Borgone Susa
A 394 metri sul livello del mare, Borgone Susa custodisce una torre medievale del XIV secolo e un’incisione rupestre romana che pochi viaggiatori conoscono.
Cosa vedere a Borgone Susa: guida completa in Val di Susa, Piemonte
A 394 metri sul livello del mare, sulla sponda sinistra della Dora Riparia, il territorio racconta secoli in silenzio. La torre del Castlas domina dall’alto di un poggio un abitato che nel Medioevo si chiamava ancora Villa Nova, e i ruderi del suo mastio sono visibili ancora oggi contro il profilo della montagna. Sotto, il fiume scorre dove un tempo si estendevano acquitrini malsani, e i fiori d’acqua impressi nello stemma comunale ricordano quella storia difficile.
Borgone Susa Piemonte si trova in Val di Susa, nella città metropolitana di Torino, a circa 47 minuti di treno dal capoluogo piemontese. Con i suoi 2.154 abitanti e un’altitudine di 394 metri, il comune custodisce un’incisione rupestre del II secolo d.C., una cappella romanica del XII secolo e il tracciato storico della Via Francigena ramo del Moncenisio.
Storia e origini di Borgone Susa
Il nome del paese affonda le radici nella tradizione germanica: deriva dal nome di persona Burgo, -onis, e la specificazione geografica che lo accompagna — Susa — indica fin dal principio la sua collocazione nel corridoio valsusino. Questa è una valle attraversata da secoli di passaggi militari, commerciali e religiosi, e Borgone ne ha sempre occupato un punto strategico preciso: la sponda sinistra della Dora Riparia, addossato alla montagna con esposizione favorevole sul lato meridionale.
Nel tardo Medioevo il territorio era diviso in due insediamenti distinti. Villa Nova e Villa Vetula convivevano a breve distanza, e il primo compare già nei documenti scritti a partire dal 1277. La torre che oggi i locali chiamano Castlàs — e che la cartografia settecentesca registrava già come “Castellazzo” quando era in rovina — non è citata in fonti scritte prima del XIV secolo. Chi la costruì e chi la abitò prima del 1426 rimane ignoto: un silenzio che rende il monumento ancora più denso di interrogativi.
Lo stemma comunale, concesso con decreto del Presidente della Repubblica del 27 giugno 1962, racchiude tutta questa stratificazione in pochi simboli. La muraglia dello sfondo e il mastio evocano la funzione difensiva del borgo; i fiori d’acqua ricordano la natura paludosa e insalubre del territorio prima delle bonifiche; il capo con i gigli d’oro riprende una variazione del capo di Francia, segno di antiche influenze politiche transalpine. Il gonfalone, troncato di rosso e di giallo, completa l’identità araldica del comune con colori netti e senza ornamenti superflui. Questa sovrapposizione di simboli militari, naturali e araldici riflette la complessità reale di un borgo che non ha mai svolto un ruolo secondario nella valle.
L’iscrizione Votum Solvit Libens Merito, incisa sul tempietto che ospita il cosiddetto Maometto, testimonia un atto di devozione romano risalente al II secolo d.C.: qualcuno, duemila anni fa, aveva fatto un voto in questo bosco e lo aveva mantenuto.
Cosa vedere a Borgone Susa: le attrazioni principali
Il Castlas (Torre di Borgone)
Collocato su un rilievo che sovrasta il centro abitato, il Castlas è una casaforte a torre risalente al XIV secolo. Non si tratta di una semplice torre isolata: i ruderi murari visibili ancora oggi mostrano l’esistenza di più edifici orizzontali addossati al maschio centrale, a testimonianza di una piccola signoria locale dotata di strutture articolate. Due ipotesi storiche si contendono il campo sulla sua funzione originaria — stazione di segnalazione ottica o posto di controllo viario — ma nessuna delle due esclude l’altra. Chi sale fino al poggio trova una vista aperta sulla valle e comprende immediatamente perché qualcuno, nel Trecento, scelse proprio quel punto per costruire.
