Oglianico
Poco più di 1.400 abitanti e una torre medievale così ben conservata da essere riprodotta al Borgo del Valentino di Torino. Oglianico custodisce il proprio ricetto e gli affreschi di Sant’Evasio sul crinale del Canavese.
Oglianico: torre, ricetto e colline canavesane tra Rivarolo e Favria
La torre-porta del ricetto è una struttura difensiva che racconta, meglio di qualsiasi documento, la vita di un borgo canavesano abituato a stare in mezzo a dispute più grandi di lui. Tra le colline che separano il Piemonte orientale dalla piana torinese, Oglianico ha costruito la propria storia attorno a quella struttura, che per secoli ha protetto raccolti, bestiame e famiglie dai conflitti tra signorie rivali.
Oglianico borgo in Piemonte conta oggi circa 1.1428 abitanti e si estende su poco più di 6 chilometri quadrati nella città metropolitana di Torino. Chi arriva qui trova il ricetto medievale con la sua torre-porta, la cappella affrescata di Santo Spirito ed Evasio e una parrocchiale che segna il centro dell’abitato. Il borgo rientra nel Canavese, un’area dove storia sabauda, viticultura e architettura rurale si intrecciano in modo riconoscibile anche per chi non conosce ancora questi luoghi.
Da Enrico IV agli statuti comunali: sette secoli di storia canavesana
La prima menzione documentata di Oglianico risale al 1110, quando l’imperatore Enrico IV confermò una serie di feudi ai conti del Canavese Guido e Ottone, citando esplicitamente il borgo tra i territori interessati. Era già allora un punto di passaggio strategico, collocato tra la castellania sabauda di Rivarolo e i territori sotto l’influenza dei Marchesi di Monferrato. Quella posizione di confine significava transito e commercio, ma anche esposizione continua alle tensioni tra poteri locali.
Per tutto il Medioevo le contese tra i Conti di Valperga e quelli di San Martino per il controllo del territorio rispecchiavano le dinamiche più ampie dello scontro tra guelfi e ghibellini. Gli oglianicesi risposero a quell’instabilità nel modo più concreto possibile: costruirono il ricetto, un complesso difensivo che consentiva di mettere al sicuro persone e beni nei momenti di pericolo. La torre-porta che lo proteggeva, con la sua struttura aperta sul lato interno, era un elemento architettonico ben preciso, non un ornamento.
Il riconoscimento della fedeltà sabauda arrivò con la concessione del diritto di legiferare in forma autonoma. Nel 1352 furono redatti i primi statuti, i Statuta Comunitatis et Hominum Loci Oglianici, poi confermati nel 1372 da Ibleto di Challant, Capitano generale del Piemonte. Da quel momento la storia del borgo seguì le sorti della dinastia sabauda, fino alla piena autonomia comunale che sarebbe arrivata nei secoli successivi.
Il ricetto, la torre e le chiese: i luoghi che definiscono il borgo
Il Ricetto e la Torre Porta
Il ricetto di Oglianico è un complesso difensivo medievale costruito dagli abitanti del borgo per proteggere sé stessi e i propri beni durante i periodi di guerra. La Torre Porta, che lo difendeva, è una struttura che risponde a logiche militari ben definite. La torre è in uno stato di conservazione tale da avere attirato l’attenzione di Alfredo D’Andrade.

Cappella di Santo Spirito ed Evasio
La cappella dedicata a Santo Spirito ed Evasio conserva un ciclo di affreschi di notevole interesse storico e artistico. Le pareti dell’abside, costruite con una combinazione di pietra e mattoni, formano una conca emisferica sulle cui superfici sono visibili due registri pittorici distinti. Nel fascione inferiore scorre la teoria degli apostoli, con al centro una scena di crocifissione. Nel catino absidale domina invece un Cristo benedicente racchiuso in una mandorla di colore azzurro intenso, affiancato dalle figure simboliche dei quattro Evangelisti. La datazione degli affreschi rimane incerta: le analisi storiche orientano verso il XV secolo, ma senza una conclusione definitiva. L’insieme ha attraversato un restauro architettonico e pittorico che ne ha restituito la leggibilità.

Parrocchiale della Santissima Annunziata e San Cassiano
La chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Annunziata e San Cassiano è il punto di riferimento religioso del borgo. Conserva al suo interno alcune opere pittoriche documentate dalle fonti: tra queste figurano rappresentazioni dell’ostensione della Sindone, una Madonna col Bambino e Santi, e stemmi sabaudi. La presenza di iconografie legate alla Sindone e alla dinastia sabauda conferma il legame stretto tra Oglianico e la storia del Piemonte ducale, un filo che attraversa la storia locale in modo ricorrente.
Villa Fresia
Villa Fresia è una villa di epoca seicentesca che arricchisce il tessuto architettonico del borgo con un registro stilistico diverso da quello medievale del ricetto. La sua presenza ricorda che Oglianico, superata la fase più turbolenta delle contese signorili, conobbe anche un periodo di consolidamento civile e di costruzione di residenze nobiliari. Non è un edificio monumentale nel senso delle grandi ville piemontesi, ma contribuisce a rendere leggibile la stratificazione del costruito nel tempo.
