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Gambatesa
Gambatesa
Molise

Gambatesa

Collina Collina
6 min di lettura

Gambatesa è un borgo collinare della provincia di Campobasso, in Molise, noto per il medievale Castello di Capua e per una lunga vicenda feudale che ha attraversato normanni, angioini e grandi casati

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Gambatesa è un comune di circa 1.244 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise, collocato a 468 metri di quota tra le colline interne e affacciato su un territorio di quasi 43 chilometri quadrati. Il suo centro storico cresce attorno al Castello di Capua, arroccato sul colle Serrone, che dalle origini medievali fu progressivamente trasformato in dimora feudale rinascimentale e rimase per secoli punto di riferimento lungo le vie della transumanza tra Puglia e Abruzzo.

Gambatesa borgo in Molise custodisce una stratificazione feudale lunga quasi un millennio: dalla prima menzione in epoca normanna fino alla successione di famiglie signorili — dai Galluccio ai Di Capua, dai Lombardo ai de Alarcón y Mendoza, fino ai Ceva Grimaldi — il castello e il borgo hanno attraversato stagioni storiche diverse, ciascuna delle quali ha lasciato tracce visibili nell’architettura e nell’impianto urbano. Il patrono San Bartolomeo Apostolo è festeggiato ogni anno il 24 agosto, giorno in cui il paese ritrova la propria identità comunitaria più viva.

Gambatesa borgo in Molise: storia e origini feudali

Gambatesa è un borgo del Molise con radici che risalgono almeno all’epoca romana, sviluppatosi come insediamento longobardo nell’VIII secolo e poi feudo normanno retto dalla famiglia omonima, prima di passare, nel corso del Trecento e del Quattrocento, attraverso le mani dei Galluccio e dei Di Capua, che ne lasciarono il segno più duraturo trasformando il castello in dimora rinascimentale.

In epoca normanna il controllo del territorio era affidato alla famiglia Gambatesa. Il castello si consolidò tra la fine del XIII e il XIV secolo, durante il periodo angioino, sempre sotto lo stesso casato. Nel 1399 Ladislao di Durazzo concesse il feudo ai Galluccio di Napoli, e nel secolo successivo la signoria passò ad Andrea di Capua, da cui il castello prende il nome tuttora in uso.

Nel 1586 i Di Capua cedettero il feudo a Ferrante Lombardo, barone di diversi territori del regno, che nel 1592 ottenne da Filippo II di Spagna il titolo di primo conte di Gambatesa. La contea transitò poi, per via matrimoniale, dai Lombardo ai de Alarcón y Mendoza, e quindi, agli inizi del XVIII secolo, ai Ceva Grimaldi, ultimi feudatari, che mantennero il castello fino alla fine dell’Ottocento, quando lo vendettero al conte Guglielmo de la Feld.

Castello di Capua, chiesa di San Bartolomeo e gli altri segni del centro storico

A Gambatesa i luoghi principali da visitare sono il Castello di Capua, con il suo ciclo di affreschi cinquecenteschi, la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo e la chiesa di San Nicola, tutte concentrate nel nucleo storico del paese.

Castello di Capua

Il castello sorge sull’altura del colle Serrone, al centro del quartiere storico. La struttura originaria, di pianta quadrata, conserva ancora la merlatura guelfa sul lato sud-ovest e le torri angolari in direzione nord-est. Nel corso del Quattrocento e del Cinquecento la famiglia Di Capua lo trasformò in residenza rinascimentale: a quella fase appartengono il portale bugnato, le finestre e una piccola loggetta con tre archi a tutto sesto aperta sulla facciata nord-ovest.

Gli interni ospitano un ciclo di affreschi eseguiti da Donato da Copertino e dalla sua bottega nel 1550, su commissione di Vincenzo I di Capua, duca di Termoli e conte di Gambatesa. I dipinti — paesaggi, grottesche, scene mitologiche e allegoriche — appartengono al manierismo cinquecentesco. Di rilievo particolare sono le figure allegoriche delle virtù cardinali. Dopo restauri recenti il castello è oggi visitabile come pinacoteca.

Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo

La chiesa si trova nel centro del paese, a breve distanza dal castello. Fu consacrata il 16 luglio 1696 dal cardinale Orsini, arcivescovo di Benevento, poi divenuto papa Benedetto XIII. L’impianto è a tre navate divise da dodici pilastri con archi a tutto sesto; le misure documentate sono circa 468 metri di lunghezza, 16 di larghezza e 10 di altezza. Il portale in pietra è sormontato da un timpano triangolare sorretto da mensole. Il fonte battesimale, datato 1523 e decorato con gli stemmi del Comune e dei Di Capua, è collocato nel presbiterio insieme a un coro ligneo di artigianato locale.

Chiesa di San Nicola

L’edificio risale ai secoli XIV-XV e presenta una facciata a timpano con impianto a navata unica. Originariamente intitolata a San Sebastiano, fu officiata dai minori conventuali dal 1586 al 1653. Dopo un lungo abbandono e i danni del terremoto del 1688, fu restaurata nel 1695; l’arcivescovo Orsini vi fece trasferire le suppellettili dell’antica chiesa di San Nicola al Serrone. All’interno si conservano alcune tele di pregio.

