Ogni primo maggio, nel cuore dell’Appennino abruzzese, accade qualcosa di straordinario: centinaia di serpenti vivi vengono avvolti attorno alla statua di un santo e portati in processione per le vie di un antico borgo di pietra. La festa dei serpari di Cocullo è uno degli eventi folkloristici più antichi, misteriosi e affascinanti d’Italia — un rito che mescola devozione cristiana, magia pagana e tradizione contadina in un’unica, indimenticabile cerimonia. Non è leggenda: è realtà, e si ripete da secoli in questo piccolo comune della provincia dell’Aquila.
La festa dei serpari di Cocullo: origini pagane e devozione cristiana

Per capire davvero la festa dei serpari, bisogna tornare indietro di millenni. Il culto dei serpenti in questa zona dell’Abruzzo è documentato già in epoca preromana: i Marsi, antica popolazione italica che abitava questi monti, erano famosi in tutto il mondo romano per la loro capacità di domare e maneggiare i serpenti senza esserne danneggiati.
Plinio il Vecchio ne parla nella sua Naturalis Historia come di una dote quasi soprannaturale, probabilmente legata a pratiche cultuali e a una profonda conoscenza delle specie locali. Il serpente, in questo contesto, non era simbolo di male — come nella tradizione biblica — ma di guarigione, fertilità e protezione.
Con l’arrivo del Cristianesimo, il culto fu sapientemente reinterpretato attorno alla figura di San Domenico da Foligno, vissuto nell’XI secolo. La leggenda narra che il santo, durante la sua permanenza a Cocullo, liberò il territorio dai serpenti velenosi toccandoli con le sue mani. Da allora, la venerazione popolare gli attribuì il potere di proteggere dai morsi dei rettili e, più in generale, da ogni male.
San Domenico è invocato a Cocullo anche contro il mal di denti. Secondo la tradizione, durante la sua permanenza nel borgo estrasse miracolosamente un dente malato a un abitante locale, e ancora oggi i fedeli portano ex voto a forma di denti come offerta votiva al santo.
Il risultato di questa sovrapposizione culturale è una festa unica al mondo, riconosciuta dal patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO come parte delle tradizioni rituali di interesse antropologico europeo.
Come si svolge la processione: il rito dei serpari passo dopo passo

La preparazione alla festa inizia settimane prima. I serpari — così si chiamano coloro che catturano i serpenti — si avventurano nei boschi e nelle campagne circostanti alla ricerca dei rettili che popoleranno la cerimonia. Le specie utilizzate sono rigorosamente non velenose: principalmente il Hierophis viridiflavus (il biacco) e il Elaphe quatuorlineata (il cervone), entrambi comuni in Abruzzo.
Il giorno della festa, il 1° maggio, il borgo si trasforma. Ecco come si sviluppa il rito:
- La benedizione dei serpenti: Al mattino, i rettili vengono portati in chiesa e benedetti dal sacerdote davanti alla statua di San Domenico.
- Il caricamento della statua: I serpari avvolgono i serpenti vivi attorno alla statua lignea del santo, sistemandoli con cura tra le braccia, sulle spalle e lungo il corpo della scultura.
- La processione: La statua, ricoperta di serpenti, viene portata a spalla per le vie del borgo tra canti, preghiere e una folla che può superare le diecimila persone.
- Il rientro in chiesa: Al termine della processione, i serpenti vengono rimossi dalla statua e, secondo la tradizione, liberati nei campi — simbolo di protezione per i raccolti dell’anno.
Tutto si svolge in un’atmosfera di profonda partecipazione emotiva, dove il sacro e il popolare si fondono in modo assolutamente autentico. Non è uno spettacolo organizzato per i turisti: è una cerimonia vissuta con sincera fede dagli abitanti del borgo e dai pellegrini che arrivano da ogni angolo d’Abruzzo.
Quando andare e come partecipare alla festa dei serpari
La risposta è semplice: il 1° maggio. La data è fissa da secoli e coincide con la ricorrenza liturgica di San Domenico Abate. Tuttavia, chi vuole vivere l’esperienza nella sua pienezza dovrebbe considerare di arrivare il giorno prima, quando il borgo si anima di preparativi e l’atmosfera inizia già a farsi elettrica.
Alcune informazioni pratiche per organizzare al meglio la visita:
- Orario della processione: La cerimonia principale si svolge generalmente nel tardo mattino, tra le 10:00 e le 13:00.
- Arrivo consigliato: Almeno due ore prima per trovare una buona posizione lungo il percorso della processione.
- Parcheggi: Cocullo è un borgo piccolo; nelle vicinanze vengono allestiti parcheggi temporanei serviti da navette.
- Abbigliamento: Comodo e a strati — il 1° maggio in montagna può essere fresco al mattino e caldo a mezzogiorno.
- Fotografia: Consentita, ma con rispetto. Si tratta di un evento religioso sentito dalla comunità.
Data: 1° maggio ogni anno | Luogo: Cocullo (AQ), Abruzzo | Ingresso: libero e gratuito | Come arrivare: In auto dall’A25 (Autostrada dei Parchi), uscita Cocullo–Anversa degli Abruzzi. In treno sulla linea Roma–Pescara, stazione di Cocullo (servizio potenziato il 1° maggio).
Il borgo di Cocullo: cosa vedere oltre la festa
Cocullo non è solo la festa. È un borgo medievale di rara bellezza, arroccato a 1.047 metri di quota nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con vicoli di pietra calcarea, scorci panoramici mozzafiato e un’autenticità che si fa sempre più rara.
