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Carcare
Carcare
Liguria

Carcare

Montagna Montagna
6 min di lettura

Carcare è un comune della provincia di Savona, in Val Bormida, con una storia millenaria che si legge nei suoi musei, nelle chiese e nelle tradizioni ancora vive.

Scopri Carcare

Carcare è un comune della provincia di Savona, in Liguria, che conta poco più di cinquemila abitanti e si estende per circa dieci chilometri quadrati nella Val Bormida, a oltre trecento metri di quota. Il centro municipale sorge in zona di montagna interna, lontano dalla costa, con una storia documentata fin dalla fine del primo millennio e un tessuto urbano che conserva tracce di secoli di dominazioni e passaggi di mano tra casate nobiliari, marchesati e potenze straniere.

Chi visita Carcare borgo in Liguria trova un luogo che unisce memoria storica e vita di comunità: il patrono San Giovanni Battista è festeggiato il 24 giugno, le chiese di San Giovanni Battista e di Sant’Antonio Abate segnano il profilo del centro abitato, mentre due musei raccontano aspetti diversi dell’identità locale — il Museo Alpino, dedicato al ricordo delle truppe da montagna dell’esercito italiano, e il Museo del Centro studi intitolato allo scrittore e patriota Anton Giulio Barrili, figura di rilievo della cultura ligure dell’Ottocento, che proprio a Carcare trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Carcare borgo in Liguria: storia e identità tra feudi e dominazioni

Carcare affonda le proprie radici nell’età romana, quando il sito fungeva da stazione di sosta lungo la Via Aemilia Scauri, tra i centri di Acqui Terme e Vado; nell’XI secolo il territorio entrò nell’orbita di Bonifacio del Vasto, per poi passare alla famiglia Del Carretto, che ne tenne le redini per diversi secoli fino alla cessione alla Spagna nel 1598.

I primi documenti certi risalgono alla fine del X secolo, con due atti del 998 e del 999 che attestano la concessione di decime e diritti da parte dell’imperatore Ottone III di Sassonia al vescovo di Savona Bernardo. La denominazione Carcaris compare invece in un atto di donazione all’abbazia di Ferrania del 1111. Nei secoli successivi il borgo fu oggetto di continue suddivisioni e contese tra i rami della casata Del Carretto, che lo cedettero in parte al marchesato di Saluzzo nel 1322 e poi agli Scarampi di Asti nel 1337; al 1433 risalgono gli statuti locali, le norme che regolavano la vita della comunità.

Tra il 1629 e il 1637 il paese fu colpito da una grave pestilenza, con una perdita stimata di circa 770 vite. Nel 1713, insieme al marchesato finalese, Carcare passò sotto la Repubblica di Genova; alla fine del Settecento attraversò la dominazione francese, e in una palazzina del centro storico è ancora visibile una lapide che ricorda il soggiorno del generale Napoleone Bonaparte nell’aprile del 1796. Nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, il territorio entrò nel Regno di Sardegna, confluendo poi nel Regno d’Italia nel 1861.

Un riconoscimento particolare lega Carcare all’ordine degli Scolopi: nel 1621 vi fu fondato il primo collegio della congregazione al di fuori di Roma, circostanza che valse al borgo il titolo di “Città Calasanziana”. Lo stesso collegio, riaperto nel 1801 dopo le turbolenze rivoluzionarie, rappresentò per tutto il XIX secolo uno dei principali istituti di formazione della zona.

Chiese, musei e palazzi storici nel centro di Carcare

A Carcare si possono visitare due chiese storiche nel capoluogo, due musei dedicati rispettivamente alla memoria alpina e alla figura dello scrittore Anton Giulio Barrili, e alcuni edifici civili legati a episodi rilevanti della storia europea.

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Risalente alla fine dell’Ottocento, la chiesa parrocchiale dedicata al patrono del comune conserva al proprio interno un crocifisso attribuito ad Anton Maria Maragliano.

Chiesa scolopica di Sant’Antonio Abate

Attigua al collegio dei Padri Scolopi, la chiesa fu edificata nel 1623 con pianta a croce greca. Al suo interno si trovano un dipinto raffigurante la Vergine col Bambino e san Filippo Neri, opera di scuola pittorica genovese del Settecento, e due statue di San Giuseppe e del Cristo spirato.

Cappella di San Rocco

Originariamente intitolata a san Sebastiano, la cappella conserva dietro l’altare un affresco con la Madonna e i santi Sebastiano e Rocco, databile al XVI secolo.

Museo Alpino

Inaugurato nei primi anni Duemila per iniziativa del Gruppo Alpini locale, il museo raccoglie materiali legati alla storia delle truppe alpine italiane: tra i pezzi esposti figurano lettere e cartoline provenienti dal fronte, insieme ad altri documenti e oggetti d’epoca.

Museo del Centro studi Anton Giulio Barrili

Ospitato nella Biblioteca civica intitolata allo scrittore e patriota Anton Giulio Barrili — nato a Savona nel 1836 e morto a Carcare nel 1908 — il museo si inserisce in quello che è considerato il principale centro bibliotecario del ponente ligure, con una raccolta che supera le centomila unità tra volumi e periodici.

