Skip to content
Cerca

POSIZIONE

🎯
COSA
📍
DOVE Dove vuoi andare
Abruzzo Valle d'Aosta Puglia Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Sardegna Sicilia Trentino-Alto Adige Toscana Umbria Veneto

← Clicca una regione sulla mappa

Civitanova del Sannio
Civitanova del Sannio
Molise

Civitanova del Sannio

Montagna Montagna
7 min di lettura

Civitanova del Sannio è un comune montano della provincia di Isernia, in Molise, con radici medievali documentate fin dal 1002 e un patrimonio storico che spazia dai monasteri benedettini agli antichi

Scopri Civitanova del Sannio

Civitanova del Sannio è un comune di circa 874 abitanti nella provincia di Isernia, in Molise, posto a 655 metri di quota tra le montagne interne del Sannio, a pochi chilometri dai confini con l’Abruzzo. Il territorio si estende per quasi 56 chilometri quadrati di paesaggio appenninico, segnato dagli antichi tratturi e da una storia feudale che risale almeno al X secolo.

Civitanova del Sannio borgo in Molise custodisce stratificazioni medievali ancora leggibili nel paesaggio e nell’architettura: la chiesa di San Silvestro Papa con il suo soffitto a cassettoni del XVII secolo, i resti del monastero benedettino De Jumento Albo in località Santa Brigida, e il riparo sotto roccia del Morricone del Pesco, lungo il tracciato dell’antico tratturo Lucera-Castel di Sangro. Il borgo cambiò la propria denominazione nell’attuale forma soltanto il 19 febbraio 1864, ma la continuità del suo insediamento affonda radici ben più profonde, documentate fin dal 1002 con la pergamena conservata a Montecassino.

Civitanova del Sannio borgo in Molise: storia, feudi e memorie medievali

Civitanova del Sannio affonda le proprie radici nel periodo longobardo: tradizionalmente il nucleo abitativo si sarebbe formato intorno al X secolo, in contemporanea con il vicino borgo di Civitavecchia (oggi Duronia). La prima attestazione documentata risale al 1002, quando Beraldo, conte di Isernia e discendente dei signori di Valva, insieme alla moglie Gemma ampliò e ristrutturò il monastero benedettino noto come S. Benedictus de iumento albo in località Santa Brigida, la cui pergamena è conservata a Montecassino. A quel documento si lega anche la presenza del feudo rustico di Sprondasino, mantenuto da un certo Matteo con obbligo di servizio militare proporzionale al valore del feudo.

La successione feudale medievale fu lunga e articolata. Nella seconda metà del XII secolo figurano tra i signori del territorio Oderisio de Rigo Nigro e, stando a una causa del 1189, i signori Teodino, Rainaldo e Nicola, in disputa con Ruggero figlio di Riccardo di Mandra per l’uso dei pascoli del monastero di San Benedetto. Nel 1270 re Carlo I d’Angiò assegnò metà di Civitanova a Ysnardo di Almacia; seguirono passaggi attraverso i Roccafoglia, i d’Isernia e gli Santangelo, fino a quando, tra il 1354 e il 1360, Giovanni d’Eboli, signore di Castropignano, acquisì progressivamente l’intera baronia: prima tre quarti da Nicola Landolfo (atto del notaio Ragone di Frosolone, 16 giugno 1354), poi il quarto residuo da Filippo Santangelo (atto del notaio Garganus d’Isernia, 22 ottobre 1360). Da quel momento la famiglia Eboli tenne il feudo per oltre un secolo e mezzo, con brevi interruzioni — tra cui il passaggio provvisorio a Paolo Di Sangro dal 1443 alla sua morte nel 1455 — fino a quando, nel 1528, Giovanni Vincenzo d’Eboli fu coinvolto nelle ribellioni contro Carlo V, con conseguente esproprio dei beni.

