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Assisi
Umbria

Assisi

📍 Borghi di Collina
14 min di lettura

La pietra rosa del Subasio definisce ogni facciata, ogni scalinata, ogni arco di Assisi con una coerenza cromatica che poche città italiane possono vantare. A 424 metri sul livello del mare, sul fianco occidentale del Monte Subasio, la città guarda la pianura di Santa Maria degli Angeli con la stessa prospettiva da cui la guardava […]

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La pietra rosa del Subasio definisce ogni facciata, ogni scalinata, ogni arco di Assisi con una coerenza cromatica che poche città italiane possono vantare.

A 424 metri sul livello del mare, sul fianco occidentale del Monte Subasio, la città guarda la pianura di Santa Maria degli Angeli con la stessa prospettiva da cui la guardava Francesco di Bernardone nel XIII secolo.

Ventisettemilasettecentoventuno abitanti vivono tra le mura medievali e nei quartieri moderni che scendono verso la valle, ma il nucleo storico racchiude una densità di arte e architettura religiosa che non trova paragoni nell’Umbria medievale.

Chi vuole sapere cosa vedere ad Assisi trova una risposta articolata già al primo incrocio del centro storico: la Basilica di San Francesco, iscritta nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e il Tempio di Minerva affacciato sulla Piazza del Comune sono i due poli attorno ai quali ruota l’intera visita.

A questi si aggiungono la Rocca Maggiore, la Basilica di Santa Chiara e la Cattedrale di San Rufino, che insieme coprono quasi duemila anni di stratificazione storica.

Chi organizza un itinerario su cosa vedere ad Assisi dispone di almeno due giornate piene prima di esaurire le attrazioni principali del centro storico.

Storia e origini di Assisi

Le origini di Assisi risalgono all’epoca umbra, quando il centro era noto come Asisium, insediamento della tribù degli Umbri poi conquistato da Roma nel corso del III secolo a.C. La città divenne municipio romano e acquisì le strutture urbanistiche che ancora oggi si leggono nella planimetria del centro storico: il foro corrisponde all’attuale Piazza del Comune, il decumano massimo coincide con le strade principali del tessuto medievale.

Il Tempio di Minerva, eretto probabilmente nel I secolo a.C., testimonia il rango della città nell’amministrazione romana della regione.

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C., Assisi attraversò le dominazioni dei Goti e dei Longobardi prima di entrare nell’orbita del Ducato di Spoleto.

Nel VI secolo il vescovo Vittorino e il culto di Rufino di Assisi, martire cristiano decapitato nel III secolo e poi proclamato patrono della città, consolidarono il ruolo ecclesiastico del centro.

La costruzione della prima cattedrale dedicata a Rufino risale all’alto Medioevo, mentre la struttura romanica attuale fu consacrata nel 1253. Durante il periodo comunale, tra il XII e il XIII secolo, Assisi visse conflitti ricorrenti con la vicina Perugia, e fu proprio in questo contesto che nacque Francesco di Bernardone, figlio di un mercante di stoffe, nel 1181 o 1182.

La fondazione dell’Ordine dei Frati Minori da parte di Francesco e la canonizzazione avvenuta nel 1228, appena due anni dopo la sua morte, trasformarono Assisi in uno dei principali centri di pellegrinaggio della cristianità occidentale. La costruzione della Basilica superiore e inferiore di San Francesco prese avvio immediatamente dopo la canonizzazione, sotto la supervisione di frate Elia da Cortona.

Nel XIV e XV secolo la città passò sotto il controllo dei Visconti e poi dello Stato Pontificio, che la tenne fino all’Unità d’Italia.

Il terremoto del settembre 1997 danneggiò gravemente la Basilica di San Francesco, causando il crollo di porzioni degli affreschi della volta; il restauro, concluso nel 1999, restituì l’edificio al culto e alla visita pubblica.

Chi esplora l’area umbra intorno a Montone, altro centro medievale della provincia di Perugia, ritrova una cronologia di dominazioni comunali e signorili analoga a quella che ha segnato Assisi tra il Duecento e il Quattrocento.

Cosa vedere ad Assisi: attrazioni principali

Basilica di San Francesco

Il complesso basilicale si sviluppa su due livelli sovrapposti costruiti direttamente sulla roccia del colle, con la chiesa inferiore scavata parzialmente nel banco tufaceo e la chiesa superiore che raggiunge i 56 metri di lunghezza interna.

La costruzione iniziò nel 1228, anno della canonizzazione di Francesco, e procedette rapidamente grazie ai finanziamenti papali e alle donazioni dei comuni italiani.

