Skip to content
Cerca

POSIZIONE

🎯
COSA
📍
DOVE Dove vuoi andare
Abruzzo Valle d'Aosta Puglia Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Sardegna Sicilia Trentino-Alto Adige Toscana Umbria Veneto

← Clicca una regione sulla mappa

Lanzo Torinese
Lanzo Torinese
Piemonte

Lanzo Torinese

Montagna Montagna
9 min di lettura

Quasi 5 mila abitanti, quota 515 m. Dove la storia sabauda incontra il paesaggio alpino e il Ponte del Diavolo apre ancora la via verso le montagne.

Lanzo Torinese: il borgata medievale alle soglie delle Valli di Lanzo

Il nome di Lanzo compare per la prima volta in un atto del 9 luglio 1029, quando il vescovo di Asti dota il monastero di San Giusto di Susa di terreni nella zona del mathiese. Da allora, questo insediamento tra torrenti e pendii ha costruito la sua identità intorno alla pietra, al commercio e al controllo dei passaggi alpini:

Lanzo Torinese borgo in Piemonte si distende a 515 metri di quota su un versante del monte Buriasco, a pochi chilometri dall’imbocco delle Valli di Viù, Ala e Grande. Cinque mila abitanti circa, una storia che risale al primo Medioevo e due monumenti — il Ponte del Diavolo e la Torre civica di Aymone di Challant — che raccontano come il potere sia passato di mano in mano senza spazzare via il paesaggio. Chi arriva da Torino si trova già tra le Alpi Graie, e il ritmo della montagna inizia prima che il cartello del comune appaia.

Il castello perduto e il controllo delle Valli

Il castello di Lanzo fu eretto da Landolfo, vescovo di Torino, tra il 1011 e il 1037 sulla sommità del monte Buriasco. Era fortezza e centro amministrativo insieme: dotato di cinta muraria con porte fortificate, attraversato da una via principale chiamata contrada che collegava il castello al borgo, e circondato da strette viuzze — le chintan-e — coperte da voltoni e archi che ricordavano ancora nei secoli successivi una struttura difensiva. Nel 1159 Federico Barbarossa confermò con il Diploma di Occimiano il possesso di queste terre al vescovo di Torino, consolidando il controllo ecclesiastico. Nel 1219 i signori di Lanzo ricevettero il 15 gennaio il beneficio di tenere il mercato settimanale del martedì.

La gestione del potere si fece più articolata quando, il 7 novembre 1246, l’imperatore Federico II concesse a Tommaso II di Savoia varie porzioni del Piemonte, tra cui Lanzo, autorizzandolo a costruire castelli e torri dove ritenesse necessario. Il duca passò poi il feudo al fratello Amedeo IV, e da lì Lanzo seguì le sorti alterne della Casa di Savoia nei conflitti franco-spagnoli che devastarono il nord Italia. Nel 1305, sotto il governo della marchesa Margherita, figlia di Amedeo IV di Savoia, Lanzo divenne una castellania. Nel 1551 il castello fu espugnato dal duca Carlo di Brissac, e tra il 1556 e il 1557 il fortificato fu quasi completamente distrutto: sopravvisse solo la porta di accesso e la torre civica, ancor oggi visibile e ben conservata.

Con la pace di Cateau-Cambrésis del 1559 il borgo tornò ai Savoia sotto Emanuele Filiberto, che affidò la castellania ai Provana. Nel 1577, però, il duca cedette Lanzo e le sue Valli alla figlia naturale Maria, sposa di Filippo I d’Este: Lanzo fu eretta a marchesato e la perdita dei privilegi commerciali — soprattutto il dazio sul Ponte del Diavolo — ne segnò il declino relativo. Solo il 1º luglio 1725, quando il conte Giuseppe Ottavio Cacherano Osasco della Rocca acquistò il marchesato per 65 mila lire, il borgo conobbe una ripresa amministrativa, grazie anche alla fondazione dell’ospedale nel borgo vecchio.

Il Ponte del Diavolo e la via rapida verso Torino

Nel 1377, sotto il governo di Amedeo VI (il Conte Verde), la Credenza di Lanzo — il consiglio cittadino — deliberò di erigere un ponte che abbreviasse il percorso tra Torino e le Valli, evitando di passare per le terre canavesane allora meno controllabili dai Savoia. Il Ponte del Diavolo fu completato nel 1378 e rimase per secoli l’unica strada di collegamento rapido verso la pianura, tanto da meritare il controllo fiscale che solo la pace di Cateau-Cambrésis tolse a Lanzo.

Oggi l’area attrezzata del Ponte del Diavolo consente di sostare e di osservare come la struttura medievale si stenda ancora sulla Stura con una solidità di pietra e volta a sesto acuto, testimone muto di transazioni commerciali, esodi di guerra e di pace, e del ritmo che da allora lega Lanzo alle montagne a nord e alla città a sud.