Tra le cose da non perdere:
- La chiesa di San Domenico: Custodisce la statua lignea protagonista della festa e una collezione di ex voto che racconta secoli di devozione popolare.
- Il centro storico: Un labirinto di vicoli, archi e scalinate che vale la pena esplorare con calma, lontano dalla folla della festa.
- I panorami sulla Valle del Sagittario: Dalle terrazze naturali del borgo si apre una vista straordinaria sulla gola del fiume e sui monti circostanti.
- La natura del Parco Nazionale: Lupi, orsi marsicani, camosci abruzzesi vivono a pochi chilometri dal borgo, in uno degli ecosistemi montani più integri d’Europa.
Cocullo è il punto di partenza ideale per esplorare uno dei territori più selvaggi e affascinanti dell’Appennino centrale.
I borghi vicini da non perdere: un itinerario nell’Abruzzo autentico
La zona che circonda Cocullo è un territorio straordinario, costellato di borghi medievali che meritano una visita. Se stai pianificando un soggiorno nell’area per la festa, approfitta per scoprire i paesi vicini.
Anversa degli Abruzzi è a pochi chilometri e sorge proprio sull’imbocco della spettacolare Gola del Sagittario. Le sue case di pietra grigia si specchiano nel lago artificiale di San Domenico e il borgo offre alcuni dei paesaggi più fotografati d’Abruzzo. Da qui partono sentieri naturalistici di grande interesse.
Bisegna, incastonato tra i monti del Parco Nazionale, è invece uno di quei borghi dove il tempo sembra essersi fermato. Pochissimi abitanti, silenzio assoluto, una natura incontaminata che avvolge ogni cosa. È il contraltare perfetto alla folla e all’energia della festa di Cocullo.
Merita una tappa anche Calascio, famoso per la sua rocca medievale — una delle più alte d’Italia, a 1.460 metri — e per essere stata la location di celebri film come Ladyhawke e Il nome della rosa. La vista dalla rocca è semplicemente indimenticabile.
Insieme, questi borghi compongono un itinerario ideale di tre-quattro giorni alla scoperta dell’Abruzzo più autentico e lontano dai circuiti turistici di massa.
La cucina tradizionale: cosa mangiare durante la festa
La festa attira ogni anno decine di migliaia di visitatori, e intorno alla processione fiorisce un mercato di prodotti tipici locali che è esso stesso parte dell’esperienza. Ecco cosa assaggiare assolutamente:
- Arrosticini abruzzesi: Spiedini di carne di pecora cotti sulla furnacella, la griglia tradizionale a canale. Sono il simbolo gastronomico dell’Abruzzo.
- Ventricina del Vastese: Un insaccato speziato e piccante, prodotto tipico della regione.
- Formaggi di pecora e capra: Prodotti nei caseifici locali con latte delle greggi che pascolano sui monti del Parco.
- Pasta alla chitarra: Il piatto principe della cucina abruzzese, da gustare nei ristoranti del borgo o nei paesi vicini.
- Confetti di Sulmona: La città di Sulmona, a breve distanza, è la capitale italiana dei confetti, e i venditori ambulanti li portano puntualmente alla festa.
Molti ristoranti e trattorie della zona richiedono prenotazione anticipata per il 1° maggio — è consigliabile organizzarsi almeno con qualche settimana di anticipo.
I serpenti utilizzati durante la festa vengono catturati e tenuti a digiuno per alcuni giorni prima della cerimonia, in modo da renderli più mansueti. Dopo la processione, la tradizione vuole che vengano liberati nei campi circostanti, dove si credeva proteggessero i raccolti dai roditori.
Domande frequenti
La festa dei serpari è pericolosa per i visitatori?
No, la cerimonia è assolutamente sicura per il pubblico. I serpenti utilizzati sono esclusivamente specie non velenose, ben conosciute dai serpari locali che li maneggiano con esperienza consolidata da generazioni. Le uniche precauzioni riguardano la gestione della folla, che può essere molto numerosa.
I bambini possono partecipare alla festa?
Sì, molte famiglie portano i bambini e l’atmosfera è festosa e accogliente. È comunque consigliabile preparare i più piccoli alla vista dei serpenti in anticipo, e tenerli vicini in caso di grande affollamento. I bambini curiosi di natura troveranno l’evento straordinariamente affascinante.
È necessario prenotare per partecipare alla processione?
No, la processione è pubblica e a ingresso libero — basta presentarsi a Cocullo il 1° maggio. Tuttavia, è necessario prenotare in anticipo l’eventuale pernottamento nelle strutture ricettive della zona, che esauriscono i posti disponibili molto rapidamente, a volte con mesi di anticipo.
Quando è stato riconosciuto il valore culturale di questa tradizione?
La festa dei serpari è stata inserita nel Registro delle Eredità Immateriali e riconosciuta come espressione di eccezionale interesse antropologico da vari organismi nazionali e internazionali. L’Associazione per i Patrimoni del Mediterraneo e vari enti regionali abruzzesi ne sostengono attivamente la tutela e la valorizzazione.
Assistere a la festa dei serpari è un’esperienza che rimane impressa per sempre: non per lo spettacolo dei serpenti in sé, ma per la forza di un’identità comunitaria che si rinnova intatta dopo mille anni, sfidando il tempo e la modernità. Pianifica il tuo viaggio a Cocullo per il prossimo 1° maggio, immergiti in questo rito antico e lasciati sorprendere dalla magia autentica dell’Abruzzo più profondo. Un’Italia che non ti aspetti — e che non dimenticherai.