La chiesa superiore ospita il ciclo di affreschi attribuito a Giotto e alla sua bottega, composto da 28 scene della vita di Francesco realizzate tra il 1295 e il 1300 circa: la leggibilità narrativa di queste scene, con le figure inserite in architetture dipinte che simulano spazio tridimensionale, rappresenta uno dei punti di svolta della pittura europea medievale.

La chiesa inferiore conserva invece cicli pittorici di Cimabue, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, distribuiti lungo le pareti delle cappelle laterali. Nella cripta, accessibile da entrambe le chiese, si trovano le spoglie di Francesco in un sarcofago romano.

Il sito è registrato come Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2000 insieme agli altri luoghi francescani della città; per orari aggiornati e indicazioni sulla visita, il riferimento è il sito del Comune di Assisi.

Rocca Maggiore

La Rocca Maggiore occupa il punto più alto del colle su cui sorge Assisi, a circa 505 metri sul livello del mare, e dalla sua torre maestra si domina visivamente l’intera pianura spoletina verso sud e il lago Trasimeno verso nord-ovest nelle giornate limpide. La struttura difensiva esisteva già in età longobarda, ma fu smantellata dai cittadini di Assisi nel 1198 durante una rivolta contro il potere imperiale — episodio che vide il giovane Francesco tra i protagonisti, secondo le fonti biografiche medievali.

La ricostruzione sistematica avvenne sotto il cardinale Albornoz nella seconda metà del XIV secolo, quando la rocca fu integrata nel sistema di fortezze pontificie che presidiavano l’Umbria.

Il camminamento di ronda, lungo circa 230 metri, collega la torre principale al mastio più antico e percorre le mura perimetrali a 8-10 metri di altezza sul terreno sottostante. All’interno si conservano ambienti originali con pavimentazioni in cotto e nicchie murarie, oltre a una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana ancora visibile nel cortile.

La salita dal centro storico richiede circa 20 minuti a piedi attraverso vicoli in pietra del Subasio.

Tempio di Minerva

Sei colonne corinzie in calcare locale, alte circa 13 metri, si ergono sulla facciata del Tempio di Minerva direttamente su Piazza del Comune, a un’altezza che sovrasta i palazzi comunali medievali che lo fiancheggiano. Il tempio fu costruito nel I secolo a.C., probabilmente sotto Augusto, e rappresenta uno dei rari esempi di edificio romano del periodo imperiale conservato in elevato nell’Italia centrale.

La sua sopravvivenza si deve alla trasformazione in chiesa cristiana avvenuta nel Medioevo: la navata interna fu ricavata dalla cella del tempio, e nel XVII secolo l’edificio fu integralmente barocchizzato all’interno con stucchi e altari.

Goethe, durante il suo viaggio in Italia nel 1786, descrisse il tempio come la prima opera classica autenticamente romana che lo colpisse, ignorando deliberatamente la Basilica di San Francesco. Il contrasto tra la facciata classica a colonne e il campanile romanico medievale aggiunto sul lato nord costituisce uno dei segni più leggibili delle stratificazioni storiche di Assisi.

L’accesso all’interno, oggi chiesa di Santa Maria sopra Minerva, è libero durante le ore di apertura al culto.

Basilica di Santa Chiara

La Basilica di Santa Chiara si trova nel settore orientale del centro storico, a meno di 500 metri dalla Piazza del Comune, e la sua facciata a strisce alternate di pietra rosa e bianca del Subasio anticipa cromaticamente il paesaggio del monte alle sue spalle. La costruzione iniziò nel 1257 e fu consacrata nel 1265, appena tredici anni dopo la morte di Chiara d’Assisi, canonizzata nel 1255 da papa Alessandro IV.

L’esterno è caratterizzato da tre grandi contrafforti a scarpa che si aprono ai lati della facciata, necessari per stabilizzare le fondazioni sul pendio del colle.

All’interno, nella cappella del Crocifisso, si conserva il Crocifisso di San Damiano, una croce dipinta su tavola del XII secolo che secondo la tradizione agiografica parlò a Francesco invitandolo a riparare la chiesa. La cripta custodisce il corpo di Chiara in un’urna di cristallo collocata nel 1850, al momento della ricognizione canonica.

L’abbazia annessa è ancora occupata dalle Clarisse, che mantengono clausura rigorosa: i turisti accedono solo alla chiesa pubblica.

Cattedrale di San Rufino

La Cattedrale di San Rufino, dedicata al patrono della città la cui festa cade il 12 agosto, presenta una facciata romanica in pietra del Subasio completata nel 1253 e considerata uno degli esempi più rigorosi del romanico umbro per la precisione geometrica delle tre rose sovrapposte e delle arcate cieche che scandiscono i tre registri verticali. Il fonte battesimale conservato all’interno è quello nel quale, secondo le fonti, furono battezzati sia Francesco di Bernardone che Chiara Offreduccio nel XII secolo.

