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Collepasso
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Puglia

Collepasso

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9 min di lettura

5.512 abitanti arroccati sulle pendici della Serra di Sant’Eleuterio. Collepasso borgo in Puglia nasce come frazione nel 1805, ottiene l’autonomia amministrativa nel 1907.

Collepasso: il borgo nato dal piano di due feudatari napoletani

La pietra leccese dei muri di Collepasso scintilla al tramonto, quando il sole radente accende le facciate verso la pianura. Le strade salgono dolcemente verso le pendici della Serra di Sant’Eleuterio, e il centro storico si concentra attorno a piazze strette dove ancora si sente il ritmo di un borgo costruito due secoli fa. Il territorio si distende ondulato fino all’orizzonte, con i segni degli antichi poderi e delle masserie sparse nei campi.

Collepasso borgo in Puglia conta 5.512 abitanti ed è situato nella provincia di Lecce tra 102 e 180 metri sul livello del mare sulle alture delle Serre Salentine. Il comune si affaccia su un paesaggio di transizione fra l’entroterra e la pianura salentina, dove convivono la storia feudale e il ritmo agricolo che ancora modella le stagioni del territorio. La chiesa madre e il palazzo baronale ne costituiscono i cardini visibili, testimonianze di come il borgo sia stato plasmato dall’iniziativa di poche famiglie nobili e da secoli di vicissitudini territoriali.

Il nome e le origini fra il greco e il latino

Il toponimo Collepasso emerge per la prima volta in un documento greco del XII secolo con la forma Koulopatze. Nel corso del Medioevo comparve in vesti latine volgarizzate come Colopati e Colopaci, forme che derivano probabilmente da abbreviazioni di composti legati a San Nicola o a un personaggio di nome Nicola Ippazio. L’etimologia moderna, di derivazione ottocentesca, risale ai termini latini settecenteschi Colyspassi e Collispassi, che si riferiscono all’orografia del luogo: collis passus, cioè il colle del passaggio, sottolineando come questa altura fosse un transito obbligato fra le serre salentine sulla direttrice fra Otranto e Gallipoli.

Un primo insediamento abitativo attestato risale al XIII secolo, denominato Colopati o Colopaci, probabilmente un casale normanno destinato al controllo del valico. Fra il 1240 e il 1269 il territorio appartenne ai possedimenti del barone di Matino Gervasio de Matino e poi a suo figlio Glicerio de Matino. Dal 1269 in poi passò sotto la Contea di Soleto, assegnata dai D’Angiò ad Anselino di Toucy. Tuttavia, nei secoli successivi l’insediamento rimase di piccolissime dimensioni, probabilmente scomparendo durante la crisi economica e epidemica del XIV secolo che svuotò decine di casali della Terra d’Otranto. I territori continuarono a cambiare mani fra varie famiglie feudali, finché dal 1692 passarono alla famiglia Leuzzi, sebbene senza costituire un vero insediamento urbano se non una sparsa serie di masserie.

Il villaggio costruito: 1805 e lo sviluppo dell’Ottocento

La svolta decisiva si verificò nel 1805. La baronessa Maria Aurora Leuzzi Contarini e il Conte Bartolomeo degli Alberti di Enno Da questa scelta nacque il villaggio organizzato di Collepasso come frazione del Comune di Cutrofiano. Il conte tracciò la topografia delle strade limitrofe al palazzo baronale dove i due risiedevano, anche se fra il 1813 e il 1816 le abitazioni sorsero in maniera disordinata, favorendo comunque l’avvio delle attività agricole e manuali collegate ai campi.

Lo sviluppo accelerò a partire dal 1851, con il completamento della strada statale che collegava Maglie a Gallipoli, toccando Collepasso. Nel 1861 il primo censimento registrò 1.067 abitanti. La popolazione raggiunse i 2.700 nel 1907, anno in cui fu proclamata l’autonomia comunale con Regio Decreto. Il 10 dicembre 1911 giunse il Regio Decreto che definiva i confini del nuovo Comune di Collepasso. Il 18 febbraio 1912 fu eletto il primo Consiglio comunale, con Carlo Viva come primo sindaco. Il 10 gennaio 1951 il comune ricevette lo stemma e il gonfalone con Decreto del Presidente della Repubblica.

Il patrimonio religioso del borgo

Chiesa della Natività di Maria Vergine

Filippo Bacile di Castiglione e costruita fra il 1865 e il 1871. Commissionata dalla nobildonna Consiglia Pesce, che la donò pubblicamente al popolo di Collepasso, la chiesa è edificata in carparo e pietra leccese. La facciata, semplice ma rifinita, presenta un portale d’ingresso timpanato con porta bronzea. L’interno possiede una pianta a croce latina mononavata, senza colonnati, con una cupola ribassata all’intersezione dei bracci. L’altare maggiore e i quattro altari laterali sono in pietra leccese. Le pareti furono affrescate nel 1944 da Leonida Cortesi con scene di Santi e del Vangelo. L’intera struttura ha subito interventi di restauro.

