Cave Acco, le Cave Secco ex Furlanis e il Lago Premarine ex IRTI — si sono progressivamente allagate grazie alla falda idrica alimentata da un ramo del Tagliamento. Il risultato è un sistema di specchi d’acqua che costituisce oggi un habitat di rilievo per la fauna acquatica. Tra le specie presenti si segnalano l’airone cenerino, l’airone guardabuoi, la nitticora e il marangone minore. L’area circostante conserva il toponimo Palù, che rimanda all’antico ristagno d’acqua tipico di questa zona depressa della pianura.

La località San Biagio

In questa piccola località sono stati portati alla luce, nel corso di oltre un secolo di ritrovamenti, più di seimila denari d’argento di epoca romana, un numero che la rende uno dei siti archeologici più notevoli dell’intero Veneto orientale. Le monete rinvenute, insieme a un’ascia in pietra verde di epoca neolitica, sono oggi conservate presso il Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro. Nel territorio del comune si trova anche la chiesa di San Biagio, l’unico edificio di culto nominato dalle fonti disponibili.

I corsi d’acqua e il canale San Piero

Il territorio è percorso dai fiumi di risorgiva Caomaggiore e Reghena, oltre che da diversi canali. Tra questi il canale San Piero — antico corso del fiume Reghena — deve il suo nome a una piccola chiesetta che costeggia lungo il suo tracciato.

A tavola con i sapori del territorio di Cinto Caomaggiore

Nel territorio intorno a Cinto Caomaggiore e nella più ampia area provinciale e regionale si trovano prodotti certificati come il Radicchio di Chioggia IGP, il Radicchio Rosso di Treviso IGP, l’Asparago di Badoere IGP, il Grana Padano DOP e il Montasio DOP, formaggi che appartengono a una tradizione casearia condivisa con il Friuli confinante.

Sul fronte dei vini, il comune si colloca in una zona particolarmente ricca di denominazioni. A pochi chilometri si producono il Lison DOCG, il Piave Malanotte DOCG e i vini della DOC Lison-Pramaggiore, denominazione che prende il nome proprio da Pramaggiore, comune confinante a ovest. Rientrano nell’area anche la DOC Piave, la DOC Corti Benedettine del Padovano e la DOC Riviera del Brenta, oltre a diverse IGT come il Veneto Orientale e la Marca Trevigiana.

Tra le preparazioni tradizionali del Veneto più ampio, le fonti citano con prudenza alcune produzioni locali come il liquore all’uovo, il liquore barancino, il liquore del Cansiglio e il caffè espresso secondo la tradizione veneta, da considerare espressioni del territorio regionale piuttosto che specialità esclusive di questo comune.

Quando visitare e come arrivare

Cinto Caomaggiore si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.

PartenzaDistanzaTempo
Portogruarocirca 8 kmcirca 10 min
Veneziacirca 70 kmcirca 55 min
Coneglianocirca 50 kmcirca 40 min
Sesto al Reghenacirca 5 kmcirca 8 min

Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.

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Domande frequenti su Cinto Caomaggiore

Come raggiungere Cinto Caomaggiore da Venezia?

Cinto Caomaggiore si trova a circa 70 km da Venezia, in provincia di Venezia. In auto, il percorso più veloce è via autostrada A4 fino all'uscita di Portogruaro, distante pochi chilometri dal borgo. Non esiste una stazione ferroviaria diretta nel comune, ma Portogruaro (sulla linea Venezia-Udine) è il punto di accesso principale. Da qui si prosegue in auto o autobus locale.

Quando si festeggia San Biagio, il patrono di Cinto Caomaggiore?

San Biagio è festeggiato il 3 febbraio. In questa data il comune celebra il suo santo patrono con tradizionali celebrazioni religiose. È un'ottima occasione per scoprire le radici spirituali e culturali della comunità locale durante la stagione invernale.

Quali sono i Laghi di Cinto e cosa posso osservare?

I Laghi di Cinto sono ex cave di ghiaia allagate che oggi ospitano una delle garzaie più importanti del Veneto. È possibile osservare aironi cenerini, nitticore e marangoni minori in habitat naturale protetto. Rappresentano un'eccezionale destinazione per birdwatching e fotografia naturalistica, soprattutto nella stagione primaverile ed estiva.

Qual è il patrimonio archeologico di Cinto Caomaggiore?

Il territorio custodisce reperti dal Neolitico (asce in pietra verde), oltre seimila denari d'argento romani rinvenuti a San Biagio e undici insediamenti romani censiti. Questo eccezionale patrimonio archeologico testimonia una continuità abitativa di migliaia di anni e rappresenta un tesoro raro per un comune di soli 3.182 abitanti.

Quanto tempo occorre per visitare Cinto Caomaggiore?

Una visita consigliata dura 2-4 ore. Questo include l'esplorazione del centro storico, la visita alla chiesa e ai principali punti di interesse. Se desideri dedicarti al birdwatching ai Laghi di Cinto o escursioni nella pianura friulano-veneta, puoi estendere il soggiorno a mezza giornata o una giornata intera.

Come arrivare

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