La torre campanaria, costruita incorporando una cisterna romana preesistente alla base, raggiunge un’altezza di circa 40 metri e rappresenta la struttura verticale più antica del complesso.

Nel Museo della Cattedrale, ricavato nel sotterraneo dell’edificio, sono esposti reperti romani recuperati nell’area circostante, tra cui iscrizioni lapidee e frammenti architettonici del foro di Asisium.

La cripta romanica conserva resti delle strutture precedenti alla cattedrale attuale, risalenti a edifici di culto paleocristiani e altomedievali sovrapposti nello stesso sito. Chi vuole capire cosa vedere ad Assisi nei suoi strati più antichi trova qui la risposta più articolata rispetto a qualsiasi altra chiesa del centro storico.

Cucina tipica e prodotti di Assisi

La cucina di Assisi appartiene alla tradizione gastronomica dell’Umbria centrale, caratterizzata dall’uso di ingredienti prodotti nell’entroterra appenninico: legumi coltivati nelle valli del Subasio, carni di maiale allevato allo stato semibrado, tartufo nero raccolto nei boschi del comprensorio di Norcia e Spoleto, olio extravergine di oliva ottenuto dalle varietà autoctone Moraiolo, Frantoio e Leccino coltivate sui versanti collinari della provincia di Perugia.

Questa cucina non ha storicamente cercato la raffinatezza formale, ma ha sviluppato tecniche di conservazione e cottura lenta che derivano dalla vita contadina e conventuale: i monasteri francescani e le clarisse hanno contribuito a fissare alcune preparazioni dolciarie ancora presenti nelle pasticcerie del centro.

Tra i piatti documentati della tradizione locale, lo strangozzi al tartufo nero rappresenta la pasta fresca più diffusa: si tratta di un formato di pasta all’uovo senza uova — acqua e farina di grano tenero — tagliato a sezione irregolare e condito con tartufo nero estivo o invernale grattugiato sull’olio.

La torta al testo, pane schiacciato cotto su una piastra di ghisa chiamata appunto testo, accompagna salumi e formaggi locali in quasi tutti i ristoranti del centro storico.

Tra i secondi, il piccione alla ghiotta — selvaggina da cortile brasata con olive, capperi e aromi — compare nei menu delle trattorie a conduzione familiare del centro storico.

I crostini con fegatini, diffusi in tutta la Umbria e la Toscana settentrionale, trovano ad Assisi una versione con l’aggiunta di capperi sotto sale e acciughe che bilancia l’amaro del fegato.

Nessun prodotto con certificazione DOP, IGP o DOC è attribuito in modo esclusivo al territorio comunale di Assisi nelle banche dati ufficiali disponibili. L’olio extravergine umbro rientra nella DOP Umbria, che copre l’intera regione con sottozone specifiche, e la produzione olivicola del Subasio vi contribuisce senza denominazione comunale propria.

Il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum) e il tartufo nero estivo (Tuber aestivum) raccolti nei boschi del comprensorio appartengono alla filiera regionale umbra, commercializzata principalmente attraverso i mercati di Norcia e Spoleto.

Chi cerca Sant’Anatolia di Narco, nella Valnerina a sud di Assisi, si trova in un’area dove la raccolta del tartufo e la lavorazione delle carni suine seguono tradizioni analoghe a quelle dell’entroterra umbro che circonda Assisi.

Le erbe aromatiche del Subasio — salvia, rosmarino, timo selvatico — entrano nella preparazione della porchetta umbra, cotta allo spiedo intero con cotenna croccante e aromi inseriti nella cavità addominale.

Nelle settimane successive alla festa patronale di agosto, alcuni comuni del comprensorio organizzano sagre dedicate ai prodotti stagionali: funghi porcini a settembre, tartufo bianco e nero a ottobre e novembre.

Per informazioni aggiornate su eventi gastronomici stagionali, il riferimento diretto rimane il portale del Comune.

Feste, eventi e tradizioni di Assisi

Il 12 agosto Assisi celebra la festa del patrono Rufino di Assisi, il vescovo martirizzato nel III secolo la cui storia è legata alla diffusione del cristianesimo nell’Umbria romana.

I festeggiamenti si svolgono attorno alla Cattedrale che porta il suo nome e comprendono la messa solenne, la processione con le reliquie del santo attraverso le vie del centro storico e le celebrazioni civiche della comunità.

