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Capolona
Capolona
Toscana

Capolona

Collina Collina
8 min di lettura

Capolona è un comune collinare della provincia di Arezzo, alle porte del Casentino, con radici medievali legate all’abbazia di San Gennaro a Campus Leonis.

Scopri Capolona

Capolona è un comune di circa 5218 abitanti nella provincia di Arezzo, in Toscana, che si estende sulle pendici meridionali del Pratomagno e sulla riva destra dell’Arno, a circa 12 chilometri dalla città di Arezzo, alle porte del Casentino. Il suo territorio, collinare e attraversato da brevi torrenti che scendono dal Pratomagno, si inserisce nel punto in cui la valle del Casentino e il Valdarno si aprono verso la confluenza con la Val di Chiana, in un paesaggio che la ferrovia per Pratovecchio e Stia percorre lungo il fondovalle.

La vicenda di Capolona borgo in Toscana affonda le radici in un’antichità segnata dall’abbazia di San Gennaro a Campoleone, fondata nel 972 e divenuta tra il X e il XII secolo un centro di potere religioso e fondiario di ampia portata, con possedimenti che si spingevano dal Casentino fino all’Umbria. Nei secoli successivi il territorio ha conosciuto trasformazioni profonde — dall’accorpamento con Subbiano alla riorganizzazione napoleonica del 1808, fino alla nascita del capoluogo attuale ai piedi di Caliano — lasciando sul paesaggio una rete di frazioni, pievi e resti medievali che rendono ogni angolo del comune una pagina di storia ancora leggibile.

Capolona borgo in Toscana: storia e identità attraverso i secoli

La storia di Capolona ruota attorno all’abbazia di San Gennaro a Campoleone, fondata nel 972 e affidata in seguito a monaci benedettini provenienti da Montecassino: tra il X e il XII secolo l’istituzione raggiunse la sua massima influenza, con un patrimonio di castelli e corti che si estendeva dal Casentino fino all’Umbria, e accolse tra i propri ospiti papa Alessandro II, che vi soggiornò nel settembre del 1064. Presso la località di Ierna è stata rinvenuta una medaglia con la sua effigie, ritenuta una traccia del suo passaggio. Dalla fine del Trecento prese avvio un lento declino, che portò infine all’abbandono del complesso abbaziale.

Il nome Capolona ha designato nel tempo luoghi diversi, seguendo gli spostamenti del capoluogo. Dopo la decadenza dell’abbazia, il territorio fu accorpato ad altre comunità — in particolare a Subbiano — fino all’età napoleonica. Nel 1808 fu istituito il distretto di Capolona, Bibbiano e Belfiore, con sede a Castelluccio, il centro più prossimo all’antica abbazia. In precedenza il nome era già migrato verso la località di Pieve San Giovanni, sede di un’antica pieve già nota come Sulpiciano. L’attuale capoluogo è invece un insediamento di formazione recente, sorto ai piedi di Caliano attorno al Calzaturificio Fratelli Soldini, avviato alla fine degli anni Cinquanta del Novecento.

Il territorio conserva memorie di epoche assai più remote: intorno alle località di Cafaggio, Cafaggiolo, Cicaleto e Vico sono emersi ritrovamenti archeologici riferibili anche al periodo neolitico. La Pieve a Sietina, ricordata fin dall’inizio del secolo XI con il nome di Santa Maria Maddalena di Setrina, si colloca nella cosiddetta “terra barbaritana”, un’area tra Arezzo e il Casentino dove all’anno Mille era ancora percepibile l’impronta delle popolazioni di stirpe germanica insediatesi in queste terre nei secoli precedenti. Numerosi altri borghi del comune conservano strutture murarie medievali: Castelluccio con la sua Portaccia, Bibbiano con tratti della cinta difensiva, e i siti di Lorenzano, Casella, Caliano e Belfiore, dove le fonti riconoscono probabili elementi di un sistema difensivo altomedievale.

