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Citerna
Umbria

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Le mura percorrono il perimetro del colle come un bordo di pietra calcarea che il tempo ha compresso e scurito. Dentro, le case si stringono lungo un asse viario principale che corre dritto da una porta all’altra, e la torre medievale sovrasta il tutto con la sua verticalità silenziosa. Citerna conta 3.460 abitanti e si […]

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Le mura percorrono il perimetro del colle come un bordo di pietra calcarea che il tempo ha compresso e scurito. Dentro, le case si stringono lungo un asse viario principale che corre dritto da una porta all’altra, e la torre medievale sovrasta il tutto con la sua verticalità silenziosa. Citerna conta 3.460 abitanti e si colloca a 480 m s.l.m.

nel settore nord-orientale dell’Umbria, dove la Valtiberina si apre verso il confine con Toscana e Marche, e il Tevere comincia a disegnare le prime anse prima di scendere verso sud.

Cosa vedere a Citerna è una domanda a cui la topografia risponde da sola: il borgo è raccolto, leggibile a piedi in poche ore, ma ogni edificio conserva uno strato storico preciso.

Le attrazioni principali includono la chiesa di San Francesco con le sue opere pittoriche medievali, le mura perimetrali con i camminamenti, il Palazzo Vitelli e la torre civica che domina il profilo del colle. Chi sale fino alla sommità del borgo trova anche una vista sulla Valtiberina che abbraccia Sansepolcro e i rilievi appenninici a est. La guida che segue organizza le tappe in modo pratico, con dati verificabili su storia, cucina locale e logistica.

Storia e origini di Citerna

Le prime attestazioni documentali di Citerna risalgono all’Alto Medioevo, quando il sito collinare venne scelto per la sua posizione difensiva naturale lungo la Valtiberina. Il nome compare nei registri ecclesiastici medievali in connessione con la diocesi di Città di Castello, alla cui giurisdizione il territorio appartenne per secoli. L’insediamento sfruttava il promontorio calcareo per controllare i percorsi commerciali che collegavano l’Umbria alla Toscana, in un tratto dove il Tevere scorre ancora vicino al confine regionale attuale.

Nel corso del XIII e XIV secolo Citerna rientrò nell’orbita delle signorie locali che si contendevano il controllo dell’Alta Valtiberina.

I Vitelli, famiglia perugina di grande influenza militare e politica, lasciarono tracce architettoniche significative nel borgo, come il palazzo che porta il loro nome.

La presenza francescana si consolidò nello stesso periodo con la costruzione della chiesa di San Francesco, che divenne il fulcro religioso e artistico della comunità. Questi due secoli definirono la struttura urbana che ancora oggi il visitatore percorre: un impianto compatto, orientato lungo un eje viario centrale, chiuso da porte e mura in pietra locale. Un contesto simile per struttura difensiva e storia signorile si ritrova a Montone, altro borgo dell’Alta Umbria dove i Fortebracci lasciarono un’impronta architettonica altrettanto leggibile.

Con il passaggio agli Stati Pontifici, Citerna perse progressivamente il ruolo strategico-militare per assumere una funzione più agricola e amministrativa. L’economia del territorio gravitò attorno alla coltivazione cerealicola e alla viticoltura, attività che modellavano il paesaggio collinare circostante.

Nel XIX secolo il borgo attraversò le stesse trasformazioni che investirono i centri minori dell’Umbria centrale: unificazione nazionale, riorganizzazione amministrativa, e successiva integrazione nella provincia di Perugia, alla quale Citerna appartiene ancora oggi.

Cosa vedere a Citerna: attrazioni principali

Chiesa di San Francesco

Le pareti della navata conservano affreschi databili tra il XIV e il XV secolo, eseguiti su intonaco con una qualità cromatica che la luce radente del pomeriggio rende particolarmente leggibile.

La chiesa venne costruita in seguito all’insediamento dell’ordine francescano nel borgo, in un periodo in cui i Minori erano presenti in quasi tutti i centri dell’Umbria centrale di media grandezza. L’interno a navata unica segue le proporzioni essenziali dell’architettura mendicante: nessuna decorazione strutturale superflua, attenzione concentrata sul ciclo pittorico che riveste le superfici murarie. Tra le opere conservate figurano una tavola di Luca Signorelli e affreschi attribuiti alla bottega perugina attiva tra Quattro e Cinquecento.

Chi entra dalla porta principale trova subito, sulla parete destra, le porzioni di affresco meglio conservate. La chiesa è il punto di partenza logico per qualsiasi percorso nel borgo.

Mura medievali e camminamenti

Il perimetro murario di Citerna è uno dei più integri dell’Alta Valtiberina: corre per buona parte attorno al colle e include due porte di accesso principali che filtravano l’ingresso al borgo. Le mura furono erette e più volte rinforzate tra il XII e il XIV secolo, utilizzando pietra calcarea estratta localmente, visibile nella tessitura irregolare dei filari.

