Mezzenile
A 657 metri nelle Valli di Lanzo, Mezzenile conta 734 abitanti e si estende dal fondovalle fino ai 2343 metri dell’Uja di Calcante.
Un borgo delle Valli di Lanzo dove la pietra racconta il lavoro
A 650 metri sul livello del mare, sulla destra idrografica della Stura di Lanzo, il territorio di Mezzenile si allunga dal fondovalle fino al crinale che divide la valle principale dalla Valle di Viù. Il campanile della parrocchiale marca il centro del paese con strutture che risalgono al periodo romanico, mentre intorno i boschi di faggi e larici salgono verso quote dove la pietra prende il sopravvento sul legno.
Mezzenile borgo in Piemonte conta 734 abitanti distribuiti su quasi 29 chilometri quadrati nelle Valli di Lanzo, a nord-ovest di Torino. Chi arriva qui trova due riferimenti difficili da dimenticare: le grotte di Pugnetto e l’Ecomuseo dei chiodaioli in frazione Forneri, che racconta un mestiere scomparso ma ancora presente nella memoria del paese. Il vicino borgo di Ala di Stura condivide con Mezzenile la stessa valle e un profilo di montagna interna.
Feudi, senatori e conti: la storia di un borgo di montagna
Per secoli Mezzenile ha avuto confini più ampi di quelli attuali: il territorio comunale comprendeva anche l’attuale paese di Pessinetto. La frammentazione e le successive variazioni amministrative hanno ridisegnato progressivamente i limiti del comune, lasciando però intatta la continuità insediativa del fondovalle e dei versanti. La struttura fisica del borgo — case addossate, pietre locali, vie strette — riflette una logica costruttiva dettata dal clima e dalla pendenza, non da scelte estetiche.
Nel 1577 il territorio fu infeudato a Filippo I d’Este. Circa un secolo e mezzo dopo, nel 1724, passò al senatore Guglielmo Beltramo di Monasterolo. Alla sua morte, nel 1791, non furono individuati eredi diretti e il feudo rimase in una condizione sospesa per alcuni anni, fino a quando, nel 1793, Michele Antonio Francesetti, Conte di Hautecourt, lo acquistò dietro pagamento di lire 14.000. Il nome dei Francesetti è ancora oggi legato al castello del borgo, che porta i segni degli interventi compiuti nel corso dell’Ottocento.
La storia demografica di Mezzenile è quella di molti comuni montani piemontesi. Dal 1911 a oggi il comune ha perso il 69% dei propri abitanti: una contrazione profonda che ha ridisegnato il rapporto tra il borgo e il suo territorio, lasciando borgata Forneri e altri nuclei minori con funzioni sempre più ridotte. Chi percorre oggi le strade del comune trova un paesaggio in cui i segni dell’abbandono convivono con quelli di una presenza ancora attiva, legata all’allevamento, alla silvicoltura e a un turismo di prossimità che frequenta soprattutto i mesi estivi.
Pietra, ferro e acqua: i luoghi che spiegano il territorio
Parrocchiale di San Martino Vescovo
La chiesa parrocchiale dedicata a San Martino Vescovo fu consacrata nel 1868, ma l’edificio è considerevolmente più antico. Il campanile conserva alcune strutture riconducibili al periodo romanico, elemento che testimonia una continuità religiosa sul sito ben anteriore alla ricostruzione ottocentesca. L’interno riflette i caratteri dell’architettura religiosa alpina dell’epoca, sobria nei materiali e orientata a una funzione comunitaria. La festa patronale si celebra l’11 novembre, giorno di San Martino, e rappresenta uno dei momenti collettivi più radicati nel calendario del borgo.

Castello dei Conti Francesetti
Il castello è direttamente legato alla famiglia che acquisì il feudo alla fine del Settecento. Gli interventi più visibili sull’edificio risalgono all’Ottocento, quando i Francesetti trasformarono la struttura secondo i gusti e le esigenze del loro tempo. Non è un castello medievale nella forma che il termine comunemente evoca: è piuttosto una residenza nobiliare che porta stratificate le tracce di epoche diverse. La sua presenza nel tessuto del borgo offre un punto di riferimento fisico e storico per comprendere chi ha detenuto il potere feudale su questo territorio per oltre un secolo.
Ecomuseo dei chiodaioli
In frazione Forneri è collocato l’Ecomuseo dei chiodaioli, dedicato a una delle attività economiche che ha più caratterizzato la vita del comune. La produzione di chiodi era un’attività diffusa tra le comunità alpine piemontesi, spesso svolta nei mesi invernali come integrazione al reddito agricolo. L’ecomuseo restituisce strumenti, ambienti e pratiche di un mestiere che oggi non esiste più nella sua forma originaria. Visitarlo significa capire come le popolazioni di montagna organizzavano il lavoro nei secoli in cui la sussistenza dipendeva dalla capacità di diversificare le proprie attività.