Pievi medievali, borghi murati e l’abbazia scomparsa di Campus Leonis

A Capolona si conservano una pieve romanica con affreschi medievali e rinascimentali, un castello, diverse chiese distribuite nelle frazioni, tratti di cinta muraria medievale e i resti di un sistema difensivo dell’alto medioevo, in un territorio dove le tracce costruite si alternano a borghi collinari ancora leggibili nella loro struttura storica.

Pieve a Sietina

Tra gli edifici religiosi del comune, la Pieve a Sietina è quello pervenuto in forma più integra. Documentata dall’inizio del secolo XI con il nome di Santa Maria Maddalena di Setrina, si colloca nella cosiddetta terra barbaritana, una fascia territoriale tra Arezzo e il Casentino dove, ai primi del Mille, era ancora avvertibile la presenza di popolazioni di stirpe germanica insediatesi nei secoli precedenti. L’interno conserva affreschi trecenteschi e rinascimentali, riportati alle condizioni originarie da un restauro recente. Il campanile è di inizio Novecento.

Abbazia di San Gennaro a Campoleone

Il territorio comunale corrisponde storicamente ai possedimenti di questa abbazia, fondata nel 972 e affidata in seguito a monaci benedettini provenienti da Montecassino. Tra il X e il XII secolo l’ente monastico controllava castelli e corti in un’area che si estendeva dal Casentino fino all’Umbria. Dalla fine del XIV secolo iniziò un declino progressivo che portò all’abbandono del complesso. Tra gli ospiti documentati figura papa Alessandro II, che vi soggiornò nel settembre del 1064; presso la località Ierna è stata rinvenuta una medaglia con la sua effigie.

Castelluccio e la Portaccia

La frazione di Castelluccio conserva un varco medievale noto come la “Portaccia”, elemento superstite delle antiche strutture del borgo. Qui si trova la chiesa di San Michele Arcangelo. Castelluccio fu anche sede comunale dopo l’istituzione del distretto napoleonico nel 1808, prima che il capoluogo si spostasse nella posizione attuale.

Bibbiano e il Crocifisso di Taddeo Curradi

La frazione di Bibbiano mantiene tratti ben conservati della cinta muraria medievale. Nella chiesa di Santa Maria è custodito un Crocifisso ligneo attribuito a Taddeo Curradi, opera collocabile all’incirca nell’ottavo decennio del Cinquecento.

Altre chiese e pievi

Nel territorio comunale si trovano la pieve dei Santi Giovanni Battista e Marino a Pieve San Giovanni, la pieve di San Martino Sopr’Arno, la pieve di Cenina e la chiesa al Santo di Ponina, quest’ultima con elementi riconducibili a influenze bizantine. È citata anche la chiesa della Compagnia di Santa Maria.

Castello di Bibbiano e sistema difensivo

Il Castello di Bibbiano è l’unico castello nominato nelle fonti per questo territorio. Il comune conserva inoltre una serie di strutture difensive e fortificate, distribuite tra le località di Lorenzano, Casella, Caliano e Belfiore, ritenute parte di un sistema risalente all’alto medioevo.

Borghi e frazioni

Molte delle frazioni comunali mantengono un impianto di carattere medievale, con murature e tracciati stradali storici più o meno integri. Tra quelle documentate: Lorenzano, Baciano, Ponina, Cenina, Migliarino, Vezza, Casavecchia, Busseto, Apia, Santa Margherita, Poggio al Pino, Figline, Busenga, Ierna e Caliano. Importanti ritrovamenti di epoca neolitica sono stati effettuati nelle aree di Cafaggio, Cafaggiolo, Cicaleto e Vico.

Dalla tavola di Capolona al Valdarno: prodotti e sapori del territorio aretino

Nel territorio di Capolona e nella provincia di Arezzo si trovano prodotti certificati di qualità riconosciuta, tra cui l’Agnello del Centro Italia IGP, la Finocchiona IGP, i Cantuccini Toscani IGP e la Cinta Senese DOP, affiancati da eccellenze come il Marrone di Caprese Michelangelo DOP e la Mortadella Bologna IGP, diffuse nell’area regionale e provinciale.

