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Pinasca
Pinasca
Piemonte

Pinasca

Collina Collina
7 min di lettura

Pinasca è un comune di circa 2.758 abitanti in Val Chisone, nella città metropolitana di Torino, con una storia documentata dal 720 e un territorio che sale fino alla Punta dell’Aquila a 2.119 metri.

Scopri Pinasca

Pinasca è un comune di circa 2781 abitanti nella città metropolitana di Torino, in Val Chisone, a una cinquantina di chilometri a ovest dal capoluogo piemontese: il suo territorio, il più esteso della media Val Chisone con oltre 3.400 ettari, si articola tra il capoluogo a 560 metri di quota e la Punta dell’Aquila a 560 metri, distribuendosi in ventisette frazioni tra cui Dubbione, la più popolosa, sorta lungo il rio Grandubbione poco prima della confluenza con il torrente Chisone.

Pinasca borgo in Piemonte custodisce una memoria lunga più di tredici secoli: il suo nome compare per la prima volta in un atto del 720 legato ad Abbone, fondatore dell’abbazia di Novalesa, e nei secoli successivi il borgo ha attraversato signorie ecclesiastiche, dominazioni feudali laiche e le tensioni delle guerre tra Cattolici e Valdesi, fino a entrare stabilmente nell’orbita sabauda. Di quella storia restano segni concreti nel territorio: la chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta, consacrata nel 1753 e considerata la più grande dell’intera valle, il Museo del mobile e della cultura valligiana “Abitare In Valle” con le sue migliaia di pezzi raccolti tra la Val Chisone e le valli vicine, e le fiere che ancora scandiscono il calendario locale, dalla fera dle caplin-e di maggio alla fiera autunnale di Dubbione.

Pinasca borgo in Piemonte: storia e identità feudale

Pinasca è attestata documentalmente già nell’anno 720, quando il suo nome compare in un atto firmato da Abbone, fondatore dell’abbazia di Novalesa, con riferimento a fondi in valle “Dubiasca”; nei secoli successivi il borgo passò attraverso una lunga sequenza di signorie ecclesiastiche e laiche prima di entrare nell’orbita sabauda, restando coinvolto nel XVI e XVII secolo nelle guerre tra Cattolici e Valdesi.

Verso la fine del primo millennio il territorio era già inserito nell’episcopato di Torino, come attesta una carta del 1020 che cita Pinasca tra le sedi di chiese pievane. Nel 1037 il vescovo torinese Landolfo cedette il borgo al Monastero di Santa Maria di Cavour; nel 1064 Adelaide di Susa, marchesa di Susa e duchessa delle Alpi Cozie, rilevò il feudo dai monaci cavouresi e lo trasferì ai Benedettini dell’abbazia di Santa Maria Assunta nel borgo di San Verano in Pinerolo, oggi nota come Abbadia Alpina. Il 31 gennaio 1346 il feudo transitò per transazione a Tommaso di Savoia, vescovo di Torino, poi al principe d’Acaia, che il 20 ottobre 1361 lo vendette a Pietro e Daniele Provana; a questi successero Pietro ed Andreone Solaro, estinti i quali, il 20 aprile 1449, il feudo fu acquisito dal cardinale Lancellotto di Lusignano, proveniente da Cipro.

Nella prima età moderna il feudo conobbe ulteriori frazionamenti. Il duca Carlo Emanuele I lo cedette il 2 maggio 1619 a Emanuel Filiberto Goveano; Nicolò Lodovico Goveano ne vendette poi metà a Gio. Francesco Bergomi da Reggio nel 1676 e l’altra metà a Gio. Tomaso Boutal da Pinerolo nel 1685. La porzione Bergomi fu in seguito infeudata dal duca Vittorio Amedeo II ai fratelli Francesco, Giuseppe e Luigi il 9 maggio 1700, mentre la discendenza Boutal portò all’investitura di Cristina Agata Boutal, moglie dell’avvocato Gio. Giorgio Agnes des Geneys, il 25 agosto 1774. Nel frattempo, nel 1571, la comunità valdese aveva eretto un proprio tempio in regione Podio; emigrati in Germania, i Valdesi diedero il nome di Pinasca a un villaggio da loro fondato, in ricordo dell’accoglienza ricevuta.

