Mompantero
Mompantero conta 609 abitanti distribuiti tra frazioni e borgate montane ai piedi del Rocciamelone. La festa del Ballo dell’Orso e i sentieri partigiani ne definiscono l’identità.
Mompantero, tra la Valle di Susa e la vetta del Rocciamelone
La strada che sale verso la conca del Rocciamelone percorre i fianchi della montagna con tornanti stretti e rettilinei lunghi, passando per Urbiano e Seghino prima di aprirsi verso oltre trenta borgate sparse sul versante. Le borgate si popolano d’estate, quando i pascoli tornano accessibili e le cappelle votive disseminate tra quota 700 e quota 838 metri tornano a essere punti di riferimento per chi sale. In inverno il versante si svuota, e la pietra dei muri riprende il suo peso silenzioso.
Mompantero borgo in Piemonte conta 609 abitanti e si sviluppa su 30 chilometri quadrati nella Valle di Susa, provincia di Torino, ai piedi del Rocciamelone. Il centro municipale si trova a 838 metri, ma il territorio sale fino ai 838 metri della vetta, dove una statua della Madonna delle Nevi veglia da quando gli alpini la portarono in cima nel 1899. Chi arriva trova un paesaggio che cambia registro molto rapidamente: dal fondovalle solcato dal torrente Cenischia alle borgate alte, il salto è verticale e percettibile a ogni curva.
Dalla casaforte di Trinità ai sentieri partigiani: la storia di Mompantero
Le tracce più antiche sul territorio sono incisioni rupestri e graffiti rinvenuti lungo la strada che sale verso il Rocciamelone, tra le quote inferiori della Madonna dell’Ecova e di Chiamberlando. La loro presenza attesta insediamenti pre-romani, quasi certamente di ceppo celtico. Con l’arrivo di Roma il territorio cambia volto: in frazione Urbiano sopravvive ancora oggi un acquedotto romano, recentemente restaurato, che testimonia la presenza di infrastrutture stabili lungo questa dorsale alpina.
Tra i ruderi visibili, la casaforte in frazione Trinità occupa un posto simbolico: è il segno araldico del comune, il riferimento materiale di un passato medievale che qui si legge sulle pietre. Più avanti nel tempo, tra la fine dell’Ottocento e i decenni successivi, sorgono le fortificazioni del Pampalù. Il Novecento porta con sé la guerra e la Resistenza. Il 26 agosto 1944, presso la borgata delle Grange Sevine, la divisione partigiana Stellina guidata dal comandante Aldo Laghi, nome di battaglia di Giulio Bolaffi, combatte contro le forze nazifasciste. Un cippo commemorativo segna ancora oggi quel punto sul crinale.
Dal 1988, ogni anno, il ricordo di quella battaglia prende la forma della gara internazionale di corsa in montagna Memorial Partigiani Stellina, che si corre sui sentieri partigiani. Il Museo della Resistenza e della Deportazione, allestito a partire dal 1993 con il contributo diretto di ex partigiani, raccoglie fotografie, mappe e scritti che documentano quei mesi. Non è un archivio asettico: è il racconto in prima persona di chi ha voluto che le generazioni successive potessero leggere quella storia con i materiali originali.
Nel 1358 Bonifacio Rotario d’Asti portò sulla vetta del Rocciamelone un trittico bronzeo raffigurante la Vergine con il Bambino, per adempiere a un voto. Il trittico è oggi conservato presso il museo diocesano di Susa.
Le borgate, le cappelle e i luoghi che definiscono il territorio
Le frazioni lungo il torrente Cenischia
San Giuseppe, Marzano, Trinità e Pietrastretta si distribuiscono lungo la sponda sinistra del torrente Cenischia, a quote relativamente basse rispetto al resto del comune. Sono i nuclei più accessibili, quelli dove si concentrano i servizi e la vita amministrativa del borgo. Trinità conserva i resti della casaforte, simbolo civico del comune. Pietrastretta ospita invece il santuario della Madonna del Rocciamelone, edificato oltre cinquant’anni fa all’inizio della mulattiera che conduce alla vetta: ogni 5 agosto diventa il centro delle celebrazioni della patrona.