A tavola nel territorio di Gambatesa: DOP, IGP e tradizioni molisane

Nei dintorni di Gambatesa la tavola ruota attorno a prodotti certificati dell’area molisana e dell’Appennino centrale: il Caciocavallo Silano DOP, il formaggio Molise DOP, i Salamini italiani alla cacciatora DOP e il Vitellone bianco dell’Appennino Centrale IGP sono le denominazioni di riferimento per chi vuole orientarsi tra le eccellenze riconosciute della zona.

Accanto ai prodotti certificati, la tradizione locale conserva alcune preparazioni tipiche dell’area molisana — tra cui il capocollo e liquori come il nocino o il poncio — che appartengono al patrimonio agroalimentare tradizionale regionale, senza essere esclusivi di questo borgo. È bene ricordare che si tratta di produzioni di contesto provinciale e regionale, non specialità certificate di Gambatesa in quanto tale.

Per i vini, il territorio rientra nelle denominazioni Biferno DOC e Tintilia del Molise DOC, quest’ultima ottenuta dall’omonimo vitigno autoctono molisano, oltre all’indicazione geografica tipica Osco / Terre degli Osci IGT. Sono etichette che raccontano un vigneto appenninico ancora poco conosciuto al grande pubblico.

Raggiungere Gambatesa: accesso, distanze e periodo migliore per la visita

Gambatesa si raggiunge comodamente in auto percorrendo strade provinciali collinari a partire da Campobasso, capoluogo di provincia distante circa 35 km, con un tempo di percorrenza stimato attorno ai 40 minuti; la stagione più favorevole alla visita è quella primaverile ed estiva, quando il paesaggio collinare interno si mostra al meglio e la festa patronale 24 agosto.

Il paese sorge a circa 466 metri sul livello del mare, nella zona della collina interna molisana, e dalla sua posizione offre un’ampia veduta sul lago di Occhito, bacino artificiale di rilievo paesaggistico. Il cammino Di qui passò Francesco… con le ali ai piedi (circa 900 km complessivi) attraversa il territorio, rendendolo percorribile anche a piedi in chiave escursionistica.

Chi desidera ampliare il proprio itinerario nella provincia di Campobasso può considerare borghi vicini come Cercemaggiore, anch’esso nel cuore delle colline molisane, o spingersi verso Riccia, facilmente combinabile in una giornata. Anche Campodipietra si inserisce bene in un percorso circolare tra i centri del Campobassano.

PartenzaDistanzaTempo
Campobassocirca 35 kmcirca 40 min
Cercemaggiorecirca 20 kmcirca 25 min
Ricciacirca 25 kmcirca 30 min
Foggia (accesso autostradale A14)circa 90 kmcirca 1 h 15 min

Questi riferimenti pratici aiutano a organizzare l arrivo con chiarezza, mentre il borgo si legge meglio con una visita lenta e a piedi una volta sul posto.

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Domande frequenti su Gambatesa

Come si raggiunge Gambatesa in auto?

Gambatesa si raggiunge comodamente in auto percorrendo la SS17 o la SS87, strade statali che collegano i principali centri molisani. Il casello autostradale più vicino è quello di Campobasso sull'A14/A1, da cui il borgo dista circa 40 chilometri verso nord-est. Da Campobasso il percorso richiede circa 40-50 minuti. Non esiste una stazione ferroviaria nel comune; il collegamento più pratico rimane l'automobile.

Quando è il momento migliore per visitare Gambatesa?

Il periodo più consigliato è la tarda primavera e l'estate, quando il paesaggio collinare molisano è rigoglioso e le temperature sono gradevoli ad alta quota (468 m slm). Il momento clou dell'anno è il 24 agosto, festa patronale di San Bartolomeo Apostolo: il borgo si anima con celebrazioni religiose e tradizioni comunitarie che offrono un'esperienza autentica della cultura locale.

Quanto tempo occorre per visitare Gambatesa?

Una visita del centro storico di Gambatesa richiede mediamente 2-3 ore, sufficienti per esplorare il Castello di Capua sul colle Serrone, le chiese principali e il tessuto urbano medievale. Chi desidera approfondire gli affreschi cinquecenteschi o combinare la visita con una passeggiata nel territorio collinare può prevedere un'intera giornata. Il borgo è facilmente raggiungibile da Campobasso come gita di un giorno.

Gli affreschi cinquecenteschi di Gambatesa dove si trovano?

Gli affreschi cinquecenteschi più celebri di Gambatesa si trovano all'interno del Castello di Capua. Si tratta di un ciclo pittorico di notevole valore artistico, realizzato nel periodo in cui il castello fu trasformato in residenza feudale rinascimentale. Rappresentano una delle testimonianze figurative più significative del Molise interno e costituiscono la principale attrattiva culturale del borgo per studiosi e appassionati d'arte.

Come arrivare

Borgo

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