Cappella della Santissima Trinità

Edificata nel XVII secolo, questa cappella serviva come luogo di culto per i castellani e i contadini dei terreni baronali, probabilmente in un contesto di insediamento pre-organizzato. L’interno è a croce greca con bassa cupola emisferica sostenuta da quattro colonne e quattro arcate. Possiede una campana del 1857 e due altari in pietra leccese sovrastati da tele ottocentesche. Nel 1870 subì una ristrutturazione con rifacimento della facciata secondo i criteri architettonici del tempo, caratterizzati da influssi neoclassici e dalle tendenze eclettiche del periodo.

Altre chiese e cappelle

La Cappella dell’Immacolata, situata accanto a Palazzo Pesce, risale al XVIII secolo. Dopo l’inaugurazione della chiesa madre fu utilizzata come falegnameria, finché nel 1945 fu riconsiderata come luogo di culto. La Chiesa di San Francesco, in stile moderno e sobrio, sorge in posizione periferica ed è stata voluta fortemente da don Salvatore Miggiano nel 1980. Contiene l’opera della “Crocifissione”, restaurata da Lionello Mandorino. Una seconda parrocchia, la Chiesa Cristo Re dell’Universo, di recente costruzione e architettura moderna, è collocata sulla strada verso il limitrofo comune di Casarano.

I palazzi e i segni della nobiltà feudale

Palazzo Baronale

Il palazzo baronale fu costruito nel 1576 forse sulle rovine di una struttura di epoca normanna, con successivi interventi e ammodernamenti nei secoli seguenti. Fu il centro dell’attività politica e culturale del borgo. Nel 1987, con il trasferimento della proprietà al Comune, è stato dichiarato immobile di interesse culturale. Restauri significativi sono stati effettuati nel 1992 e nel 2006.

Palazzo Nuovo

Distinto dal “Palazzo Vecchio” (il palazzo Baronale), fu edificato intorno al 1840 per volontà del Conte Alberti. La facciata presenta elementi architettonici caratteristici del periodo. Oggi è occupato da famiglie eredi. È ubicato in Piazzetta Cristoforo Colombo, a cui si accede dalla via Conte Alberti.

Palazzo Viva e altre strutture

In Piazza Dante sorge il maestoso Palazzo Viva, risalente alla fine del XIX secolo, con una facciata elegante arricchita da un ornato portale d’accesso. Il Palmento, che risale al 1749 e fu edificato dal Barone Carlo Leuzzi, si trova sulla provinciale per Noha-Galatina all’ingresso del paese. Questo monumento attesta l’antica vocazione viti-vinicola del sito e, dopo una lunga decadenza, è stato restaurato dalla Provincia di Lecce. La Torre dell’Orologio, costruita fra il 1913 e il 1914, si erge in piazza Dante al centro del paese.

Il territorio e il paesaggio agrario

Collepasso sorge sulle pendici della Serra di Sant’Eleuterio e a valle del territorio denominato Macche, che rappresenta uno dei punti più elevati della provincia di Lecce. Il territorio comunale, con superficie di 12,48 km², si stende fra i 102 e i 180 metri di altitudine, con un’escursione altimetrica di 78 metri. Nelle campagne di Collepasso nasce il Canale dell’Asso, un breve corso idrico che si sviluppa verso nord fino a confluire in un inghiottitoio carsico nei pressi di Nardò. Il reticolo idrico si sviluppa su sedimenti sabbioso-limosi del Pleistocene medio, caratterizzato da solchi erosivi incisi da scarpate fluviali alte fino a 10 metri, per poi confluire in un unico canale denominato Canale Paduli nell’area di Nardò.

Il clima è prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo-umide. La temperatura media di gennaio si attesta attorno ai 9 °C, mentre agosto tocca i 25,1 °C. Le precipitazioni medie annue di circa 676 mm presentano un minimo in primavera-estate e un picco in autunno-inverno. Le correnti occidentali sono attenuate dalla protezione offerta dalle Serre Salentine, mentre le correnti autunnali e invernali da sud-est favoriscono il rinforzo delle precipitazioni stagionali.

