Sulle pendenze che scendono verso il mar Ionio, Borgia occupa un altopiano collinare dove la pietra grigia dei palazzi nobiliari incontra lo spazio regolare delle strade tracciate secondo logica geometrica. Non è un centro medievale ammassato su se stesso, ma il risultato consapevole di una scelta: quella di ricostruire un’intera comunità con criteri illuministi dopo che il terremoto del 1783 l’aveva rasa al suolo.
Borgia è un comune di 7183 abitanti della provincia di Catanzaro, situato a 341 metri di altitudine, a pochi chilometri dal capoluogo regionale. Il suo nome deriva dalla famiglia Borgia, precisamente dal Principe di Squillace Giovan Battista Borgia, che nel 1547 concesse la riedificazione del centro in una zona più salubre dopo le devastazioni della prima metà del Cinquecento. Oggi il borgo si presenta come esempio raro di pianificazione urbana tardo-settecentesca, con due assi principali — i corsi Mazzini e Matteotti — che ordinano lo spazio pubblico e i palazzi che lo affacciano.
«Il paese prende il nome dalla famiglia Borgia, dall’italianizzazione dello spagnolo Borja»
Dalle origini antiche alla riedificazione illuminista
Le tracce di insediamento umano sul territorio di Borgia risalgono a un’epoca anteriore alla fondazione della colonia greca Skilletion. Quando i Greci sbarcarono sulla costa jonica nel VII-VI secolo a.C., trovarono una popolazione dedita all’allevamento e alla pastorizia stanziata sui declivi collinari. Il villaggio indigeno che sorgerà nelle vicinanze — chiamato Palagorio dai Greci — rappresenta il nucleo più antico noto, benché oggi ne restino solo tracce documentarie e archeologiche.
L’abbandono della città romana di Scolacium, avvenuto tra il VII e l’VIII secolo d.C., fece confluire parte della popolazione verso l’interno, in fuga dalle incursioni saracene e dalla malaria che avanzava sulla costa. Verso la fine del Quattrocento il territorio fu infeudata ai Borgia; nel 1500 un’invasione turca lo devastò completamente. La riedificazione del 1547, autorizzata dal Principe di Squillace Giovan Battista Borgia, segnò il primo insediamento stabile nel sito attuale. Nel Settecento il feudo passò alla famiglia De Gregorio, ma il terremoto del 1783 spazzò di nuovo via il centro, decimando la popolazione e distruggendo le costruzioni precedenti.
La ricostruzione che seguì rappresentò un punto di rottura nella storia urbana del borgo. L’architetto Vincenzo Ferraresi progettò un nuovo assetto basato sui principi illuministi dell’ordine geometrico e dell’igiene pubblica, scegliendo un territorio pianeggiante e tracciando strade regolari e parallele. Questo nuovo disegno urbano è ancora leggibile nel catasto e nella maglia stradale contemporanea, dove i viali larghi e l’orientamento nord-sud dei principali corsi testimoniano la pianificazione sette-ottocentesca. Durante la Repubblica partenopea Borgia si difese dagli attacchi repubblicani, fedele ai Borbone; nel 1811 fu capoluogo del circondario francese che comprendeva Girifalco e San Floro. Prese parte attiva ai moti risorgimentali e fu annessa al Regno d’Italia. Un ulteriore terremoto colpì la Calabria nel 1905, causando danni significativi al centro già consolidato.
I luoghi che raccontano Borgia
Duomo dedicato a San Giovanni Battista
La chiesa costruita tra il 1790 e il 1853 rappresenta il principale edificio religioso del borgo e sorge in Piazza Ortona, dove convergono i principali assi urbani. Dedicata a San Giovanni Battista, santo patrono della città celebrato il 24 giugno, il Duomo incarna lo stile architettonico del periodo di ricostruzione post-terremoto, testimoniando le scelte estetiche della fase illuminista. La chiesa rimane un punto di riferimento visivo e spirituale per la comunità locale.
Villa Pertini e Piazza del Popolo
Villa Pertini e Piazza del Popolo costituiscono i fulcri dello spazio pubblico borgese, luoghi dove si concentra la sociabilità e si leggono le proporzioni geometriche volute da Ferraresi. La piazza rappresenta il modello dell’urbanistica tardo-settecentesca, con gli edifici nobiliari che definiscono i perimetri dello spazio aperto secondo criteri di simmetria e razionalità. Questi spazi rimangono oggi il cuore del centro storico, dove l’architettura civile del Settecento-Ottocento mantiene intatta la leggibilità del disegno originario.
Monumento ai caduti di guerra
Posto anch’esso in Piazza Ortona, il monumento dedico ai caduti rappresenta il patrimonio commemorativo del borgo, conservando la memoria delle perdite umane nelle vicende belliche del Novecento. Questo elemento rientra nel contesto più ampio della riconoscibilità civica della piazza principale, dove memoria storica e spazi pubblici si intrecciano.
