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Mercenasco
Mercenasco
Piemonte

Mercenasco

Collina Collina
6 min di lettura

A 309 metri sul livello del mare e 34 km da Torino, Mercenasco conserva un castello neogotico e una chiesa barocca nel cuore del Canavese.

Un borgo collinare del Canavese tra castello e campagna

Una stele romana del I secolo d. C. è stata scoperta davanti alla chiesa parrocchiale: pietra lavorata, rimasta lì mentre attorno si avvicendavano dominazioni, guerre e silenzi lunghi secoli. Il terreno collinare del Canavese ha trattenuto questa traccia con la stessa ostinazione con cui ha conservato i filari, i muri a secco e il profilo del castello che sovrasta il centro abitato. I 1.334 mercenaschesi — questo il demonimo degli abitanti — vivono su una superficie di poco più di dodici chilometri quadrati, a 249 metri sul livello del mare.

Mercenasco borgo in Piemonte si trova a 34 km a nord di Torino. Chi arriva percorrendo le strade del Canavese riconosce subito il profilo del castello e la sagoma compatta della chiesa barocca dedicata a Santa Maria Maddalena. Il territorio è agricolo, segnato dall’alternanza di seminativi e vigne, con visuali aperte sulla pianura che si allargano verso sud.

Tra guelfi, Savoia e famiglie nobiliari: la lunga storia di Mercenasco

Il primo documento scritto che cita direttamente il comune risale al 1142 e menziona un certo Guillelmus Bogius de Martianasco, nome che attesta la presenza di un insediamento già strutturato. Prima di quella data, le tracce sono materiali più che archivistiche: la stele romana scoperta davanti alla chiesa parrocchiale dimostra che questo territorio era frequentato già nel I secolo d. C., e in epoca ancora più antica la regione era abitata dai Salassi, tribù gallo-celtica che la tradizione associa alla lavorazione dei metalli. La conquista romana nel 123 a.C. portò Mercenasco nell’orbita di una provincia imperiale, poi seguirono le dominazioni longobarda e carolingia dopo la caduta dell’Impero d’Occidente.

Nel corso del Medioevo il borgo cambiò più volte mano. Nel 1227 passò sotto il controllo del vescovo di Ivrea, che cedette il feudo al marchese del Monferrato. Le lotte tra guelfi e ghibellini nel XIV secolo portarono alla distruzione del castello, ricostruito nel 1349 per volontà dello stesso marchese del Monferrato. La frazione di Villate compare per la prima volta nei documenti nel 1292, e la tradizione locale la vuole fondata da seguaci valdostani di Sant’Orso e San Grato.

Dopo le dominazioni francese e spagnola, la conquista definitiva da parte dei Savoia nel 1631 segnò un punto di svolta nell’assetto del territorio. Il castello seguì le sorti del borgo: trasformato nel XIX secolo dalla famiglia Compans de Brichanteau in residenza nobiliare, passò poi alla famiglia Benso di Villamirana, che ne detiene ancora oggi la proprietà. Negli ultimi cento anni — dal 1921 a oggi — la popolazione residente si è ridotta del 28%, un calo che rispecchia la traiettoria demografica comune a molti comuni collinari piemontesi.

Il castello, la chiesa e la frazione: i luoghi che definiscono Mercenasco

Castello Benso di Mercenasco

Il castello — noto anche come Castello dei Compans de Brichanteau — ha radici medievali ma l’aspetto attuale risale all’Ottocento, quando la famiglia Compans de Brichanteau lo riconvertì in residenza nobiliare con forme neogotiche, stile diffuso nelle dimore piemontesi dell’epoca. L’edificio è circondato da un parco ampio, e gli interni — riccamente decorati — vengono oggi affittati per matrimoni, convegni e produzioni cinematografiche. La proprietà è della famiglia Benso di Villamirana. Visite guidate sono organizzate con regolarità, rendendolo accessibile anche a chi non frequenta gli eventi privati.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena

Costruita in stile barocco piemontese, la chiesa parrocchiale è il riferimento religioso del borgo e ospita la festa patronale ogni 22 luglio. La sua posizione sopraelevata offre una vista aperta sulla pianura sottostante, una delle ragioni per cui viene scelta come sede di cerimonie nuziali. L’interno riflette i caratteri dell’architettura sacra diffusa nel Piemonte tra il XVII e il XVIII secolo, con una composizione che privilegia la verticalità e la luminosità degli ambienti.

