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Mathi
Mathi
Piemonte

Mathi

Collina Collina
7 min di lettura

A 409 metri sul livello del mare, a 27 km da Torino, Mathi conserva una torre benedettina medievale e una cartiera attiva dal 1836.

Mathi, collina torinese tra torre benedettina e industria della carta

A nord-ovest di Torino, la collina sale decisa oltre i quattrocento metri e il paesaggio agricolo si apre in visuali ampie verso la pianura. Mathi occupa quel punto preciso in cui il territorio si stringe tra le prime propaggini alpine e i fondovalle del Canavese: poche case attorno a una chiesa, una torre che sporge sui tetti, e più in basso il rumore costante di un impianto industriale che lavora da quasi due secoli.

Mathi borgo in Piemonte si trova a 27 km da Torino, conta circa 3.3729 abitanti e si estende su poco più di sette chilometri quadrati. Chi arriva qui trova una stratificazione rara: la torre costruita dai monaci benedettini, le tracce murarie di un ricetto medievale ordinato da un principe d’Acaia, e la cartiera che don Giovanni Bosco rilanciò sul mercato nel secondo Ottocento. Tre storie distinte, tre secoli diversi, tutte visibili nello stesso perimetro comunale.

Da villaggio longobardo a polo industriale: le fasi storiche del borgo

La presenza benedettina è il punto di partenza riconoscibile della storia di Mathi. I monaci si insediarono dove oggi sorgono la chiesa di San Mauro Abate e l’oratorio San Raffaele, costruendo una torre che ancora oggi si vede chiaramente alle spalle della chiesa. Il territorio che gravitava attorno al borgo era vasto: fino al XIII secolo, durante il periodo dell’occupazione longobarda, si estendeva fino alle Alpi Graie, in una valle indicata nelle fonti come Vallem Amathegis. Il 4 maggio 991, con un atto rogato a Visone, in provincia di Alessandria, il borgo — allora chiamato Matingo — entrò formalmente nei possedimenti dei benedettini dell’abbazia di Pulcherada.

Nel corso del Medioevo il paese visse sotto il controllo di diverse famiglie signorili, fino a tornare nelle mani dei Savoia. Nel 1342, per ordine del principe Giacomo d’Acaia, fu costruito un ricetto: una struttura difensiva collettiva con cinta muraria, fossati e due porte d’accesso. Le mura racchiudevano uno spazio di circa 14.000 m², con una strada principale tagliata da tre traverse e settantacinque celle abitative. Nel 1391 un incendio distrusse tutte le abitazioni interne, che vennero poi ricostruite nello stesso schema. Tracce di questo sistema difensivo sopravvivono ancora oggi nei pressi della chiesa parrocchiale, lungo la bealera — il canale irriguo — e nel tratto tra via Rivera e via Grosso.

Il passaggio dall’età feudale a quella industriale avvenne gradualmente. Già nel corso del Settecento Mathi era sede di officine, filande, cartiere e manifatture tessili; tra queste, la manifattura Leumann contava un organico di 250 operai. La svolta decisiva arrivò nel 1836, quando Michele Antonio Varetto avviò la produzione della carta. Alla sua morte, la vedova cedette l’impianto a don Giovanni Bosco per 100.000 lire; Bosco rilanciò l’attività in modo significativo. Nel 1919 la cartiera passò all’imprenditore Giacomo Bosso, che la trasformò in un polo produttivo di rilievo nel settore. Nel 1964 entrò nel capitale la multinazionale Ahlström, ancora oggi proprietaria dell’impianto.

La cartiera di Mathi è la più rilevante fonte di occupazione industriale del paese, eredità diretta di una vocazione produttiva radicata fin dal primo Ottocento.

La torre, il Torrione e gli spazi del borgo

Chiesa di San Mauro Abate e torre benedettina

La chiesa dedicata a San Mauro Abate, patrono del borgo, e la torre costruita dai monaci benedettini formano il nucleo più riconoscibile di Mathi. La torre, visibile sul retro della chiesa, è considerata il simbolo del paese insieme all’edificio di culto. L’impianto monastico originario occupava proprio quest’area, e la sovrapposizione tra struttura religiosa e memoria storica è qui più evidente che altrove nel borgo. La festa del patrono, il 15 gennaio, prevede una processione in cui la statua di San Mauro viene portata per le vie del paese: il carro su cui è collocata la statua è trainato, per tradizione, dai giovani che hanno appena compiuto diciotto anni.

Il Torrione

Del castello medievale che sorgeva nel borgo è rimasta una torre, chiamata localmente il Torrione. La struttura è ciò che resta di un sistema difensivo che in epoca medievale serviva da residenza signorile. Non ha funzioni museali accessibili al pubblico, ma resta un elemento leggibile nel paesaggio costruito del paese, testimonianza fisica delle stratificazioni di potere che si sono avvicendate su questo territorio collinare. Chi percorre il centro storico lo individua senza difficoltà come emergenza architettonica nel tessuto edilizio circostante.

Le tracce del ricetto medievale

Il ricetto voluto dal principe Giacomo d’Acaia nel 1342 non esiste più come struttura integra, ma le sue tracce restano leggibili nel tessuto urbano. Costeggiando la bealera nei pressi della chiesa parrocchiale, o percorrendo il tratto tra via Rivera e via Grosso, si riconoscono i segni di quello che fu un sistema difensivo concepito per proteggere persone, animali e beni durante i conflitti locali. Lo spazio racchiuso dalle mura originarie raggiungeva circa 14.000 m², con un’organizzazione interna regolare basata su una viabilità ortogonale. Leggere il borgo sapendo che sotto l’attuale maglia stradale esiste questa geometria medievale cambia la percezione del centro storico.