Il camminamento sommitale, accessibile in alcuni tratti, permette di leggere la struttura difensiva dall’interno e di misurare lo spessore dei paramenti murari, che in certi punti supera il metro e mezzo. Da qui la vista scende direttamente sul versante collinare coltivato a olivi e seminativi, con il Tevere visibile nella pianura sottostante nelle giornate più limpide.

Il tratto meglio conservato si trova sul lato nord-est, dove le cortine mantengono ancora la quota originaria senza restauri invasivi del XX secolo.

Palazzo Vitelli

Il palazzo che i Vitelli fecero costruire o ampliare a Citerna riflette la tipologia residenziale signorile diffusa nell’Umbria del XV secolo: facciata in pietra lavorata, finestre con cornici modanate, un volume compatto che si inserisce nel tessuto urbano senza creare discontinuità. I Vitelli erano una delle famiglie più potenti dell’Alta Umbria nel Quattrocento, con possedimenti distribuiti tra Città di Castello, Sansepolcro e i borghi minori della Valtiberina.

La loro presenza a Citerna testimonia il ruolo strategico che il borgo conservava ancora in quel periodo come punto di controllo del territorio. L’edificio si trova nell’asse centrale del borgo, riconoscibile per le sue dimensioni maggiori rispetto alle abitazioni circostanti e per la qualità della pietra lavorata nei dettagli architettonici.

Chi percorre il corso principale lo individua senza difficoltà sulla destra procedendo verso la torre.

Torre civica

La torre civica si alza sul punto più alto del colle, a quota leggermente superiore agli edifici circostanti, e definisce il profilo di Citerna visibile dalla valle a diversi chilometri di distanza. La struttura in pietra risale all’impianto medievale del borgo, anche se ha subito interventi di consolidamento nei secoli successivi. La funzione originaria era duplice: segnalazione visiva per i borghi limitrofi e controllo del territorio attraverso la postazione sommitale.

La base è a pianta quadrangolare, con pareti che si assottigliano leggermente salendo, secondo una tecnica costruttiva comune ai campanili e alle torri civiche dell’Umbria centrale tra XII e XIII secolo. Dal basso, la torre offre un riferimento visivo utile per orientarsi nel borgo: tutte le strade principali convergono o si irradiano rispetto alla sua posizione.

Il suo stato di conservazione permette di apprezzare la muratura originale nella parte inferiore, dove i conci sono disposti con maggiore regolarità.

Giardino pubblico panoramico

Sul bordo meridionale del colle, dove le mura lasciano spazio a un terrazzamento aperto, si trova un giardino pubblico che sfrutta la caduta naturale del terreno per aprire una finestra visiva sull’Alta Valtiberina. Da questo punto, a 480 m s.l.m., l’occhio raggiunge Sansepolcro a nord-ovest e i contrafforti appenninici che segnano il confine con le Marche a est. Il giardino occupa una posizione che in epoca medievale era probabilmente parte del sistema difensivo perimetrale, come suggerisce la conformazione del terrapieno.

Oggi ospita sedute, alberi di alto fusto e un percorso pedonale che segue il profilo del colle per alcune decine di metri. Il momento migliore per arrivarci è nelle ore centrali del mattino, quando la luce proviene da est e illumina i rilievi toscani sullo sfondo.

Chi visita Citerna in estate trova qui ombra e una temperatura sensibilmente più fresca rispetto al fondovalle.

Cucina tipica e prodotti di Citerna

La cucina dell’Alta Valtiberina umbra — l’area geografica a cui Citerna appartiene — si costruisce su ingredienti che il territorio collinare ha prodotto per secoli: cereali, legumi, carni di maiale, selvaggina, erbe spontanee raccolte sui versanti calcarei. L’influenza geografica è duplice: dalla vicina Toscana arrivano tecniche di lavorazione della carne e l’uso del pane sciocco, mentre la tradizione umbra porta l’attenzione alle zuppe di farro e ai condimenti a base di olio extravergine prodotto localmente.

Questa doppia matrice si ritrova nella maggior parte dei piatti che i ristoranti del borgo e dei dintorni propongono ancora oggi.

Tra le preparazioni documentate della zona, la zuppa di farro con legumi rappresenta la forma più elementare e consolidata della cucina contadina locale: farro decorticato cotto a lungo con fagioli borlotti o cicerchie, insaporito con lardo e rosmarino, servito su pane raffermo.

Il cinghiale in umido è un secondo piatto diffuso in tutta l’area appenninica umbra, preparato con vino rosso locale, olive e erbe aromatiche dopo una marinatura di almeno dodici ore. La torta al testo, focaccia non lievitata cotta su una piastra di ghisa chiamata appunto testo, accompagna salumi e formaggi freschi ed è presente in tutto il territorio provinciale di Perugia, compreso il comprensorio di Citerna.

Per quanto riguarda i prodotti certificati, il database delle fonti disponibili non registra denominazioni DOP, IGP o DOC specificamente associate al comune di Citerna. L’olio extravergine prodotto sui colli della Valtiberina umbra rientra in produzioni documentate a livello regionale, ma senza una certificazione attribuibile esclusivamente a questo territorio comunale.