Edifici civili di rilievo storico

In piazza Germano è murata una lapide che ricorda il soggiorno del generale Napoleone Bonaparte, avvenuto nell’aprile del 1796 in occasione delle operazioni militari nella zona. Nel medesimo palazzo, nel 1809, sostò per alcune ore anche papa Pio VII durante il suo trasferimento come prigioniero dei francesi.

Tavola in Val Bormida: i sapori dell’entroterra savonese intorno a Carcare

A Carcare e nella Val Bormida si mangia nell’orizzonte gastronomico dell’entroterra savonese, dove la tradizione dell’olio d’oliva a denominazione Riviera Ligure DOP e i vini Riviera Ligure di Ponente DOC e Colline Savonesi IGT rappresentano i prodotti certificati più radicati nel territorio provinciale di riferimento.

L’olio ligure, prodotto nelle colline che circondano la val Bormida, è storicamente il filo conduttore della cucina locale, accompagnato da una tradizione di conserve e preparazioni artigianali — aceto di mele, amaro, distillato di prugna — presenti nel patrimonio agroalimentare tradizionale della regione. Sono produzioni diffuse nell’area appenninica ligure-piemontese, non esclusive di Carcare, ma che ne caratterizzano la tavola con continuità.

La posizione del borgo, al confine tra Liguria e Piemonte, si riflette anche nei piatti: l’influenza piemontese si affianca a quella della costa, senza che Carcare rivendichi specialità codificate sue proprie. Chi visita l’area trova una cucina di transizione, sobria e stagionale, fedele ai ritmi dell’entroterra montano.

Arrivare a Carcare e organizzare la visita in Val Bormida

Carcare si raggiunge comodamente in automobile percorrendo la val Bormida lungo la direttrice che collega la costa savonese all’entroterra appenninico, collocandosi a circa 354 metri di quota; la stagione più favorevole per una visita è la primavera inoltrata e l’autunno, quando il paesaggio fluviale della Bormida di Pallare è più vivido e le temperature miti rendono piacevole l’esplorazione a piedi del centro.

Il borgo è inserito in un sistema vallivo che mette facilmente in comunicazione diversi piccoli comuni. A breve distanza si trovano Pallare e Plodio, che si raggiungono in pochi minuti lungo la stessa valle, così come Cosseria, anch’essa nell’immediato entroterra savonese. Questa vicinanza rende Carcare un punto di appoggio naturale per un itinerario che abbraccia più borghi della val Bormida in una sola giornata.

PartenzaDistanzaTempo
Savonacirca 25 kmcirca 30 min
Genovacirca 75 kmcirca 60 min
Acqui Termecirca 45 kmcirca 45 min

Il sito istituzionale del comune — www.comune.carcare.sv.it — è il riferimento per aggiornamenti su orari, eventi e servizi locali, comprese le aperture dei due musei presenti in paese. La festa patronale di San Giovanni Battista, celebrata il 24 giugno, rappresenta il momento di maggiore animazione nel calendario locale e può orientare la scelta della data di visita.

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Domande frequenti su Carcare

Come si arriva a Carcare in auto o in treno?

In auto, Carcare è raggiungibile dall'autostrada A6 Torino-Savona, uscita Millesimo, a pochi chilometri dal borgo. Da Savona il percorso è di circa 30 km verso l'interno, lungo la Val Bormida. In treno, la stazione più vicina è quella di Cairo Montenotte, sulla linea Savona-Torino, da cui Carcare dista circa 5 km. Da lì si può proseguire in autobus o taxi.

Quando si festeggia il patrono di Carcare e cosa prevede la festa?

Il patrono di Carcare è San Giovanni Battista, la cui festa ricorre il 24 giugno. È una delle date più sentite dalla comunità locale. La ricorrenza coincide con il solstizio d'estate e tradizionalmente include funzioni religiose nella chiesa dedicata al santo. Per il programma dettagliato delle celebrazioni è consigliabile consultare il sito del Comune di Carcare o la Pro Loco locale.

Quanto tempo serve per visitare Carcare e come organizzare la giornata?

Carcare si visita comodamente in mezza giornata. Il centro storico è compatto e percorribile a piedi: si possono visitare le chiese di San Giovanni Battista e di Sant'Antonio Abate, il Museo Alpino e il Museo dedicato ad Anton Giulio Barrili. È una meta ideale come tappa nell'entroterra savonese, abbinabile a una passeggiata nella Val Bormida o a una sosta gastronomica nei ristoranti locali.

Chi era Anton Giulio Barrili e perché è legato a Carcare?

Anton Giulio Barrili (1836–1908) fu scrittore, giornalista e patriota ligure, protagonista della cultura italiana dell'Ottocento. Collaboratore di Giuseppe Mazzini e autore di romanzi storici di successo, trascorse gli ultimi anni della sua vita proprio a Carcare, dove morì. Il borgo gli ha dedicato un museo all'interno del Centro Studi, conservando documenti e memoria della sua figura, che rappresenta un importante riferimento identitario per la comunità locale.

Come arrivare

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