Il Maometto: l’incisione rupestre romana
Nel bosco vicino al centro comunale si conserva un’incisione rupestre in bassorilievo datata intorno al II secolo d.C. Il nome popolare con cui è conosciuta — il Maometto — non ha nulla a che fare con la divinità islamica: secondo la tradizione locale, le opere d’arte non identificate venivano spesso attribuite alle scorrerie saracene del X secolo in Piemonte, da cui il soprannome bizzarro. L’identità del soggetto raffigurato è tuttora dibattuta: alcuni studiosi riconoscono Giove Dolicheno, divinità venerata dai legionari romani dell’esercito del Re Cozio, altri propendono per Vertumno, dio dell’agricoltura, altri ancora per Silvano, protettore dei boschi. L’iscrizione Votum Solvit Libens Merito è l’unica certezza documentata.
La Cappella romanica di San Valeriano
Nella frazione omonima si trova una cappella romanica risalente al XII secolo, uno degli edifici religiosi più antichi dell’intero territorio comunale. L’architettura romanica valsusina ha lasciato tracce preziose lungo tutta la valle — basti pensare alle abbazie e ai priorati disseminati tra Susa e il confine con la Francia — e questa cappella si inserisce in quel filone con la sua semplicità costruttiva e il suo posizionamento nella frazione periferica. Chi percorre la Val di Susa alla ricerca di architettura medievale può collegare questa visita a quella della vicina Novalesa, dove la tradizione monastica benedettina ha lasciato un patrimonio ancora più esteso.
La Parrocchiale di San Nicolao
La chiesa parrocchiale dedicata a San Nicolao — ovvero Nicola di Bari, santo patrono del comune — è il fulcro religioso del borgo. L’edificio rappresenta il punto di riferimento della comunità locale fin dall’epoca medievale e conserva la sua funzione liturgica attiva. Il culto di San Nicola di Bari era molto diffuso nell’Italia settentrionale medievale, spesso legato alle comunità mercantili e a quelle situate lungo le vie di pellegrinaggio, e Borgone — con la Via Francigena che la attraversa — rientra pienamente in quel contesto geografico e devozionale.
Palazzo Montabone e la Via Francigena
Costruito nel 1901, il Palazzo Montabone è l’esempio più rappresentativo dell’architettura civile borghese del borgo, oggi di proprietà comunale. È un edificio che chiude idealmente il racconto storico di Borgone: dopo la torre medievale e la cappella romanica, arriva il palazzo liberty di inizio Novecento, a segnalare una stagione di prosperità economica legata anche all’industria tessile della valle. Proprio attraverso il comune passa il tracciato della Via Francigena, ramo del Moncenisio, che prosegue verso Sant’Antonino di Susa: un percorso medievale che oggi attira pellegrini e camminatori da tutta Europa.
Cucina tipica e prodotti di Borgone Susa
La cucina di Borgone Susa appartiene alla tradizione gastronomica della Val di Susa, un territorio alpino e prealpino dove la montagna detta i ritmi delle stagioni e la tavola segue quei ritmi senza scorciatoie. Siamo in una zona di confine tra culture: da un lato la pianura torinese con le sue tradizioni risicole e la selvaggina da pelo, dall’altro le influenze franco-provenzali che hanno modellato per secoli l’identità linguistica e alimentare della valle.
Tra i prodotti più radicati nel territorio spicca la polenta, preparata con farine di mais locali e servita nelle versioni più diverse: accompagnata da formaggi a pasta semidura prodotti nei pascoli d’alta quota, oppure con stufati di carne bovina o ovina. I formaggi valsusini, stagionati in alpeggio, hanno caratteristiche organolettiche precise: pasta compatta, crosta naturale, sapore che varia con l’altitudine e la stagione del pascolo. Chi visita il mercato locale può trovare prodotti artigianali di piccoli produttori che ancora praticano la transumanza stagionale.
La cacciagione ha un ruolo storico importante nella gastronomia locale. Il capriolo e il cinghiale, presenti nei boschi che circondano il borgo, finiscono tradizionalmente in preparazioni a lunga cottura: stufati e brasati con vino rosso locale, aromi di ginepro e alloro, serviti con polenta o pane di segale. Queste ricette non nascono dall’abbondanza ma dall’economia del territorio montano, dove nulla andava sprecato e ogni stagione della caccia era un evento collettivo. La stessa logica si applica ai funghi — porcini e finferli in primo luogo — che compaiono in autunno sulle tavole delle famiglie locali e nelle trattorie della zona.