Il calendario del borgo: rievocazioni, feste e incontri sotto la torre
Il ritmo dell’anno a Oglianico si misura su un calendario di appuntamenti che tiene insieme storia medievale, devozione e vita associativa. Tra la prima domenica e la seconda domenica di maggio si svolge il Calendimaggio – Idi di Maggio, una rievocazione storica medievale che riporta il borgo indietro al periodo del ricetto e delle contese canavesane. La seconda domenica di giugno è invece dedicata alla festa patronale di San Feliciano, il santo titolare del borgo.
In settembre il calendario si fa più articolato. La prima domenica ospita Tuttinbici, una biciclettata non competitiva organizzata dalla sezione locale dell’AVIS, che porta i partecipanti attraverso le strade collinari del territorio. Nel corso dello stesso mese, la manifestazione Sotto la Torre trasforma il ricetto in uno spazio per incontri di teatro e musica: il contesto architettonico medievale diventa cornice per eventi dal vivo, con la torre-porta come scenografia naturale e permanente.
Territorio agricolo e prodotti del Canavese
Il territorio di Oglianico è quello di un borgo collinare immerso in un paesaggio agricolo che caratterizza l’intera fascia canavesana della città metropolitana di Torino. I vigneti della zona rientrano in denominazioni riconosciute a livello provinciale e regionale: tra le più vicine figurano l’Erbaluce di Caluso DOCG e le denominazioni Canavese DOC e Collina Torinese DOC. Si tratta di vini che fanno parte del paesaggio produttivo nel quale Oglianico è inserito.
Raggiungere Oglianico: accessi, distanze e stagioni
Oglianico si trova nel Canavese torinese, a circa 35 chilometri a nord di Torino. In auto, il collegamento più diretto passa per la strada statale che collega Torino a Rivarolo Canavese, il centro urbano di riferimento più vicino. Per chi proviene da ovest o da Torino, esistono accessi autostradali funzionali per raggiungere il borgo in pochi minuti. Chi viene da est può orientarsi lungo la direttrice che attraversa il Canavese orientale.
Per chi viaggia in treno, la stazione di Rivarolo Canavese è il punto di riferimento più vicino, servita dalla linea ferroviaria Torino–Rivarolo. Da lì Oglianico è raggiungibile in auto o con mezzi locali in una manciata di minuti. L’aeroporto più vicino è quello di Torino Caselle, a circa 25 chilometri dal borgo: un’opzione comoda per chi arriva da fuori regione o dall’estero.
La stagione più favorevole per visitare Oglianico è la primavera, quando le colline canavesane sono percorse da luce radente e i vigneti riprendono colore. L’autunno offre un secondo momento di interesse, con il paesaggio agricolo che cambia tono e il calendario di eventi che chiude la stagione estiva. I borghi vicini completano l’itinerario: Busano, a pochi chilometri, condivide con Oglianico il carattere collinare canavesano. Chi vuole ampliare il giro può includere Agliè, con la sua residenza sabauda, oppure spingersi verso Barbania e Bairo, che appartengono alla stessa fascia collinare. Anche Baldissero Canavese rientra in un itinerario coerente con questa parte del territorio torinese.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Torino | circa 35 km | circa 35-40 min |
| Aeroporto di Torino Caselle | circa 25 km | circa 25-30 min |
| Rivarolo Canavese (stazione FS) | circa 5 km | circa 8-10 min |
| Milano | circa 120 km | circa 1 h 30 min |
Questi riferimenti pratici aiutano a organizzare l arrivo con chiarezza, mentre il borgo si legge meglio con una visita lenta e a piedi una volta sul posto.
Domande frequenti su Oglianico
Qual è il periodo migliore per visitare Oglianico?
Oglianico si visita idealmente in primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre), quando il clima delle colline canavesane è mite e la vegetazione valorizza il paesaggio rurale. L'estate è piacevole per escursioni, mentre l'inverno può essere umido. Se interessa la festa del patrono San Feliciano, verificare le date presso il comune o la pro loco locale per programmare la visita.
Da quale città è più facile raggiungere Oglianico?
Oglianico si trova nella città metropolitana di Torino, a circa 50 km dal capoluogo piemontese. È raggiungibile in auto seguendo la direzione Canavese. Per chi utilizza i trasporti pubblici, è consigliabile partire da Torino o da centri canavesesi come Ivrea. Per distanze precise e orari di bus o treni, contattare la pro loco locale o consultare i portali di mobilità regionale.
Quanto tempo occorre per visitare il borgo?
Una visita completa al ricetto medievale con la torre-porta, alla cappella di Santo Spirito ed Evasio e alla parrocchiale richiede 1-2 ore. Se si intende approfondire la storia canavesana e passeggiare tra le colline circostanti, è consigliabile dedicare mezza giornata. Il borgo è piccolo (circa 1.428 abitanti) ma ricco di dettagli architettonici medievali.
Che cosa rappresenta il ricetto di Oglianico nella storia del Canavese?
Il ricetto, con la sua torre-porta in mattoni e pietra su tre lati, è una struttura difensiva medievale che testimonia la vulnerabilità dei borghi canavesesi ai conflitti tra signorie rivali. Per secoli ha protetto raccolti, bestiame e abitanti. È un raro esempio di architettura rurale fortificata che illustra come il territorio fosse organizzato per la difesa collettiva durante le dispute feudali.
Quali chiese si trovano nel borgo?
Oglianico conta due edifici religiosi documentati: la cappella affrescata dedicata a Santo Spirito ed Evasio e la parrocchiale che segna il centro dell'abitato. Entrambe riflettono la tradizione architettonica canavesana. Per orari di visita e dettagli sugli affreschi, contattare il comune o la pro loco.
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