La data di agosto coincide con il periodo di maggiore presenza turistica, il che conferisce alla festa una doppia funzione: momento devozionale per i fedeli locali e occasione di conoscenza storica per i visitatori.

Il Calendimaggio di Assisi è la rievocazione medievale più nota della città, documentata nelle sue forme moderne dal 1954 e strutturata come gara tra le due fazioni storiche della città — la Parte de Sopra e la Parte de Sotto — che si sfidano in cortei storici in costume, esecuzioni di musica medievale, giochi e spettacoli di sbandieratori.

La manifestazione si svolge nei primi giorni di maggio e trasforma il centro storico in un teatro diffuso, con ogni vicolo e piazza impegnato in un momento dello spettacolo.

Oltre al Calendimaggio, Assisi ospita ogni anno eventi legati al Transito di San Francesco, celebrato il 3 ottobre in coincidenza con la morte del santo nel 1226: una veglia notturna con fiaccolata e una messa solenne segnano questa ricorrenza nel calendario liturgico e civile della città.

Poggiodomo, piccolo centro della Valnerina umbra, conserva come Assisi il legame tra il calendario liturgico e le celebrazioni civiche del borgo, con feste patronali che scandiscono i ritmi della comunità locale.

Quando visitare Assisi e come arrivare

La primavera, tra aprile e giugno, offre le condizioni migliori per visitare Assisi: le temperature si attestano tra i 12 e i 22 gradi, la luce del mattino valorizza la pietra rosa del Subasio sulle facciate degli edifici, e le folle dei mesi estivi non hanno ancora raggiunto la densità di luglio e agosto.

L’autunno, specialmente ottobre, presenta condizioni analoghe con l’aggiunta della stagione del tartufo e dei funghi nei mercati locali. Luglio e agosto concentrano il volume maggiore di pellegrini e turisti, con code alle principali attrazioni nelle ore centrali della giornata.

Chi preferisce ritmi più distesi può considerare i mesi di marzo, fine settembre e novembre, tenendo conto che alcuni servizi turistici secondari riducono gli orari fuori stagione.

In auto, l’accesso più diretto avviene dall’autostrada A1 (Autostrada del Sole), uscita Valdichiana, proseguendo sulla E45 fino all’uscita di Ospedalicchio-Assisi, per un percorso complessivo di circa 27 km dall’autostrada.

Da nord, chi proviene da Perugia percorre la SS75 fino allo stesso svincolo in circa 25 minuti. La stazione ferroviaria più vicina è Assisi, sulla linea Foligno-Terontola, servita da treni regionali con fermate a Perugia (25 minuti circa), Foligno (15 minuti) e Spello (7 minuti).

Dalla stazione, posta a Santa Maria degli Angeli a circa 4 km dal centro storico, autobus navetta collegano il piazzale della stazione al centro di Assisi con frequenza regolare. Per orari e biglietti aggiornati, il riferimento è Trenitalia. L’aeroporto più vicino è quello di Perugia San Francesco d’Assisi, a circa 12 km, con voli nazionali e qualche collegamento europeo stagionale.

Punto di partenza Distanza Tempo stimato
Perugia (centro) 25 km 30 minuti in auto
Foligno (stazione) 19 km 15 minuti in treno regionale
Aeroporto di Perugia 12 km 20 minuti in auto
Roma (A1, uscita Valdichiana) 177 km Circa 2 ore in auto

Dove dormire ad Assisi

Assisi dispone di una delle offerte ricettive più strutturate dell’Umbria, con strutture distribuite sia nel centro storico che nella piana di Santa Maria degli Angeli.

Nel centro murato si trovano hotel ricavati da palazzi medievali e conventini restaurati, con camere che affacciano sui vicoli in pietra del Subasio. Numerosi sono anche i conventi e le case religiose che offrono ospitalità ai pellegrini e ai turisti: strutture di questo tipo garantiscono prezzi contenuti, orari di rientro concordati e posizioni centrali vicine alle principali basiliche. La piana di Santa Maria degli Angeli, dove si trova la stazione ferroviaria, ospita invece hotel di dimensioni maggiori con parcheggi annessi, più comodi per chi arriva in auto. Per una panoramica completa delle strutture disponibili e per verificare disponibilità e prezzi aggiornati, il

Foto di copertina: Di Hagai Agmon-Snir u062du0686u0627u064a u0627u0686u0645u0648u0646-u0633u0646u064au0631 u05d7u05d2u05d9 u05d0u05d2u05deu05d5u05df-u05e9u05e0u05d9u05e8, CC BY-SA 4.0Tutti i crediti fotografici →
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