Sul fronte vitivinicolo, il territorio si inserisce in una zona di grande vivacità: tra le denominazioni più rappresentative della fascia aretina figurano il Chianti DOCG, il Val d’Arno di Sopra DOC e i Colli dell’Etruria Centrale DOC. A questi si affiancano il Vin Santo del Chianti DOC e, nell’ambito delle indicazioni geografiche tipiche, il Colli della Toscana Centrale IGT e il Costa Toscana IGT.

Tra le preparazioni tradizionali di matrice regionale che arricchiscono la cultura gastronomica locale merita menzione l’Alkermes, liquore storico di tradizione toscana, insieme ad altre preparazioni officinali e digestive radicate nell’artigianato della regione. Va precisato che nessuno di questi prodotti è esclusivo del comune di Capolona: appartengono a un contesto territoriale più ampio, del quale Capolona fa parte a pieno titolo.

Raggiungere Capolona e scegliere il momento giusto per la visita

Capolona si raggiunge agevolmente in auto o in treno da Arezzo, distante circa 12 km, percorribili in una ventina di minuti lungo la strada regionale n. 71; la ferrovia Arezzo-Pratovecchio-Stia collega il comune al capoluogo provinciale con fermate regolari, rendendolo accessibile anche senza mezzo proprio. Il periodo primaverile — con la Rassegna corale CORINCANTO a maggio e la Mostra della filiera del tartufo marzuolo a marzo — e quello estivo, con la rievocazione storica Campus Leonis a Castelluccio nel terzo weekend di luglio, offrono occasioni particolarmente vivaci per scoprire il borgo.

Chi proviene da nord lungo il Valdarno può partire da San Giovanni Valdarno e risalire la valle dell’Arno verso Arezzo, godendo di un percorso che attraversa paesaggi collinari di grande interesse. Da Firenze, una possibile variante passa per Bagno a Ripoli prima di imboccare la direttrice verso il capoluogo aretino.

PartenzaDistanzaTempo
Arezzocirca 12 kmcirca 20 min
San Giovanni Valdarnocirca 30 kmcirca 35 min
Firenzecirca 80 kmcirca 60 min

L’attraversamento della strada regionale n. 71 e la presenza della ferrovia rendono Capolona un punto di transito naturale tra il Valdarno e il Casentino, utile anche per chi intende esplorare l’intera vallata in più tappe.

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Domande frequenti su Capolona

Come si raggiunge Capolona da Arezzo?

Capolona dista circa 12 chilometri da Arezzo ed è raggiungibile facilmente in auto seguendo la strada locale verso la valle dell'Arno. È possibile anche utilizzare i treni sulla ferrovia Arezzo-Pratovecchio-Stia, che percorre il fondovalle del territorio comunale. Per chi arriva dall'autostrada, il casello più vicino è quello di Arezzo sulla A1.

Quando si svolge la festa patronale di Capolona?

La festa patronale di Capolona è dedicata alla Natività di Maria Vergine e si celebra l'8 settembre. È il momento ideale per visitare il borgo e vivere le tradizioni locali, con eventi e celebrazioni che coinvolgono la comunità.

Quali sono gli edifici storici più importanti di Capolona?

Il monumento principale è l'abbazia di San Gennaro a Campus Leonis, fondata nel 972, che tra X e XII secolo fu un importante centro di potere religioso e possedeva vasti territori dal Casentino all'Umbria. Il territorio conta inoltre numerose pievi medievali, borghi murati e resti di fortificazioni che testimonianza la ricchezza storica dell'area.

Quanto tempo è necessario per visitare Capolona?

Capolona è ideale come gita da Arezzo (12 km) o come tappa nel Casentino. Mezza giornata è sufficiente per esplorare le frazioni principali, le pievi medievali e godere del paesaggio collinare. Una giornata intera permette di approfondire i siti storici e passeggiare tra i torrenti e le pendici del Pratomagno.

Come arrivare

Borgo

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