Le tracce materiali della storia più antica del borgo comprendono monete romane con l’effige di Nerone, rinvenute nei pressi della chiesa parrocchiale, a testimonianza di una frequentazione del territorio già in età imperiale. La chiesa stessa, dedicata all’Assunta, fu consacrata nel 1753 e conserva un altare tradizionalmente attribuito a Filippo Juvarra, attribuzione che richiede cautela sia per la mancanza di documentazione diretta sia perché Juvarra morì nel 1736, prima della consacrazione dell’edificio.

Luoghi di interesse

A Pinasca i luoghi principali da visitare sono la chiesa parrocchiale dell’Assunta, la chiesa di San Rocco a Dubbione, il caseggiato del Cottolengo e il Museo del mobile e della cultura valligiana “Abitare In Valle”.

Chiesa parrocchiale dell’Assunta

Consacrata nel 1753, è la più grande chiesa dell’intera Val Chisone. Al suo interno si trova un altare tradizionalmente attribuito a Filippo Juvarra, attribuzione che richiede cautela: Juvarra morì nel 1736, prima della consacrazione dell’edificio, e il suo coinvolgimento diretto nel progetto non è documentato con certezza dalle fonti disponibili.

Chiesa di San Rocco a Dubbione

La chiesa parrocchiale della frazione maggiore di Pinasca porta la data del 1847. Si trova nel centro di Dubbione, la borgata sorta ai piedi di una scarpata lungo le rive del rio Grandubbione.

Piccola Casa della Divina Provvidenza

Il complesso fondato dal Cottolengo a Pinasca si presenta come un imponente edificio a pianta a “U”, riconoscibile nel tessuto del capoluogo.

Ponte Annibale

Al centro di Dubbione, il ponte scavalca il rio Grandubbione.

Museo del mobile e della cultura valligiana “Abitare In Valle”

La raccolta comprende circa diecimila pezzi legati alla tradizione della Val Chisone e di altre valli vicine, tra cui la Val Pellice e la Val Lemina. Il museo è collegato al laboratorio artigiano della famiglia Faure, attivo nella riproduzione di mobili d’epoca.

Sapori della Val Chisone e della provincia di Torino

A Pinasca e nella Val Chisone la tavola attinge a una tradizione contadina fondata su cereali, ortaggi, frutta e castagne, con prodotti certificati che appartengono all’area provinciale e regionale: tra i formaggi spicca il Grana Padano DOP, mentre tra i salumi si segnalano il Crudo di Cuneo DOP e la Mortadella Bologna IGP; il Marrone della Valle di Susa IGP e la Mela Rossa Cuneo IGP completano il quadro dei prodotti a indicazione geografica legati al territorio circostante.

Il comune conserva una radicata vocazione agro-silvo-pastorale: boschi di castagni, pascoli e allevamento del bestiame hanno segnato per secoli l’economia locale, e la lavorazione del legno rimane una delle attività artigianali più caratteristiche della zona. Tra i vini del territorio si collocano il Pinerolese DOC, che copre buona parte delle valli torinesi di quest’area, e l’Erbaluce di Caluso DOCG, insieme ad altre denominazioni della provincia come la Collina Torinese DOC e la Freisa di Chieri DOC.

Tra le preparazioni della tradizione piemontese citabili con prudenza per quest’area figurano il Ratafià, il Rosolio, i liquori di erbe alpine e il Vermut, bevande che nella regione vantano radici antiche. Il terzo giovedì di maggio Pinasca ospita la fera dle caplin-e, fiera tradizionale che ogni anno riunisce produttori e visitatori; a Dubbione, il terzo lunedì di novembre si svolge l’analoga fiera autunnale.