Tra i dolci tradizionali della Val di Susa resistono preparazioni legate alle feste religiose, spesso realizzate con noci, miele e frutta secca di produzione locale. Il vino da tavola della zona si inserisce nella produzione piemontese più ampia, con varietà autoctone che trovano espressione nei versanti soleggiati della bassa valle. Per chi vuole esplorare la gastronomia valsusina allargando il raggio, il borgo di Almese e la cittadina di Avigliana offrono mercati e ristoranti che completano l’itinerario enogastronomico della zona.
Quando visitare Borgone Susa e come arrivare
La primavera e l’autunno sono le stagioni più indicate per visitare Borgone Susa Piemonte. In primavera i boschi intorno al borgo si aprono con la vegetazione fresca, e il percorso verso il Castlas e l’incisione rupestre del Maometto è percorribile senza difficoltà. L’autunno porta i colori della faggeta e del bosco misto, i mercati dei funghi e la vendemmia nella bassa valle. L’estate è piacevole grazie all’altitudine e alla presenza della montagna, che mitiga le temperature rispetto alla pianura torinese. L’inverno è adatto a chi cerca tranquillità e vuole esplorare la valle fuori stagione, eventualmente combinando la visita con le stazioni sciistiche raggiungibili risalendo la Val di Susa.
Se arrivi in auto da Torino, percorri l’autostrada A32 Torino–Bardonecchia e prendi l’uscita di Sant’Ambrogio di Torino, distante pochi chilometri dal comune. Il percorso in auto da Torino richiede circa 30 minuti. Chi preferisce il treno trova la stazione di Borgone sulla linea ferroviaria Torino–Susa: i treni transitano ogni ora nelle due direzioni e ogni 30 minuti nelle ore di punta, con un tempo di percorrenza di 47 minuti dalla stazione di Torino Porta Nuova. Chi arriva dall’aeroporto di Torino Caselle può raggiungere Torino in treno o in bus e poi proseguire sulla medesima linea ferroviaria. Per i borghi limitrofi, Caselette e Balme completano un itinerario nella città metropolitana di Torino con caratteristiche geografiche e storiche complementari.
| Partenza | Distanza | Tempo (auto) |
|---|---|---|
| Torino | circa 40 km | 30 minuti |
| Torino (treno) | linea Torino–Susa | 47 minuti |
| Aeroporto Torino Caselle | circa 55 km | 45–50 minuti |
| Milano | circa 160 km | circa 1h 45 min |
Domande frequenti su Borgone Susa
Come si raggiunge Borgone Susa in treno da Torino?
Borgone Susa è servita da una propria stazione ferroviaria sulla linea Torino–Bardonecchia/Modane. Da Torino Porta Susa o Torino Porta Nuova il viaggio dura circa 47 minuti. I treni regionali Trenitalia collegano regolarmente il paese, rendendolo facilmente raggiungibile come gita giornaliera dal capoluogo piemontese senza necessità di auto.
Come si raggiunge Borgone Susa in auto e dove si parcheggia?
In auto si percorre l'autostrada A32 Torino–Bardonecchia, uscendo al casello di Borgone Susa. Il paese dista circa 40 km da Torino. L'abitato è di dimensioni contenute (2.154 abitanti) e dispone di aree di sosta nel centro comunale, facilmente accessibili per chi arriva con il proprio veicolo.
Borgone Susa si trova lungo la Via Francigena?
Sì. Il territorio di Borgone Susa è attraversato dal tracciato storico della Via Francigena nel ramo del Moncenisio, l'importante percorso medievale che collegava Canterbury a Roma passando per la Val di Susa. Questo lo rende una tappa di interesse per i camminatori e i pellegrini che percorrono oggi questa via storica certificata dal Consiglio d'Europa.
Quando si festeggia il patrono di Borgone Susa?
Il santo patrono di Borgone Susa è Nicola di Bari, la cui festa liturgica ricorre il 6 dicembre. Come in molti comuni italiani, i festeggiamenti patronali rappresentano un momento di tradizione locale e aggregazione per la comunità. Per conoscere il programma preciso delle celebrazioni è consigliabile contattare il Comune o la Pro Loco locale.
Quanto tempo serve per visitare Borgone Susa?
Borgone Susa è un borgo di dimensioni ridotte e può essere esplorato in mezza giornata. I punti di interesse principali sono la torre medievale del Castlas, la cappella romanica del XII secolo e i resti dell'incisione rupestre del II secolo d.C. È ideale abbinarla a una passeggiata lungo la Dora Riparia o a tappe vicine lungo la Via Francigena valsusina.
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