La Torre civica: superstite di una fortezza rasa

La torre civica di Aymone di Challant è l’edificio più antico visibile nel centro storico di Lanzo. Terminata nel 1357, resistette al saccheggio del 1556-1557 quando il resto del castello fu raso al suolo. La sua funzione era insieme amministrativa e residenziale: da qui si controllava l’accesso al borgata, si raccoglievano i dazi e si esercitava il potere della signoria locale. Costruita in pietra a vista, con finestre strette e un profilo severo, la torre incarna il linguaggio architettonico della signoria feudale piemontese, prima che le cannonate e i sommovimenti politici del Cinquecento lo cancellassero.

I musei: utensili e minerali delle Valli

Il Museo dell’Utensileria Silmax raccoglie una collezione di utensili e macchine utensili che narrano la storia della lavorazione del ferro diffusa nelle Valli di Lanzo durante l’Ottocento. Gli attrezzi esposti — piccoli capolavori di meccanica costruiti da generazioni di artigiani — testimoniano come l’economia della zona non fosse solo agricola e commerciale, ma anche artigianale e protoindustriale, con una tradizione di maestri ferrai e costruttori di macchine che attirarono nei decenni successivi le prime manifatture meccaniche.

Il Museo di Mineralogia delle Valli di Lanzo offre un profilo geologico dell’arco alpino occidentale attraverso sei vetrine organizzate per zone: campioni di rocce e vene mineralizzate locali, riferimenti alla celebre amiantifera di Balangero, vedute dei giacimenti della Valle di Als e della Valle di Viù, e una raccolta di minerali del Canavese e della Valle d’Aosta. Le esposizioni si evolvono secondo i nuovi ritrovamenti e le donazioni della comunità.

Dalle chiese al primo oratorio salesiano

La chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli custodisce — insieme alle chiese di Santa Maria del Borgo, Santa Croce e le cappelle di Sant’Anna e San Giacinto — il patrimonio religioso del borgo. La chiesa di Santa Croce merita una menzione particolare: nei secoli precedenti era sede dell’ospizio trecentesco che serviva i pellegrini e i poveri; il conte Cacherano trasformò questa struttura sostituendola con l’ospedale moderno nel borgo vecchio.

Nel 1864 don Bosco fondò a Lanzo il primo oratorio per ragazzi al di fuori di Torino, eretto sui resti del vecchio monastero benedettino che giaceva abbandonato sul monte Buriasco. L’oratorio avviò corsi professionali per dare sbocchi lavorativi ai giovani delle Valli, prolungando una tradizione di assistenza sociale che caratterizzò Lanzo anche grazie all’opera di Federico Albert, parroco dal 1852 al 1876 e proclamato beato nel 1984, che fondò asili, orfanotrofi e un educandato femminile per la formazione di maestre.

Dal centro agricolo alla villeggiatura alpina

Nella seconda metà dell’Ottocento, il volto di Lanzo mutò sensibilmente. L’arrivo della ferrovia il 6 agosto 1876 e la costruzione della strada verso Torino — l’attuale SP1 — la trasformarono da centro prettamente agricolo e commerciale in meta di villeggiatura per i cittadini torinesi. Contemporaneamente si insediarono le prime manifatture meccaniche, tessili e cartarie, attirando maestranze e trasformando l’economia del luogo.

Questo passaggio non cancellò l’identità medievale del borgo, ma la stratificò: alle pietra del castello e della torre si affiancarono i profili in mattone delle case di villeggiatura, alla funzione amministrativa e doganale si aggiunse quella turistica. Le Valli, fino a quel momento raggiungibili solo a cavallo o a piedi, divennero meta accessibile anche ai turisti meno avventurieri.

La resistenza partigiana e il dopoguerra

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, le forze nazifasciste istallarono un presidio nel collegio Salesiano, posizionato in dominante e capace di controllare gli accessi alle Valli. Da questi monti si organizzò una resistenza partigiana che tentò di contrastare il presidio nemico. Solo il 26 aprile 1945 la guarnigione tedesca si arrese, grazie alla mediazione del vicario parrocchiale teologo Frasca e del direttore del collegio salesiano don Ulla.

Nel 1976, per il contributo dato alla lotta di liberazione, Lanzo fu insignita della Medaglia d’argento al Valor Militare. Un monumento ai caduti della prima guerra mondiale rimane presso la stazione ferroviaria, memoria della stagione in cui molti giovani lanzesi furono mandati nelle trincee del Carso.

I sapori del territorio alpino e collinare

Il territorio di Lanzo e delle sue Valli custodisce tradizioni agroalimentari legate alla produzione casearia, alle lavorazioni di carne e ai liquori a base di erbe alpine e piccoli frutti, con una varietà di sapori che rispecchia la diversità tra i versanti collinari e gli alpeggi.

Una curiosità storica lega Lanzo al grissino: secondo la cronistoria locale, l’invenzione di questo pane allungato risale al 1679. Vero o meno, il grissino emerse come specialità piemontese e torinese, e Lanzo ne rappresenta una delle possibili origini mitologiche — un dettaglio che racconta come i piccoli borghi alpini cerchino di trattenere i segni della loro importanza passata anche nei sapori.