Le borgate montane e la cappella della Braida
Urbiano, Seghino, Tour, Trucco, Chiamberlando, Cugno e Braida sono borgate che vivono prevalentemente d’estate. In passato contavano popolazioni consistenti; oggi si ripopolano nella stagione calda, quando le famiglie tornano nelle case di pietra costruite dai propri antenati. In quasi tutte le borgate si trovano cappelle e piloni votivi datati tra il Quattrocento e il Seicento. Tra queste, la cappella della borgata Braida si distingue per gli affreschi interni, descritti nelle fonti locali come di straordinaria fattura.
La vetta del Rocciamelone
A 3. 838 metri s. l. m., il Rocciamelone è la cima più alta della Valle di Susa. La salita parte dal territorio di Mompantero ed è anche un percorso di pellegrinaggio con radici molto antiche: il trittico bronzeo portato in vetta da Bonifacio Rotario d’Asti nel 1358 lo attesta con precisione. Nel 1899 gli alpini condussero sulla vetta la statua della Madonna delle Nevi, che ancora oggi si trova lassù. Chi affronta questa ascesa non scala soltanto una montagna: percorre un itinerario stratificato di storia religiosa e alpinistica.
Il Museo della Resistenza e della Deportazione
Il museo ha sede presso gli uffici comunali ed è stato allestito a partire dal 1993. La sua origine è diretta: alcuni ex partigiani decisero di raccogliere e ordinare i materiali che avevano conservato negli anni, affinché non andassero dispersi. Il risultato è una collezione di fotografie, scritti, mappe e cimeli che ripercorre le vicende della Resistenza partigiana sul territorio. Il Sentiero dei Partigiani, che parte dalle borgate alte, collega fisicamente il museo al luogo della battaglia delle Grange Sevine, chiudendo un cerchio tra memoria e paesaggio.
Il Ballo dell’Orso
Il primo weekend di febbraio, la frazione Urbiano ospita Fora l’Ours, il Ballo dell’Orso. La festa ruota attorno a una figura allegorica precisa: un uomo vestito da orso viene catturato dai cacciatori, reso mansueto con vino rosso e fatto ballare con la ragazza più bella del paese. Le origini della festa non sono documentate con certezza: si intrecciano letture celtiche legate alla divinità pre-cristiana Brigit, interpretazioni cristiane legate alla Candelora e alla festa di santa Brigida, patrona di Urbiano, e tradizioni meteorologiche tramandate da proverbi popolari. Nel 2011 è stato costituito il Comitato dei Cacciatori dell’Orso per garantire la continuità del rito. Il sabato sera, il percorso enogastronomico Mingia e Beiva apre i festeggiamenti per le vie della frazione.
I sapori del territorio alpino
Il contesto agricolo e pastorale della Valle di Susa lascia traccia nella tavola con prodotti che appartengono all’area più ampia della provincia di Torino e della montagna piemontese. Tra questi, il Marrone della Valle di Susa IGP è il riferimento più diretto al territorio montano in cui si trova il comune. Le borgate alte, con i loro pascoli e i boschi di castagno, fanno parte di questo paesaggio produttivo. Nella stessa area circolano anche liquori di erbe alpine e distillati come il ratafià, preparazioni legate alla tradizione montana regionale.
Il sabato del Ballo dell’Orso offre l’occasione più diretta per avvicinarsi ai prodotti locali: il percorso Mingia e Beiva attraversa Urbiano con piatti e vini della zona, in un contesto in cui il cibo è parte integrante del rito collettivo, non aggiunta decorativa. I vini dell’area fanno riferimento alla denominazione della Valsusa DOC, che rappresenta il riferimento territoriale per questa valle.
Quando visitare e come arrivare
Mompantero si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Torino (centro) | circa 50 km | circa 50 minuti |
| Susa (casello A32) | circa 5 km | circa 10 minuti |
| Aeroporto Torino Caselle | circa 70 km | circa 60 minuti |
| Milano (centro) | circa 170 km | circa 2 ore |
Questi riferimenti pratici bastano per organizzare l arrivo senza appesantire il testo con dettagli logistici instabili. Una volta sul posto, il borgo si capisce meglio con una visita lenta, a piedi e nel rapporto con il paesaggio circostante.
Domande frequenti su Mompantero
Come si raggiunge Mompantero da Torino?
Mompantero si trova in Valle di Susa, provincia di Torino, a circa 50 km dal capoluogo. Si raggiunge percorrendo la SS25 in direzione Susa, poi deviando verso le vallate laterali. La strada sale con tornanti stretti verso la conca del Rocciamelone. Il viaggio da Torino richiede circa 1-1,5 ore. Per informazioni precise su caselli e percorsi consigliati, contattare l'ufficio turistico locale o consultare italia.it.