Grotte di Pugnetto
Le grotte di Pugnetto si aprono nel calcescisto del versante e si sviluppano in questa tipologia di roccia metamorfica. Il sito è incluso nella rete europea Natura 2000 per la presenza di fauna ipogea endemica: specie che vivono esclusivamente in questi ambienti sotterranei e che rendono le grotte un laboratorio naturale di notevole interesse scientifico. L’accesso è regolato proprio per tutelare questo ecosistema fragile. Chi visita Mezzenile trova nelle grotte un elemento del tutto fuori scala rispetto alle dimensioni del comune.
Laghetti di Sumiana
I laghetti di Sumiana sono circondati da boschi di faggi e larici che ne segnano il perimetro con il variare cromatico delle stagioni. In estate il verde fitto cede spazio ai riflessi dell’acqua; in autunno le chiome dei faggi portano i colori del rame. La salita dai fondovalle richiede un impegno fisico moderato e offre una delle escursioni più accessibili per chi vuole raggiungere una quota di media montagna senza attrezzatura specializzata. I laghetti non hanno infrastrutture ricettive sul posto: è un luogo che si raggiunge a piedi e si lascia come lo si è trovato.
Il territorio e i suoi prodotti
Mezzenile appartiene a un’area montana in cui l’economia agricola e pastorale ha sempre avuto spazi limitati dalla conformazione del terreno. Le tradizioni alimentari del territorio si inseriscono nel contesto più ampio delle Valli di Lanzo e della provincia di Torino: formaggi, salumi e preparazioni legate all’alpeggio circolano sui mercati dell’area senza essere esclusivi di questo comune. I liquori di erbe alpine rappresentano una tradizione produttiva diffusa in tutta la fascia montana piemontese.
Chi si siede a tavola in questa parte delle Valli di Lanzo trova una cucina di montagna essenziale, costruita su ingredienti locali e stagionali. Il legame con il territorio si legge più nella qualità dei prodotti di base che nell’elaborazione delle ricette. I vini dell’area appartengono alle denominazioni della provincia torinese: Canavese DOC è tra le etichette che si incontrano nelle cantine della zona. Il Carema DOC, pur essendo un vino del territorio torinese, proviene dal comune di Carema nell’Alto Canavese ai confini con la Valle d’Aosta, a notevole distanza dalle Valli di Lanzo.
Quando visitare e come arrivare
Mezzenile si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Lanzo Torinese | circa 15 km | circa 20 minuti |
| Germagnano | circa 8 km | circa 12 minuti |
Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.
Domande frequenti su Mezzenile
Come si raggiunge Mezzenile da Torino?
Mezzenile si trova a nord-ovest di Torino nelle Valli di Lanzo, a circa 50 km dal capoluogo. Si raggiunge in auto seguendo la statale in direzione della Valle di Lanzo. Il paese si trova a 657 metri di altitudine sulla destra idrografica della Stura di Lanzo. Per informazioni precise su caselli autostradali e tempi di percorrenza, consultare il sito del Comune o le mappe online.
Qual è il periodo migliore per visitare Mezzenile?
L'estate e l'inizio dell'autunno sono ideali per escursioni in montagna e camminate nei boschi di faggi e larici. Novembre è significativo poiché l'11 novembre si celebra la festa patronale di San Martino, con tradizioni locali. L'altitudine di 657 metri garantisce temperature miti. Chi ama le escursioni invernali può visitare anche fuori stagione estiva, verificando le condizioni.
Cosa sono le grotte di Pugnetto?
Le grotte di Pugnetto sono le più lunghe d'Italia tra quelle che si aprono nel calcescisto. Rappresentano una delle principali attrazioni geologiche di Mezzenile e offrono un'esperienza unica per esplorare formazioni carsiche. Sono facilmente raggiungibili dal borgo e rappresentano un must per appassionati di speleologia e geologia. Consigliato verificare gli orari di visita presso il Comune di Mezzenile.
Cos'è l'Ecomuseo dei chiodaioli e dove si trova?
L'Ecomuseo dei chiodaioli in frazione Forneri documenta un mestiere tradizionale oggi scomparso, preservandone la memoria nella comunità locale. Racconta la storia artigianale di Mezzenile legata alla lavorazione del ferro. È un'importante testimonianza del patrimonio culturale immateriale della valle. Per orari e modalità di visita, contattare le informazioni turistiche locali o il Comune.
Quanto tempo serve per visitare Mezzenile?
Una visita completa, includendo il centro storico con il campanile romanico della parrocchiale, l'Ecomuseo dei chiodaioli e le grotte di Pugnetto, richiede almeno una giornata intera (6-8 ore). Se si desidera esplorare anche i sentieri nei boschi verso il crinale fino all'Uja di Calcante (2343 m), è consigliabile dedicare 2-3 giorni per escursioni complete.
📷 Galleria fotografica — Mezzenile
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