Cappelle e oratorio

Accanto alla chiesa principale, il territorio di Mathi conta alcune cappelle di interesse locale: la Cappella di San Rocco, la Cappella di San Grato e la Cappella di Santa Lucia. L’oratorio San Raffaele si trova nell’area del nucleo storico, in prossimità della chiesa parrocchiale. Questi edifici di culto minore segnano il paesaggio del borgo e delle sue immediate vicinanze, e costituiscono i punti di riferimento delle feste religiose che ancora oggi cadenzano il calendario della comunità matiese. Balangero, con cui Mathi condivise per un periodo la stessa castellania nel tardo Settecento, ha un patrimonio di piccoli edifici sacri simile per struttura e funzione.

Il territorio agricolo e i prodotti dell’area

Il contesto collinare in cui si inserisce Mathi appartiene a una fascia piemontese in cui l’agricoltura e la viticoltura convivono da secoli con le attività artigianali e industriali. Nell’area gravitano denominazioni vitivinicole come l’Erbaluce di Caluso DOCG, il Canavese DOC e il Collina Torinese DOC, prodotti nel territorio circostante e presenti sui mercati locali. La Sagra della Castagna è una delle appuntamenti fissi del calendario di Mathi, segno di un legame con i prodotti dei versanti collinari che resta vivo nella stagione autunnale. Tra i prodotti di area riconosciuti a livello europeo, il Marrone della Valle di Susa IGP e il Grana Padano DOP circolano nei mercati della provincia.

Raggiungere Mathi e organizzare la visita

Mathi si raggiunge comodamente in auto da Torino percorrendo la strada che collega il capoluogo alla zona delle valli di Lanzo: la distanza è di circa 27 km. L’accesso da nord avviene attraverso la viabilità provinciale che attraversa Lanzo Torinese, distante pochi chilometri dal borgo. Chi arriva dalla direzione di Torino può seguire la direttrice verso Cirié e poi proseguire verso nord. I borghi di Cafasse e Germagnano si trovano lungo la stessa direttrice e possono essere abbinati alla visita nella stessa giornata.

La stagione più favorevole per visitare il borgo va dalla primavera all’autunno inoltrato. Il 15 gennaio la festa di San Mauro porta vita nel centro storico con la processione e i riti tradizionali. Il Carnevale di Mathi, sospeso nel 2013 per difficoltà organizzative e ripreso nel 2017 con un nuovo comitato, è considerato uno dei più partecipati della zona. In autunno la Sagra della Castagna è l’occasione per frequentare il borgo in un contesto di festa locale. Per chi arriva da Barbania o dai comuni della collina torinese orientale, Mathi rappresenta il punto di raccordo naturale con il sistema delle valli alpine.

L’aeroporto di riferimento è quello di Torino Caselle, a circa 15 km dal borgo in direzione sud-est. Il collegamento ferroviario più vicino è la stazione di Cirié, sulla linea Torino–Ceres, da cui si prosegue su strada. Chi si muove senza auto può valutare i servizi di trasporto pubblico locali che collegano la zona delle valli di Lanzo con il capoluogo.

PartenzaDistanzaTempo
Torino (centro)circa 27 kmcirca 35-40 minuti
Aeroporto Torino Casellecirca 15 kmcirca 20-25 minuti
Lanzo Torinesecirca 5 kmcirca 10 minuti
Cirié (stazione ferroviaria)circa 10 kmcirca 15 minuti
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Domande frequenti su Mathi

Come si raggiunge Mathi da Torino?

Mathi dista 27 km a nord-ovest da Torino. Si raggiunge facilmente in auto percorrendo la strada verso le colline del Canavese. Per chi utilizza i trasporti pubblici, è consigliabile verificare le linee di autobus che collegano il capoluogo piemontese alle località della collina torinese. La posizione strategica rende ideale anche una gita di un giorno partendo dal centro.

Qual è la festa patronale di Mathi?

San Mauro è il patrono di Mathi. La festa patronale rappresenta un'occasione per scoprire le tradizioni locali e partecipare agli eventi che animano il borgo durante la celebrazione religiosa. Si consiglia di contattare la Pro Loco locale o il Comune per conoscere le date esatte e il programma annuale delle manifestazioni dedicate al santo.

Quanto tempo occorre per visitare Mathi?

Una visita consapevole a Mathi richiede circa 2-3 ore. È possibile ammirare la torre dei benedettini, esplorare gli spazi del ricetto medievale e osservare l'architettura del borgo. Chi desidera approfondire la storia locale e passeggiare nel territorio collinare può prolungare la permanenza a mezza giornata, completando la visita con una pausa enogastronomica.

Quando è il periodo migliore per visitare Mathi?

Il periodo ideale è la primavera (aprile-maggio) e l'autunno (settembre-ottobre), quando il clima collinare è temperato e le visuali sulla pianura e verso le Alpi sono particolarmente nitide. L'estate può essere calda, mentre l'inverno, seppur raramente nevoso, rende alcuni sentieri meno accessibili. Consultare il calendario locale per eventi specifici.

Quali sono i principali monumenti storici di Mathi?

Tre elementi caratterizzano Mathi: la torre costruita dai monaci benedettini (formalmente registrata dal 991), le tracce murarie del ricetto medievale ordinato da un principe d'Acaia, e la cartiera rilanciata da don Giovanni Bosco nel secondo Ottocento. Questi tre testimoni di epoche diverse sono visitabili percorrendo il perimetro comunale a pochi passi uno dall'altro.

Come arrivare

Borgo

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