Qual è il periodo migliore per visitare Mompantero?
L'estate è il periodo ideale: i pascoli diventano accessibili e le borgate si ripopolano di vita. Le cappelle votive tra quota 700 e 1.275 metri tornano punti di riferimento per escursionisti. In inverno il versante si svuota e assume carattere più silenzioso. La festa della Madonna del Rocciamelone (patrona) è il principale evento religioso dell'anno.
Cosa rappresenta la Madonna del Rocciamelone a 3.538 metri?
Una statua della Madonna delle Nevi vigila dalla vetta del Rocciamelone dal 1899, quando gli alpini la portarono in cima. È diventata simbolo spirituale e punto di riferimento storico per il territorio. La statua rappresenta sia il legame religioso che la tradizione alpinistica della Valle di Susa e del borgo di Mompantero.
Quali tracce storiche si trovano a Mompantero?
Il territorio conserva incisioni rupestri e graffiti storici lungo la strada carrozzabile tra la chiesa della Madonna dell'Ecova (718 m) e la borgata di Chiamberla. Questi segni testimoniano la frequentazione umana di epoche diverse. Le cappelle votive sparse sul versante completano il patrimonio storico-religioso del borgo.
Quanto tempo occorre per visitare Mompantero?
Dipende dagli interessi: una visita al centro può durare 2-3 ore. Se si include l'esplorazione delle borgate sparse sul versante e la chiesa della Madonna dell'Ecova, sono consigliabili 4-5 ore. Per escursioni verso le quote più alte del Rocciamelone occorre prevedere un'intera giornata con equipaggiamento appropriato.
📷 Galleria fotografica — Mompantero
In Piemonte Altri borghi da scoprire
Samone
Comune di 1.536 abitanti nella provincia di Torino, Samone racconta sei secoli di passaggi feudali, dedizione a San Rocco e il passaggio radicale dal Novecento industriale.
San Pietro Val Lemina
A 451 metri di altitudine nella provincia di Torino, San Pietro Val Lemina raccoglie 1.447 abitanti attorno alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo e al monumento dedicato ai Piemontesi nel mondo.
Novalesa
Scopri Novalesa, affascinante borgo medievale del Piemonte tra storia, natura e la celebre abbazia benedettina. Una meta imperdibile in Valle di Susa.
Maglione
Maglione conta 406 abitanti e sorge a 313 metri sull'anfiteatro morenico canavesano. Il suo museo d'arte all'aperto raccoglie 167 opere distribuite tra strade e piazze.
Foglizzo
Scopri Foglizzo, affascinante borgo del Piemonte ricco di storia, tradizioni e paesaggi mozzafiato. Tutto ciò che devi sapere per visitarlo.
Rivara
A 392 metri di altitudine nel Canavese torinese, Rivara ospita due castelli medievali e Villa Ogliani, centro artistico della Scuola di Rivara. 2.418 abitanti in un territorio attraversato da torrenti e nuclei abitati sparsi.
Cantalupa
Due nomi, un solo luogo: Cantaluva in piemontese, Chantoloubo in occitano, lingua che ancora oggi marca la memoria di queste vallate subalpine a sudovest di Torino. La doppia radice linguistica racconta da sola la posizione di confine di questo comune, sospeso tra la pianura padana e le prime pendici delle Alpi Cozie, dove il piemontese […]
Balangero
Balangero conta poco più di 3.000 abitanti e occupa una posizione collinare a 440 metri sul livello del mare, nel settore settentrionale della provincia di Torino. Il borgo è noto per aver ospitato, nel proprio territorio, una delle più grandi miniere di amianto d’Europa — attività estrattiva che ha segnato profondamente l’economia e la morfologia […]
Rubiana
A 640 m di altitudine nella Val di Susa, Rubiana conta 2516 abitanti ed è centro di una conca circondata da monti e boschi ricchi di castagni. Il Santuario della Madonna della Bassa e il paesaggio agricolo-forestale del territorio raccontano secoli di vita montana.
San Giorio di Susa
Fondato nel 1226 dal Conte Tommaso I di Savoia, San Giorio di Susa conserva un castello del XIII secolo e affreschi franco-piemontesi del 1328. Borgo di montagna a 420 metri con 27 borgate alpine.
🏡 Conosci Mompantero meglio di noi?
Se sei del posto o ci sei stato, la tua conoscenza vale: aggiungi quello che manca o correggi un dato della scheda.