Gubbio
Gubbio è un comune umbro in provincia di Perugia, con oltre 30 000 abitanti, un centro storico a 527 metri sul monte Ingino e una storia che risale al paleolitico.
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Gubbio è un comune umbro di circa 30308 abitanti, situato in provincia di Perugia a 522 metri di quota, alle falde del monte Ingino, nell’area orientale della provincia che confina con le Marche. Il suo territorio, prevalentemente montuoso e collinare, è attraversato dai torrenti Camignano e Cavarello, mentre il torrente Assino collega la conca eugubina con l’alta valle del Tevere. La città conserva un centro storico di straordinaria compattezza, con il Palazzo dei Consoli che si affaccia sulla piazza Grande, la cattedrale dedicata ai Santi Giacomo e Mariano, il palazzo ducale voluto da Federico da Montefeltro e una serie di chiese, musei e archivi che documentano una vicenda urbana lunga oltre due millenni.
Gubbio borgo in Umbria rappresenta uno dei centri storici meglio conservati della regione, con radici che affondano nel paleolitico e una stratificazione di memorie che va dalle Tavole eugubine — sette lastre bronzee in lingua umbra custodite nel Museo Civico del Palazzo dei Consoli — fino alle testimonianze rinascimentali lasciate dai Montefeltro e dai Della Rovere. Attraversata da percorsi devozionali come il Cammino di Assisi, legata alla figura di san Francesco che qui trovò rifugio presso la famiglia degli Spadalonga, e sede di tradizioni ceramiche di antica data, Gubbio offre al visitatore una sovrapposizione di epoche in cui l’architettura medievale, la memoria romana e la cultura umanistica convivono entro le stesse mura di pietra calcarea.
Gubbio borgo in Umbria: storia dalle origini all’età moderna
Gubbio è un centro umbro dalle radici antichissime: le prime tracce di presenza umana nel suo territorio risalgono al paleolitico, la città assunse il nome di Ikuvium o Iguvium come insediamento umbro, si alleò con Roma nel 295 a.C., ottenne la cittadinanza romana nell’89 a.C. e attraversò secoli di dominio longobardo, papale e signorile prima di entrare nell’orbita dei Montefeltro e poi dei Della Rovere, fino all’annessione al Regno d’Italia nel 1860.
Le testimonianze più preziose dell’epoca preromana sono le Tavole eugubine, sette lastre in bronzo redatte in lingua umbra scoperte intorno metà del XV secolo nei pressi del Teatro Romano e acquistate dal comune nel 1456. Distrutta nel 552 dai Goti di Totila, la città fu ricostruita dai Bizantini di Narsete alle pendici del monte Ingino. Ceduta poi alla Chiesa attraverso le donazioni di Pipino il Breve e Carlo Magno, Gubbio si costituì in Libero comune a fazione ghibellina e nell’XI secolo avviò una politica espansionistica che portò sotto il suo controllo oltre cento castelli, alimentando un lungo conflitto con Perugia. Nel 1151 undici città coalizzate e guidate da Perugia attaccarono Gubbio senza successo: la vittoria degli eugubini fu tradizionalmente attribuita all’intervento del vescovo sant’Ubaldo (1080–1160).
Tra il XIII e il XIV secolo la città conobbe prima una stagione di prosperità urbanistica ed economica, poi una serie di rivolgimenti politici: l’occupazione ghibellina del 1300, la signoria di Giovanni Gabrielli dal 1350, l’intervento del cardinale Albornoz nel 1354 e infine la rivolta degli eugubini contro il governo pontificio nel 1376. La crisi culminò nel 1381 quando il vescovo Gabriello Gabrielli si autoproclamò signore della città, scatenando una ribellione popolare che spinse gli eugubini a consegnarsi spontaneamente ai Montefeltro, duchi di Urbino. Questi ultimi tennero il dominio fino al 1508, quando subentrarono i Della Rovere, che lo mantennero fino al 1631, anno in cui, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, i territori passarono allo Stato pontificio.
Gubbio è legata anche alla memoria di san Francesco, che vi trovò rifugio presso la famiglia degli Spadalonga dopo aver lasciato Assisi: qui, secondo le fonti francescane, maturò la sua conversione vivendo a contatto con i poveri e i lebbrosi della città. L’episodio dell’incontro con il lupo, narrato nel XXI capitolo dei Fioretti di san Francesco e avvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria detta della Vittorina, è tra i più noti della tradizione agiografica medievale.
