Lusigliè
Lusigliè conta 554 abitanti nella pianura alluvionale del torrente Orco, a circa 30 km da Torino. La parrocchiale di San Giorgio e gli antichi lavatoi ne raccontano l’identità.
Lusigliè: un borgo dell'Alto Canavese tra pianura e storia medievale
La pianura alluvionale del torrente Orco ha costruito, mattone dopo mattone, il suolo su cui Lusigliè si regge da secoli. I canaletti irrigui che solcano i campi a mais portano ancora l’acqua dello stesso corso d’acqua che ha deposto, nel tempo, il materiale su cui oggi si coltiva e si vive. Il borgo occupa appena 5 kmq, una superficie che si percorre interamente a piedi in pochi minuti, ma che nasconde stratificazioni storiche ben più dense di quanto il paesaggio pianeggiante lasci intuire.
Lusigliè si trova nell’Alto Canavese, provincia di Torino, a circa 30 km a nord dal capoluogo e a circa 23 km da Ivrea, a 271 metri sul livello del mare. I suoi 554 abitanti — i lusigliesi — vivono in un comune che, prima della riorganizzazione provinciale del dopoguerra, apparteneva alla provincia di Aosta. Chi arriva oggi trova la parrocchiale di San Giorgio con il suo calice seicentesco, gli antichi lavatoi sparsi sul territorio e una campagna che racconta ancora la sua vocazione agricola. I borghi vicini di Agliè e Foglizzo completano il quadro territoriale di questa porzione di Canavese.
Da Lusiniacum ai Savoia: le radici storiche di un borgo canavesano
Le prime popolazioni che si ritiene abbiano occupato questo territorio sono i Ligures, tribù celtiche stanziate prevalentemente a nord di Torino, poi sottoposte alla dominazione romana nel 220 a.C. L’importanza del luogo in epoca romana è attestata dalle tracce di centuriazione rinvenute dall’archeologo Plinio Fraccaro, che confermano come il sito ricoprisse un ruolo riconoscibile nella maglia insediativa della pianura padana settentrionale. Bertolotti, nelle sue Passeggiate canavesane, cita tombe e manufatti rinvenuti nei dintorni.
Il primo documento scritto che menziona il borgo risale al 1019: Ottone Guglielmo, figlio di Adalberto II marchese di Ivrea, donò alla Badìa di Fruttuaria i possedimenti di cui disponeva in Italia e non ancora confiscati dalla Camera Imperiale. Nei secoli successivi la giurisdizione passò ai vescovi di Ivrea e poi ai conti di Biandrate di San Giorgio. Intorno al XIV secolo il borgo si trovò al centro di dispute territoriali tra i Biandrate, i marchesi del Monferrato, Feletto e San Giorgio. Sul finire del Trecento Lusigliè ottenne statuti propri, un riconoscimento significativo della sua identità comunitaria.
Con la pace di Cherasco del 1631 il paese entrò nell’orbita sabauda. Nel Settecento, durante la guerra di successione spagnola, i francesi devastarono il castello dei Biandrate, dotato di mura alte, ponte levatoio e fossa difensiva. Il governo francese vendette poi la struttura a un capomastro locale che la smantellò per ricavarne materiali da costruzione; ciò che restava venne raso al suolo agli inizi dell’Ottocento. Di quella fortezza non rimane oggi traccia visibile. Nel 1927 il Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio assegnò Lusigliè alla provincia di Aosta insieme a molti altri comuni del Canavese; solo dopo la seconda guerra mondiale il borgo tornò definitivamente alla provincia di Torino.
Gli abitanti di Lusigliè, Ciconio ed Ozegna erano anticamente soprannominati gavasun — «gozzuti» — a causa della carenza di iodio nel suolo alluvionale, che provocava il gozzo endemico. Lo storico Bertolotti lo testimoniò nelle sue Passeggiate canavesane. Con l’obbligo di iodare il sale la patologia scomparve dal Canavese.
I luoghi che raccontano Lusigliè
La parrocchiale di San Giorgio
La chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio è il punto di riferimento spirituale e visivo del borgo. Anticamente dipendente dalla pieve di Ozegna, dal 1368 incominciò a essere sottoposta all’autorità del vescovo di Ivrea, a cui versava la decima. La struttura che si vede oggi risale all’Ottocento. All’interno si conserva un calice seicentesco attribuito a un anonimo Comes de Castro, manufatto di pregio che testimonia la continuità della vita religiosa nel borgo attraverso i secoli. La festa patronale della Madonna del Rosario cade il 7 ottobre.
Gli antichi lavatoi
Sparsi sul territorio comunale, i lavatoi di Lusigliè sono strutture che riflettono la vita quotidiana di un borgo agricolo prima dell’arrivo dell’acqua corrente nelle abitazioni. Costruiti per uso collettivo, erano punti di incontro e di lavoro, soprattutto femminile. Oggi restano come elementi del paesaggio costruito che vale la pena osservare, anche solo passandoci accanto, per capire la scala e i ritmi della comunità che li ha usati per generazioni. Il loro stato di conservazione varia, ma la loro presenza sul territorio rimane concreta. Il Barone Canavese vicino condivide con Lusigliè questo tipo di patrimonio rurale minore.