Tra i segni materiali di quest’epoca lunga sopravvivono alcune architetture significative: il convento francescano di Sant’Antonio, completato nel 1437 nell’area poi destinata al cimitero; la Chiesa di San Silvestro Papa, costruita nell’XI secolo e consacrata nel 1569 dal vescovo di Trivento Alfonso Mariconda; la Chiesa di San Rocco, eretta nel 1656 come ex voto per la scampata pestilenza. Il monastero benedettino De Jumento Albo, in località Santa Brigida, rimase attivo fino al terremoto del 1456 che lo danneggiò gravemente, portandone all’abbandono; riscoperto dagli archeologi intorno al 2005, è oggi accessibile come area archeologica. Il 19 febbraio 1864 il comune assunse ufficialmente la denominazione attuale di Civitanova del Sannio.

Chiese medievali, un monastero ritrovato e le tracce rupestri lungo il tratturo

A Civitanova del Sannio si possono visitare la chiesa di San Silvestro Papa, il monastero benedettino “De Jumento Albo” in località Santa Brigida, la chiesa di San Rocco, la chiesa della Madonna del Carmelo e il sito rupestre del Morricone del Pesco, lungo l’antico tratturo Lucera-Castel di Sangro.

Chiesa di San Silvestro Papa

Costruita nell’XI secolo, la chiesa fu consacrata nel 1569 dal vescovo di Trivento Alfonso Mariconda, in occasione di un restauro rinascimentale. L’edificio ha pianta rettangolare articolata in tre navate. La facciata è preceduta da una scalinata con ingressi laterali; il portale è di dimensioni notevoli, si estende fino al finestrone centrale ed è inquadrato da una cornice del XVII secolo. Il campanile è a torre. All’interno, il soffitto ligneo a cassettoni reca la data 1668.

Monastero benedettino “De Jumento Albo”

Il complesso sorge in località Santa Brigida e risale all’XI secolo. Rimase attivo fino al 1456, quando un terremoto lo danneggiò gravemente portandone all’abbandono. Nel 1441 Cola di Civitanova commissionò una croce in pietra nel territorio della comunità. A partire dal 1020 fu retto dall’abate Atenolfo dell’abbazia di Montecassino. Riscoperto da archeologi nel 2005, è oggi visitabile in un’area archeologica. Delle strutture originarie si conservano le mura perimetrali con abside posteriore parzialmente integra; il campanile turrito, già diroccato, è stato ricostruito con tecnica di anastilosi. L’interno mostra ancora le pietre antiche dell’altare, le logge laterali e del presbiterio. La chiesa era a navata unica.

Chiesa di San Rocco

Edificata nel 1656 con le offerte della popolazione, come voto per lo scampato contagio della pestilenza di quell’anno. Ospita una statua di San Rocco opera di Di Zinno.

Chiesa della Madonna del Carmelo

Apparteneva al monastero dei Conventuali, soppresso nell’Ottocento. Ricostruita dalle fondamenta, conserva decorazioni a stucchi sulle pareti e nelle volte. La statua della Madonna del Carmelo è opera di Amalia Dupré di Firenze.

Castello di Sprondasino e borgo fortificato

Le fonti medievali ricordano un feudo rustico denominato “Sporonasinam”, da cui deriva il nome Sprondasino, mantenuto da un feudatario detto Matteo. Del castello e del borgo fortificato rimane memoria nei documenti storici del territorio.

Morricone del Pesco

Scoperto nel 2005, questo riparo sotto roccia sorge a breve distanza dal centro abitato, lungo l’antico tratturo Lucera-Castel di Sangro. Conserva figure animali dipinte che permettono confronti stilistici con siti analoghi dell’Italia centro-meridionale e del contesto europeo, nell’ambito della tradizione tardo preistorica-protostorica e storica. È considerato uno dei più antichi ritrovamenti di arte rupestre in Molise.