Accesso e stagionalità

Lanzo Torinese è raggiungibile in auto da Torino in circa 30-35 minuti percorrendo la strada provinciale SP1, che attraversa il territorio con una serie di curve dolci e pendenze moderate fino al centro del borgo. Chi preferisce il treno può scendere a Lanzo sulla linea Torino-Ceres, in funzione dal 1876: la stazione si trova in prossimità del centro storico.

La stagionalità del turismo alpino segue il ritmo delle montagne: i mesi tra maggio e settembre offrono le migliori condizioni per escursioni e visite nei borghi e nelle Valli, con temperature miti e strade agevolmente transitabili. L’inverno, da novembre a marzo, porta neve sulle cime circostanti e un clima più freddo nel centro storico posto a 515 metri; le estati sono fresche e ideali per chi fugga il caldo di pianura. La classificazione climatica pone Lanzo in zona F con 3197 gradi-giorno, indicando inverni rigidi e estati temperate.

Partenza Distanza Tempo stimato
Torino (centro) 32 km 30–35 minuti in auto
Aeroporto di Torino (Caselle) 48 km 45–50 minuti in auto
Stazione Torino Porta Nuova 32 km 45–60 minuti in treno (linea Torino-Ceres)
Autostrada A5 (casello Quincinetto) 42 km 50 minuti in auto

Chi intende esplorare le Valli di Lanzo a piedi o in mountain bike troverà nei mesi estivi sentieri ben tracciati e rifughi sparsi tra i borghi limitrofi. I comuni vicini — Germagnano, Cafasse, Traves e Coassolo Torinese — formano con Lanzo un circuito territoriale dove la storia medievale si intreccia con i paesaggi di collina e di montagna. La festa di San Pietro in Vincoli, santo patrono, scandisce il calendario liturgico del borgo e riunisce la comunità intorno alle tradizioni religiose che da secoli legano il nome di Lanzo a questa advocazione.

«Nel 1377, sotto il Conte Verde, la Credenza di Lanzo fece erigere il Ponte del Diavolo in modo da permettere l’apertura di una via rapida tra Torino e Lanzo senza dover passare per le terre canavesane» — una scelta strategica che fece del borgo il cardine dei traffici alpini piemontesi per oltre tre secoli.

📍 Ogni giorno un nuovo borgo Seguici per scoprire borghi autentici d'Italia

Domande frequenti su Lanzo Torinese

Come raggiungere Lanzo Torinese da Torino?

Lanzo Torinese dista circa 40 km da Torino. In auto, percorri la strada statale verso nord in direzione delle Valli di Viù. Il borgo si raggiunge facilmente dalla Val di Susa. Non esiste stazione ferroviaria diretta; il mezzo più pratico rimane l'automobile. Da Torino conti circa 1 ora di viaggio. Il comune è situato a 515 metri di altitudine sulle pendici del monte Buriasco.

Qual è la festa patronale di Lanzo Torinese?

La festa patronale è dedicata a San Pietro in Vincoli. Le celebrazioni si svolgono secondo il calendario liturgico tradizionale. Per date precise e programma dettagliato degli eventi, consigliamo di contattare l'ufficio turistico locale o consultare il sito del Comune di Lanzo Torinese, dove trovai informazioni aggiornate sulle manifestazioni estive.

Qual è il periodo migliore per visitare Lanzo Torinese?

I mesi estivi (giugno-settembre) offrono clima temperato ideale per esplorare il territorio alpino e accedere alle Valli di Viù, Ala e Grande. L'autunno regala panorami suggestivi. Gli inverni in montagna possono essere rigidi. La primavera è perfetta per trekking. Il borgo, a 515 metri, mantiene un clima di media montagna, meno estremo rispetto ai versanti più alti.

Quali monumenti principali si possono visitare a Lanzo Torinese?

I due monumenti più significativi sono il Ponte del Diavolo, che rappresenta un'importante opera storica, e la Torre civica di Aymone di Challant, superstite di una fortezza medievale rasa al suolo. Entrambi testimonianza del passaggio del potere tra vescovi, marchesi e duchi. Il borgo conserva anche chiese storiche e il primo oratorio salesiano della Val di Lanzo.

È possibile visitare Lanzo Torinese come gita da Torino?

Sì, Lanzo è facilmente raggiungibile da Torino (circa 40 km in 1 ora) per una gita di una giornata. Il tempo di visita consigliato è mezza giornata per esplorare il centro storico, i monumenti principali e ammirare il paesaggio alpino. È ideale come punto di partenza per escursioni verso le Valli limitrofe o come tappa di turismo montano da città.

Come arrivare

Borgo

In Piemonte Altri borghi da scoprire

🏡 Conosci Lanzo Torinese meglio di noi?
Se sei del posto o ci sei stato, la tua conoscenza vale: aggiungi quello che manca o correggi un dato della scheda.

✍️ Contribuisci alla scheda