Raggiungere Pinasca e organizzare la visita

Pinasca si raggiunge comodamente in automobile percorrendo la statale del Sestriere: il comune si trova a circa 53 km a ovest di Torino e a 13 km da Pinerolo, dove si trova la stazione ferroviaria più vicina. La stagione estiva è la più frequentata, grazie alle opportunità di villeggiatura nel Vallone del Grandubbione e nel borgo di Albarea; i mesi autunnali offrono invece il fascino dei boschi e coincidono con la fiera di Dubbione.

Chi viaggia in treno può scendere a Pinerolo e proseguire verso Pinasca via strada; da Pinerolo partono anche le principali connessioni su gomma per la Val Chisone. Chi preferisce esplorare l’area a piedi troverà nei Colli del Besso (1.466 m), nel Colle dell’Asino (1.300 m) e nel Monte Cucetto (1.692 m) mete adatte per escursioni di mezza giornata, con la Punta dell’Aquila a 2.119 m come obiettivo per i percorsi più impegnativi.

Il territorio si presta a itinerari che collegano realtà vicine della stessa area: Cantalupa si trova a pochi chilometri verso Pinerolo, mentre risalendo le valli valdesi si raggiungono Angrogna e, più in quota, Massello, ciascuna con caratteristiche proprie e paesaggi distinti.

PartenzaDistanzaTempo
Torinocirca 53 kmcirca 50–60 minuti
Pinerolocirca 13 kmcirca 15–20 minuti

Questi riferimenti pratici aiutano a organizzare l arrivo con chiarezza, mentre il borgo si legge meglio con una visita lenta e a piedi una volta sul posto.

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Domande frequenti su Pinasca

Come si raggiunge Pinasca da Torino?

Pinasca si trova a circa 50 chilometri a ovest da Torino, in Val Chisone. È raggiungibile in auto percorrendo la strada statale in direzione della valle. La strada principale collega il capoluogo piemontese al borgo in circa 1 ora. Non è servita da stazione ferroviaria diretta, ma è possibile raggiungere la zona tramite i bus locali della provincia di Torino.

Qual è il periodo migliore per visitare Pinasca?

Il periodo ideale è da maggio a settembre, quando il clima è temperato in montagna (altitudine 560 m nel capoluogo). La festa patronale di Santa Maria Assunta si celebra il 15 agosto ed è un momento particolare per visitare il borgo. Le fiere locali, come la fera dle caplin-e a maggio e la fiera autunnale di Dubbione, scandiscono il calendario con eventi tradizionali.

Quanto tempo occorre per visitare Pinasca?

Una visita completa richiede almeno una mezza giornata. I principali attrattori sono la chiesa parrocchiale dell'Assunta (consacrata nel 1753, la più grande della valle) e il Museo del mobile e della cultura valligiana 'Abitare In Valle', che conserva migliaia di pezzi dalla Val Chisone e valli limitrofe. Il territorio esteso permette anche passeggiate nelle frazioni.

Che cosa rappresenta la chiesa dell'Assunta di Pinasca?

La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, consacrata nel 1753, è considerata la più grande dell'intera Val Chisone. Rappresenta un importante segno concreto della storia del borgo e della sua eredità religiosa nei tredici secoli di storia documentata di Pinasca, a partire dal 720 quando il nome appare nel contesto dell'abbazia di Novalesa.

Cos'è il Museo 'Abitare In Valle' di Pinasca?

È un museo dedicato al mobile e alla cultura valligiana che raccoglie migliaia di pezzi provenienti dalla Val Chisone e dalle valli vicine. Il museo documentale la vita tradizionale e l'abitare storico della comunità, rappresentando un'importante testimonianza del patrimonio materiale e culturale della media Val Chisone.

Come arrivare

Borgo

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