Sapori del Sannio molisano: formaggi, carni e liquori di una terra d’Appennino

A Civitanova del Sannio e nell’area circostante si trovano formaggi a denominazione protetta come il Caciocavallo Silano DOP e la Mozzarella di Bufala Campana DOP, carni certificate come il Vitellone bianco dell’Appennino Centrale IGP e salumi riconosciuti come i Salamini italiani alla cacciatora DOP: una tavola segnata dai ritmi della montagna interna e dall’allevamento appenninico. Il Molise DOP completa il quadro caseario, mentre la Ricotta di Bufala Campana DOP aggiunge un prodotto dal carattere più delicato.

Tra i vini, il territorio guarda alle denominazioni dell’isernino: il Pentro di Isernia DOC e la Tintilia del Molise DOC sono le etichette più radicate, affiancate dall’IGT Rotae. La Tintilia, vitigno autoctono molisano, esprime una personalità che riflette bene i terreni interni e le escursioni termiche di questa zona d’Appennino.

La tradizione dei liquori locali porta nomi come Nocino, Amaro molisano e Poncio al caffè, prodotti che appartengono al patrimonio agroalimentare tradizionale regionale. Tra i salumi degni di nota figurano il Capocollo e la Coppa, detti anche Capofreddo, lavorazioni che rispecchiano l’uso antico di valorizzare ogni parte dell’animale nelle famiglie contadine di montagna.

Quando visitare e come arrivare

Civitanova del Sannio si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.

PartenzaDistanzaTempo
Iserniacirca 35 kmcirca 40 min
Agnonecirca 25 kmcirca 30 min
Campobassocirca 70 kmcirca 1 ora

Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.

📍 Ogni giorno un nuovo borgo Seguici per scoprire borghi autentici d'Italia

Domande frequenti su Civitanova del Sannio

Qual è il periodo migliore per visitare Civitanova del Sannio?

I mesi primavera-estate (maggio-settembre) sono ideali per apprezzare il paesaggio appenninico e partecipare alla festa patronale di San Bernardino (20 maggio). L'altitudine di 655 metri garantisce temperature miti anche in estate. L'autunno offre scenari suggestivi con vegetazione variopinta, mentre l'inverno può presentare nevicate data la quota montana.

Come si raggiunge Civitanova del Sannio da Isernia?

Civitanova del Sannio si trova nella provincia di Isernia a pochi chilometri dai confini con l'Abruzzo. Il borgo è raggiungibile in auto dalle principali città molisane. Per informazioni precise su distanze e percorsi consigliamo di contattare l'ufficio comunale o le pro loco locali, che forniscono indicazioni aggiornate sui collegamenti stradali e i servizi di trasporto pubblico disponibili.

Cosa si può visitare a Civitanova del Sannio?

Il patrimonio medievale include la chiesa di San Silvestro Papa con soffitto a cassettoni del XVII secolo e i resti del monastero benedettino De Jumento Albo presso Santa Brigida. Interessante anche il riparo rupestre del Morricone del Pesco lungo l'antico tratturo Lucera-Castel di Sangro, tracciato storico della transumanza documentato fin dal 1002.

Quanto tempo è necessario per visitare Civitanova del Sannio?

Una visita completa richiede mezza giornata (2-3 ore) per esplorare il centro storico, le chiese medievali e i siti archeologici. Per chi desideri approfondire le tracce del tratturo e i paesaggi appenninici circostanti, consigliamo una giornata intera. Il borgo è ideale come tappa di un itinerario più ampio nel Molise montano.

Qual è la storia documentata di Civitanova del Sannio?

Il borgo è menzionato in una pergamena conservata a Montecassino risalente al 1002, confermando insediamenti medievali ben radicati. Cambiò l'attuale denominazione il 19 febbraio 1864. La storia feudale affonda radici almeno al X secolo, mentre i tratturi e i resti monastici attestano l'importanza del territorio nel medioevo molisano.

Come arrivare

Borgo

In Molise Altri borghi da scoprire

🏡 Conosci Civitanova del Sannio meglio di noi?
Se sei del posto o ci sei stato, la tua conoscenza vale: aggiungi quello che manca o correggi un dato della scheda.

✍️ Contribuisci alla scheda