I sapori del territorio salentino

Il paesaggio agricolo di Collepasso, con i suoi campi ondulati e le masserie disseminate, riflette le vocazioni produttive storiche e attuali della penisola salentina. Il territorio ha una tradizione profonda nell’olivicoltura e nella viticoltura, come ricordano i palmenti storici e l’orientamento dei campi, pilastri dell’economia agroalimentare locale.

Come visitare Collepasso: accesso e logistica

Il borgo si trova a circa 70-75 km da Brindisi, a 90 km da Bari e a 40 km dal capoluogo salentino Lecce. Il tempo di percorrenza da Lecce è di circa 45 minuti in auto. La viabilità interna è garantita dalla strada statale 366 (Maglie-Gallipoli) che taglia il territorio e dalla rete provinciale che collega Collepasso ai comuni limitrofi come Neviano, Tuglie, Casarano e Cutrofiano.

Collepasso non possiede una stazione ferroviaria propria. Le stazioni ferroviarie più prossime sono quella di Casarano (FSE) e quella di Gallipoli, raggiungibili in auto in tempi variabili. Un’altra opzione è la stazione di Lecce, capoluogo provinciale, da cui è possibile noleggiare un’auto per raggiungere il borgo. Per chi proviene da aerei, l’aeroporto più vicino è il Brindisi-Casale (Aeroporto del Salento), situato a circa 60 km, con tempo di percorrenza di circa 50 minuti in auto.

Partenza Distanza Tempo stimato
Lecce (capoluogo provincia) 40 km 45 minuti
Brindisi (aeroporto) 60 km 50 minuti
Bari 120 km 1 ora 45 minuti
Gallipoli (stazione ferroviaria) 30 km 35 minuti

La miglior stagione per visitare Collepasso è la primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre), quando le temperature sono moderate e il territorio si anima con i lavori agricoli tradizionali. L’estate può essere molto calda, con temperature oltre i 30 °C, mentre l’inverno è mite ma a volte piovoso. La festa patronale di Maria SS. delle Grazie si celebra il 2 luglio e rappresenta un momento importante per la comunità locale. La visita ai monumenti religiosi può essere pianificata negli orari di apertura delle chiese; il Palazzo Baronale, essendo di proprietà comunale, può essere visitato previa comunicazione con l’amministrazione locale.

Il comune di Collepasso offre una prospettiva integrata sulla formazione del territorio salentino, fra gli insediamenti feudali, lo sviluppo ottocentesco legato alle infrastrutture stradali e il consolidamento identitario del Novecento. Chi visita il borgo può collegare il percorso con i comuni limitrofi, fra cui Galatina, Aradeo e Botrugno, che arricchiscono il quadro culturale dell’entroterra salentino.

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Domande frequenti su Collepasso

Come arrivare a Collepasso da Lecce?

Collepasso si trova nella provincia di Lecce, a circa 40 km dal capoluogo. Da Lecce è raggiungibile in auto percorrendo la strada provinciale in direzione sud-ovest verso la pianura salentina, seguendo le indicazioni per le Serre. Il percorso attraversa il paesaggio ondulato tipico dell'entroterra salentino. Non dispone di stazione ferroviaria; l'auto è il mezzo più pratico.

Quando si festeggia la patrona di Collepasso?

La festa patronale di Maria SS. delle Grazie si celebra il 2 luglio. È l'evento religioso principale del calendario borgatico, momento in cui la comunità locale onora la propria protettrice. La festa rappresenta un'occasione per scoprire le tradizioni e la devozione del territorio, tipiche dei piccoli borghi pugliesi.

Qual è il periodo migliore per visitare Collepasso?

I mesi di maggio, giugno e settembre offrono condizioni climatiche ideali: temperature moderate e bassa piovosità. Evitare luglio-agosto per il caldo intenso della pianura salentina. La primavera permette di apprezzare il paesaggio agrario in piena attività, mentre l'autunno regala tramonti spettacolari sulla pietra leccese delle facciate.

Quanto tempo è consigliato per visitare il centro storico di Collepasso?

Una visita completa del nucleo storico richiede 2-3 ore. Il tempo consente di esplorare le piazze strette attorno alla chiesa madre, osservare i palazzi baronali in pietra leccese, e apprezzare la struttura urbana sviluppatasi dall'Ottocento. È sufficiente per una gita da Lecce o dai borghi limitrofi.

Chi fondò il villaggio organizzato di Collepasso?

Nel 1805 la baronessa Maria Aurora Leuzzi Contarini e il conte Bartolomeo degli Alberti di Enno, provenienti da Napoli, trasferirono il loro seggio nel palazzo cittadino e diedero vita al villaggio strutturato di Collepasso. Questo evento segnò la trasformazione del territorio in insediamento organizzato, plasmando la configurazione urbana attuale.

Come arrivare

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