Dalla piazza Grande al monte Ingino: i luoghi che segnano Gubbio
A Gubbio si trovano il Palazzo dei Consoli con il Museo Civico e le celebri Tavole eugubine, la Chiesa di Santa Maria Nuova con l’affresco di Ottaviano Nelli, il Museo della Maiolica a Lustro nella torre medievale di Porta Romana, il Museo Diocesano nel palazzo del Capitolo dei Canonici, la Sezione di Archivio di Stato al secondo piano del palazzo del Podestà, e una serie di chiese e castelli distribuiti nel territorio comunale.
Palazzo dei Consoli e Museo Civico
Il Palazzo dei Consoli sorge nel centro storico affacciando la propria facciata sulla piazza Grande, terrazza pensile che costituiva il fulcro politico della città trecentesca. Costruito tra il 1332 e il 1349 su progetto di Angelo da Orvieto — il cui nome compare in un’iscrizione sull’arco della porta d’ingresso — con il contributo di Matteo di Giovannello detto il Gattapone, l’edificio a pianta rettangolare ospita oggi il Museo Civico. All’interno sono conservate le Tavole eugubine: sette tavole in bronzo redatte negli alfabeti umbro, latino ed etrusco ma sempre in lingua umbra, scoperte intorno metà del XV secolo nei pressi del Teatro Romano e acquistate dal comune nel 1456. Lo studioso Giacomo Devoto ne curò due edizioni scientifiche nel 1937 e nel 1940, definendole «il più importante testo rituale di tutta l’antichità classica».
Chiesa di Santa Maria Nuova
Costruzione in pietra calcarea risalente alla fine del XIII secolo, presenta una facciata con portale ogivale trilobo, asimmetrico rispetto all’asse della fronte, e arcate lungo il fianco. All’interno si conserva un affresco di Ottaviano Nelli datato 1413, noto come Madonna del Belvedere, insieme ad altri dipinti murali.
Museo della Maiolica a Lustro
La raccolta è allestita al primo piano della torre medievale di Porta Romana, struttura un tempo posta a difesa di uno degli antichi accessi alla città, nei pressi della chiesa di Sant’Agostino. Il percorso ripercorre le diverse fasi della produzione ceramica a lustro locale e conserva opere di Mastro Giorgio Andreoli, tra cui un piatto con Sant’Antonio da Padova datato 1531 e firmato dall’autore. La collezione si estende dal XVI secolo fino agli anni Cinquanta del Novecento.
Museo Diocesano
Situato tra la cattedrale dedicata ai Santi Giacomo e Mariano e il palazzo ducale fatto erigere da Federico da Montefeltro, il museo diocesano occupa il palazzo del Capitolo dei Canonici. L’edificio, costruito nel XIII secolo e ampliato in seguito, ospitava il Collegio dei Canonici addetti al culto liturgico del duomo. La vita comunitaria di questo collegio fu regolamentata da Sant’Ubaldo durante il suo episcopato, a partire dal 1129, ben prima della costruzione del palazzo.
Archivio di Stato — Sezione di Gubbio
Istituita come Sottosezione di Archivio di Stato con decreto ministeriale del 25 giugno 1957, su iniziativa del Comune di Gubbio deliberata dal Consiglio Comunale nel dicembre 1956, la sezione ha sede al secondo piano del palazzo del Podestà. Il Comune si assunse direttamente gli oneri dell’istituzione.
Chiese e castelli nel territorio
Nel perimetro urbano e nei dintorni si segnalano il duomo, la basilica di Sant’Ubaldo sul monte Ingino, le chiese di Sant’Agostino, San Giovanni Battista e San Francesco d’Assisi. Il territorio comunale comprende inoltre diversi castelli: Carbonana, Castel d’Alfiolo, Castello di Vallingegno, Castello di Castiglione Aldobrando e Castello di Santa Maria di Alfiolo.
A tavola nel territorio eugubino: sapori dell’Umbria orientale
La cucina del territorio di Gubbio attinge a una dispensa umbra ricca di prodotti certificati: tra i più rappresentativi della provincia spiccano il Prosciutto di Norcia IGP, la Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP, l’Agnello del Centro Italia IGP e il Farro di Monteleone di Spoleto DOP, affiancati da specialità come la Patata Rossa di Colfiorito IGP e il Caciottone di Norcia IGP. Si tratta di produzioni radicate nell’areale provinciale e regionale, non esclusive del comune di Gubbio ma parte integrante dell’identità gastronomica dell’Umbria orientale.
Accanto ai prodotti certificati, la tradizione locale conosce una serie di preparazioni di salumeria riconosciute come Prodotti Agroalimentari Tradizionali a livello regionale: capocollo, guanciale, lombetto, mazzafegati, corallina e porchetta compongono un repertorio che riflette la vocazione contadina e montana del territorio. La posizione di Gubbio alle falde del monte Ingino, in un comprensorio prevalentemente collinare e montuoso, favorisce produzioni legate alla pastorizia e all’agricoltura di altura.