Cappella di San Pancrazio

Oltre alla parrocchiale, il territorio di Mercenasco annovera la cappella di San Pancrazio, uno di quei luoghi di culto minore che scandiscono il paesaggio collinare piemontese senza attrarre folle, ma che restano punti di riferimento per la comunità locale. La cappella si inserisce in un contesto agricolo dove gli edifici religiosi di piccole dimensioni sono spesso l’unica architettura verticale visibile tra i campi.

cappella di San Pancrazio
cappella di San Pancrazio — Foto: Laurom (CC BY-SA 3.0) ↗

Frazione di Villate

Situata sulla strada che porta verso Montalenghe, Villate è la principale frazione di Mercenasco. Un tempo più popolosa, conserva la propria chiesa dedicata a San Grato e mantiene vive feste e tradizioni locali che la distinguono dal capoluogo. La tradizione — tramandata senza supporto documentario preciso — la vuole fondata da seguaci valdostani di Sant’Orso e San Grato, il che spiega la devozione per un santo che ha il suo centro di culto ad Aosta. Chi esplora i borghi del Canavese orientale può trovare un contesto analogo a Perosa Canavese, dove le frazioni conservano un’identità distinta dal centro comunale.

Il paesaggio agricolo e i sapori del Canavese

L’economia di Mercenasco è storicamente fondata sull’agricoltura e sull’allevamento, attività che restano visibili nel paesaggio collinare: i campi coltivati si alternano ai vigneti, mentre gli edifici rurali in mattone e pietra locale segnano i confini tra le proprietà. Il territorio rientra nell’area di produzione dell’Erbaluce di Caluso DOCG, vino bianco del Canavese ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono, e del Canavese DOC: denominazioni di zona, non esclusivo di Mercenasco, ma radicato nel paesaggio vitivinicolo che circonda il borgo. Tra i borghi vicini che condividono questa tradizione vinicola, Candia Canavese è il riferimento più prossimo per chi vuole approfondire il tema dell’Erbaluce.

Il Nocciolino di Chivasso, dolce tradizionale riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale piemontese, appartiene all’area del Canavese e rappresenta un esempio di come la pasticceria locale si intrecci con le produzioni agricole della pianura e della collina. Anche in questo caso si tratta di un prodotto territoriale più ampio, non specifico di Mercenasco, ma che fa parte del contesto gastronomico in cui il borgo è inserito.

Quando visitare e come arrivare

Mercenasco si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.

PartenzaDistanzaTempo
Torino34 kmmeno di 40 minuti
Ivrea (stazione FS)circa 20 kmcirca 25 minuti
Milanocirca 110 kmcirca 1 ora e 20 minuti
Aeroporto di Torino-Casellecirca 30 kmcirca 30 minuti

Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.

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Domande frequenti su Mercenasco

Come si raggiunge Mercenasco da Torino?

Mercenasco si trova a 34 km a nord di Torino, nel Canavese. Si raggiunge percorrendo le strade collinari della zona. Per chi viaggia in auto, consigliamo di verificare il percorso su mappe online in base alla provenienza (autostrada A4 o A5 come riferimenti principali). Non disponiamo di orari specifici di autobus locali: contattare il comune per informazioni su trasporti pubblici.

Quando si festeggia Santa Maria Maddalena a Mercenasco?

La festa patronale di Santa Maria Maddalena, a cui è dedicata la chiesa barocca del paese, si celebra il 22 luglio. È l'occasione principale per visitare Mercenasco e partecipare alle celebrazioni religiose e agli eventi della comunità locale. Consigliamo di contattare il comune per dettagli su programma e orari delle manifestazioni.

Qual è il periodo migliore per visitare Mercenasco?

Il periodo ideale è la primavera (aprile-maggio) e l'autunno (settembre-ottobre), quando il clima della collina canavesina è temperato e il paesaggio agricolo è particolarmente suggestivo. L'estate è piacevole per escursioni; l'inverno è freddo ma meno frequentato. La festa patronale di luglio è consigliata per vivere gli eventi locali.

Cosa si può visitare a Mercenasco in una mezza giornata?

Il castello (visibile da fuori), la chiesa barocca di Santa Maria Maddalena e la stele romana del I secolo d.C. davanti alla chiesa sono i monumenti principali. Si consiglia una passeggiata nel borgo per apprezzare il profilo compatto e il paesaggio collinare. Per orari di apertura e visite guidate contattare direttamente il comune o la pro loco locale.

Ci sono vigne e prodotti enogastronomici nel Canavese intorno a Mercenasco?

Sì, il territorio di Mercenasco è caratterizzato da alternanza di seminativi e vigne. La zona del Canavese è nota per la viticoltura locale. Consigliamo di rivolgersi al comune o alla pro loco per indicazioni su cantine, fattorie didattiche e percorsi enogastronomici documentati nella zona.

Come arrivare

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