I formaggi pecorini stagionati reperibili nei mercati locali provengono da allevamenti sparsi nell’area, senza una filiera certificata specifica per Citerna.

Chi cerca prodotti locali può orientarsi verso i mercati settimanali di Città di Castello, il centro urbano più vicino con offerta commerciale strutturata.

Le sagre estive nei borghi dell’Alta Valtiberina offrono occasioni concrete per assaggiare queste preparazioni in contesto locale. I mesi di luglio e agosto concentrano la maggior parte degli eventi enogastronomici nell’area, con serate dedicate alla carne alla griglia, ai primi piatti di pasta fresca e alle produzioni casearie locali. Chi pianifica la visita a Citerna in questo periodo trova spesso manifestazioni nei borghi vicini che completano l’esperienza gastronomica del territorio.

Feste, eventi e tradizioni di Citerna

Il calendario liturgico di Citerna ruota attorno alla figura di san Michele Arcangelo, patrono del borgo, la cui festa si celebra l’8 maggio. Questa data colloca la festa patronale in piena primavera, un periodo in cui le condizioni climatiche favoriscono le celebrazioni all’aperto. La ricorrenza prevede funzioni religiose nella chiesa principale del borgo, con la partecipazione della comunità locale in una forma di devozione che si è mantenuta continua nel tempo.

La scelta di san Michele come patrono è coerente con una tradizione diffusa nei borghi collinari dell’Umbria e della Toscana, dove l’arcangelo guerriero era associato alla protezione dei luoghi elevati e delle comunità esposte.

Accanto alla festa patronale, il territorio di Citerna partecipa al ciclo di sagre e manifestazioni locali che caratterizza l’estate umbra.

Le tradizioni legate al calendario agricolo — la raccolta del grano, la vendemmia autunnale, la produzione dell’olio tra ottobre e novembre — hanno storicamente scandito il ritmo della vita comunitaria. Alcune di queste ricorrenze si sono tradotte in eventi pubblici che coinvolgono anche i visitatori. Per il programma aggiornato delle manifestazioni locali, il riferimento istituzionale è il sito ufficiale del Comune di Citerna, che pubblica il calendario degli eventi con date e orari verificati.

Quando visitare Citerna e come arrivare

La primavera — da aprile a giugno — è il periodo che offre le condizioni migliori per visitare Citerna.

Le temperature a 480 m s.l.m. restano gradevoli anche nelle ore centrali della giornata, la vegetazione collinare è nel momento di massima densità, e la festa patronale dell’8 maggio inserisce un evento collettivo nel calendario. L’estate concentra più visitatori, soprattutto in agosto, ma il borgo mantiene temperature più fresche rispetto al fondovalle grazie alla quota. L’autunno, tra settembre e ottobre, porta la raccolta dell’oliva e una luce radente che rende particolarmente nitidi i profili architettonici.

L’inverno è il periodo di minore affluenza, con alcuni servizi ridotti.

Se arrivi in auto dall’autostrada, il casello più vicino è quello di Città di Castello sull’E45 (superstrada Orte-Ravenna), a circa 15 km da Citerna. Da lì si percorre la strada provinciale verso est seguendo le indicazioni per Monterchi e Citerna.

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Città di Castello, servita dalla linea Ferrovia Centrale Umbra; da lì occorre un mezzo privato o un servizio di autobus locale per raggiungere il borgo. L’aeroporto di riferimento per chi proviene da fuori regione è l’Aeroporto Internazionale di Perugia San Francesco d’Assisi, a circa 70 km. Per orari e connessioni aggiornate della rete ferroviaria regionale, il riferimento è Trenitalia.

Punto di partenza Distanza Tempo stimato
Città di Castello (casello E45) circa 15 km 20 minuti in auto
Perugia circa 65 km 55-65 minuti in auto
Aeroporto di Perugia circa 70 km 60-70 minuti in auto
Arezzo circa 45 km 40-50 minuti in auto

Chi organizza un itinerario nell’Alta Valtiberina può combinare la visita a Citerna con altre tappe nell’Umbria settentrionale. Cerreto di Spoleto si trova più a sud, in Valnerina, e rappresenta una tappa complementare per chi vuole attraversare le diverse aree geografiche della regione in un unico itinerario.

Chi preferisce restare nell’ambito della spiritualità francescana umbra può estendere il percorso verso Sant’Anatolia di Narco, borgo della Valnerina che condivide con Citerna la presenza di un tessuto architettonico medievale ben conservato e una dimensione comunitaria ancora riconoscibile.

Orari e disponibilità dei servizi locali possono variare stagionalmente: la verifica sul sito istituzionale del comune resta il modo più affidabile per pianificare la visita.

Foto di copertina: Di Ceccomaster, CC BY-SA 3.0Tutti i crediti fotografici →

Come arrivare

Borgo

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