Parco archeologico di Scolacium
Nella frazione di Roccelletta di Borgia sorge il parco archeologico che custodisce i resti della colonia romana di Scolacium, teatro e anfiteatro immersi in una vegetazione di ulivi secolari. Qui è visibile anche ciò che rimane della basilica di Santa Maria della Roccella, i cui resti testimoniano l’insediamento cristiano tardoantico sulla costa. Questo complesso rappresenta il collegamento diretto tra Borgia e la storia greco-romana della regione, permettendo di comprendere le stratificazioni insediative che hanno interessato il territorio.
Chiesa fortificata di Monisciano
Sempre nella frazione di Roccelletta, la chiesa fortificata di Monisciano rappresenta un’architettura ibrida tra funzione religiosa e difensiva, ricordo dei secoli in cui le incursioni saracene rendevano necessario proteggere anche i luoghi di culto. La struttura testimonia le condizioni di insicurezza che caratterizzarono il Mediterraneo medievale e moderno, prima che la riedificazione di Borgia risolvesse il problema mediante la scelta di un sito più interno e controllato.
La Banda Musicale Salvatore Caroleo
Nel 1952 nasce il Gran Concerto Bandistico Città di Borgia, fondato e diretto dal Maestro Salvatore Caroleo (1916–1989), musicista chiamato dall’amministrazione comunale per rilanciare l’attività bandistica della cittadina. Caroleo diresse l’ensemble fino al 1971, trasmettendo ai propri allievi una tradizione che si perpetua tuttora. Nel 2000 la banda ha assunto il nome di Banda Musicale Salvatore Caroleo, onorando la memoria del fondatore; nello stesso anno l’amministrazione affisse una targa commemorativa sull’edificio dove Caroleo abitò, in Via Triste. La banda rappresenta un elemento vivo della cultura locale, testimonianza della continuità tra memoria storica e pratica musicale contemporanea.
Sapori del territorio calabrese
Il territorio di Borgia si inserisce nella ricchezza agroalimentare della provincia di Catanzaro, dove tradizioni agricole e pastorali millenarie producono eccellenze riconosciute. La liquirizia di Calabria (DOP) e l’olio di Calabria (IGP) rappresentano due eccellenze che caratterizzano l’economia agricola della regione. La vicinanza al mar Ionio ha storicamente legato la comunità alle risorse ittiche e alle spiagge di sabbia bianca che si estendono per circa 6000 metri lungo la costa, spazi dove la tradizione marinara e quella collinare si incontrano.
Accanto a questi prodotti certificati, il contesto rurale e marinaro di Borgia conserva legami con i sapori tradizionali calabresi: dalle preparazioni di pesce — testimonate dalla prossimità allo Ionio — alle produzioni casearie e carnee che continuano le pratiche di allevamento antichissime, già attestate dai Greci nel VII-VI secolo a.C. La cucina locale riflette l’incrocio tra eredità greco-romana e consolidamenti medievali e moderni, benché la documentazione specifica di ricette locali rimanga lacunosa.
Quando visitare e come arrivare
Borgia mantiene un clima mediterraneo temperato, con estati calde e secche e inverni miti, favorevole alla visita durante tutto l’anno. Le stagioni intermedie — primavera e autunno — offrono condizioni ideali per esplorare il centro storico e i percorsi verso il parco archeologico di Scolacium senza il peso del caldo estivo. La festa del santo patrono San Giovanni Battista, celebrata il 24 giugno, rappresenta un momento di aggregazione comunitaria e rappresentazioni religiose tradizionali.
Borgia è collegata a Catanzaro mediante la strada provinciale e la strada statale 106 Jonica, che corre parallela alla costa calabrese. Da Catanzaro città, situata a sud, il centro dista pochi chilometri in auto. Il capoluogo provinciale dispone di una stazione ferroviaria sulla linea Jonica, da cui è possibile raggiungere Borgia mediante autolinee locali. La frazione di Roccelletta, conurbata con Catanzaro, rappresenta il punto di accesso principale ai servizi di trasporto pubblico: le Autolinee Federico collegano questo nodo con Catanzaro, Soverato, Villa San Giovanni, Girifalco e altri comuni calabresi.
| Partenza | Distanza | Tempo medio |
|---|---|---|
| Catanzaro (centro città) | ~12 km | 15-20 minuti in auto |
| Lamezia Terme (Aeroporto) | ~70 km | 1 ora in auto |
| Soverato (marina jonica) | ~25 km | 30-35 minuti in auto |
| Reggio Calabria (città) | ~120 km | 1 ora e 45 minuti in auto |
Chi giunge da nord seguendo l’autostrada A2/E90 deve uscire al casello di Catanzaro, proseguendo poi sulla strada statale 106 verso sud-ovest. La vicinanza a Catanzaro rende Borgia una meta accessibile all’interno di un itinerario provinciale più ampio, dove il centro storico ricostruito si affianca naturalmente alle risorse archeologiche di Scolacium e alle esperienze di costa jonica. Comuni limitrofi come Amato e Amaroni completano il quadro dei paesi dell’area catanzarese, permettendo di costruire percorsi tematici sulla ricostruzione post-sismica calabrese.