Il laghetto per la pesca sportiva
Nel territorio comunale è presente un laghetto artificiale dedicato alla pesca sportiva. Non è un elemento storico, ma contribuisce a definire il carattere del borgo oggi: un luogo dove l’attività all’aperto convive con la vocazione agricola tradizionale. Per chi arriva da Bosconero o dai comuni limitrofi, rappresenta un punto di sosta pratica nel paesaggio di pianura.
Le Officine Meccaniche Giordano
Il tessuto produttivo di Lusigliè non è solo agricolo. Le Officine Meccaniche Giordano, dedite alla produzione di materiale automobilistico, segnano la presenza di una piccola realtà industriale nel territorio comunale. Questa compresenza di mais nei campi e capannoni artigianali lungo le strade è la fotografia più onesta dell’economia locale, che ha superato il profilo puramente contadino mantenendone però la struttura di fondo. Sul territorio operano anche una conceria e alcune piccole aziende artigianali.
La terra, il mais e i sapori del Canavese
La coltivazione del mais ha definito l’economia di Lusigliè per secoli. Fino agli inizi del Novecento il comune era un centro totalmente agricolo; la transizione verso un’economia mista è avvenuta gradualmente, senza stravolgere il paesaggio dei campi irrigati dai canaletti alimentati dal torrente Orco. I vini dell’area appartengono alle denominazioni del Canavese, tra cui l’Erbaluce di Caluso DOCG e il Canavese DOC, prodotti in questa porzione di Piemonte tra la pianura e le prime propaggini collinari. Tra i prodotti riconosciuti a livello provinciale si trovano il Nocciolino di Chivasso — legato alla tradizione dolciaria piemontese — e il Ratafià, liquore tradizionale di quest’area. Non prodotti esclusivi di Lusigliè, ma parte del contesto gastronomico in cui il borgo si inserisce.
Quando venire e come raggiungere il borgo
La pianura canavesana di Lusigliè ha stagioni nette. L’inverno porta temperature che scendono sotto zero con regolarità — le medie di gennaio si attestano a +1,7 °C — e nevicate che possono essere abbondanti. L’estate è calda, con medie di luglio intorno a +22 °C. La primavera e l’autunno sono le stagioni più equilibrate per una visita: i campi lavorati, i canaletti in piena e la luce diffusa rendono il paesaggio agricolo più leggibile. La festa della Madonna del Rosario il 7 ottobre coincide con uno dei periodi più gradevoli dell’anno nella pianura torinese.
Il territorio è soggetto a rischio idrogeologico: le alluvioni del 1994 — durante la quale crollò il ponte tra Feletto e Lusigliè — e del 2002 ricordano che il torrente Orco, autore della pianura alluvionale, può tornare protagonista. Se arrivi in auto, il casello di San Giorgio sull’autostrada Torino-Aosta dista circa 5 km dal centro. La ferrovia più vicina è quella di Feletto, a circa 3 km. Chi viene da Torino percorre circa 30 km verso nord; da Ivrea bastano circa 23 km verso sud-ovest.
| Partenza | Distanza | Tempo stimato |
|---|---|---|
| Torino | circa 30 km | circa 35 minuti |
| Ivrea | circa 23 km | circa 25 minuti |
| Casello San Giorgio (A5) | circa 5 km | circa 8 minuti |
| Stazione di Feletto | circa 3 km | circa 5 minuti in auto |
Dal casello autostradale si raggiunge il borgo in pochi minuti su strade di pianura. Chi preferisce il treno scende a Feletto e copre il resto in bicicletta o con un breve trasferimento. Il sito istituzionale del comune è consultabile all’indirizzo www.comune.lusiglie.to.it per aggiornamenti su orari e servizi locali.
Domande frequenti su Lusigliè
Come raggiungere Lusigliè da Torino?
Lusigliè si trova a circa 30 km a nord di Torino, nell'Alto Canavese. In auto, seguire la strada statale verso il Canavese. La località è facilmente raggiungibile come gita giornaliera da Torino. Per i trasporti pubblici, consultare le linee regionali piemontesi verso i comuni dell'Alto Canavese. Il borgo dista 271 metri di altitudine, quindi raggiungibile senza difficoltà.
Qual è il periodo migliore per visitare Lusigliè?
Luglio e agosto offrono spettacoli agricoli unici: i campi di mais ricoprono la pianura circostante con file ordinate. Ideale anche il periodo autunnale, in particolare il 7 ottobre, quando si celebra la festa patronale della Madonna del Rosario. Le acque della Malesina e della Valassa sono più visibili in primavera dopo i mesi umidi.
Cosa vedere a Lusigliè oltre al paesaggio agricolo?
La parrocchiale di San Giorgio conserva un calice seicentesco di valore storico. Disseminati nel territorio comunale ci sono gli antichi lavatoi in pietra, testimonianza della vita rurale canavesana. Il paesaggio stesso, modellato dai canaletti irrigui derivati dal torrente Orco, rappresenta una risorsa storica e ambientale legata alla centuriazione romana documentata dall'archeologo Plinio Fraccaro.
Quanto tempo occorre per visitare Lusigliè?
Data la piccola dimensione del borgo (554 abitanti distribuiti su poco più di 5 km²), una mezza giornata è sufficiente per apprezzare la parrocchiale, scoprire i lavatoi sparsi nei campi e fare una passeggiata nel paesaggio agricolo della pianura canavesana. È ideale come tappa di una gita verso altri borghi del Canavese come Barone o Foglizzo.
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