Sul fronte vitivinicolo, il territorio di riferimento offre etichette di rilievo regionale. Tra le denominazioni di eccellenza si segnalano il Montefalco Sagrantino DOCG e il Torgiano Rosso Riserva DOCG, mentre l’areale provinciale e regionale include DOC come Assisi, Colli Altotiberini, Colli Martani, Colli Perugini e Colli del Trasimeno, oltre a produzioni IGT tra cui la denominazione ombrello Umbria.
Raggiungere Gubbio e organizzare la visita
Gubbio si raggiunge comodamente in automobile da Perugia in circa 50 minuti percorrendo una quarantina di chilometri verso nord-est, e resta la modalità più pratica dato che il comune non dispone di una stazione ferroviaria propria; la stagione più favorevole alla visita è la primavera e l’inizio dell’autunno, quando il clima è temperato e il centro storico in pietra si apprezza appieno senza le punte estive.
Il territorio eugubino occupa oltre 525 chilometri quadrati all’estremo est della provincia di Perugia, confinando a nord-est con la provincia di Pesaro-Urbino nelle Marche. Questa posizione di cerniera tra Umbria e Marche rende Gubbio un nodo naturale per chi percorre itinerari di più giorni lungo l’Appennino umbro-marchigiano. Due cammini di lunga percorrenza attraversano quest’area: il Cammino di Assisi e la Via di Francesco nel tratto umbro, entrambi sviluppati su circa 320 chilometri, offrono un’alternativa lenta e panoramica per raggiungere o lasciare la città a piedi.
Nei dintorni immediati vale la pena pianificare soste nei borghi vicini: Costacciaro si trova a pochi chilometri verso sud-est, ai margini del Parco del Monte Cucco, mentre Scheggia e Pascelupo si colloca lungo la direttrice verso la via Flaminia. Chi volesse allargare il giro verso l’alta valle del Tevere può includere Montone, raggiungibile risalendo il torrente Assino che collega la conca eugubina con quella parte della vallata, prima di confluire nell’area di Umbertide.
| Partenza | Distanza | Tempo |
|---|---|---|
| Perugia | circa 40 km | circa 50 min |
| Umbertide | circa 30 km | circa 35 min |
| Pesaro-Urbino (confine provinciale) | circa 25 km | circa 30 min |
L’inverno a Gubbio può essere rigido, con precipitazioni nevose legate all’influenza dell’Appennino umbro-marchigiano; l’estate è calda ma in genere ventilata. Chi preferisce evitare gli estremi stagionali troverà in maggio, giugno e settembre i mesi più equilibrati per visitare il centro storico, posto a circa 522 metri di quota, e per escursioni verso il monte Ingino o la Gola del Bottaccione.
Domande frequenti su Gubbio
Qual è il periodo migliore per visitare Gubbio?
Maggio è ideale: coincide con la festa patronale di Sant'Ubaldo (16 maggio) e offre clima temperato. Primavera e autunno sono stagioni consigliate per il territorio montuoso. Evita l'inverno per la quota di 522 m. L'estate può essere affollata. Per trekking e cammini, aprile-maggio e settembre-ottobre garantono condizioni meteorologiche ottimali.
Come si arriva a Gubbio da Perugia e quali sono le distanze principali?
Da Perugia: circa 40 km in auto (45 minuti) via E45/SS3bis. Dalla stazione di Perugia: bus SULGA raggiunge Gubbio in circa 1 ora. Non esiste stazione ferroviaria a Gubbio. Da Assisi: 45 km circa. Il paese è raggiungibile anche via Fossato di Vico. Casello autostradale più vicino: Perugia sulla E45.
Quali sono i principali cammini e percorsi a piedi intorno a Gubbio?
Gubbio si trova sul Cammino di Assisi, collegato storicamente a San Francesco. Il territorio montuoso offre sentieri verso il monte Ingino e percorsi nella valle eugubina. Per dettagli su sentieri CAI e lunghezze specifiche, consigliamo contattare la Pro Loco locale e consultare le guide ufficiali CAI della provincia di Perugia.
Quanto tempo occorre per visitare il centro storico e i principali monumenti di Gubbio?
Mezza giornata (3-4 ore) per il centro storico essenziale: Palazzo dei Consoli, piazza Grande, cattedrale, Palazzo ducale. Una giornata intera consente di visitare musei (Museo Civico con Tavole eugubine), archivi e chiese minori. Per escursioni sul monte Ingino o cammini, aggiungere un'intera giornata.
Cosa sono le Tavole eugubine e dove si vedono?
Sette lastre bronzee in lingua umbra, testimonianze straordinarie della cultura locale antica. Sono custodite nel Museo Civico del Palazzo dei Consoli, uno dei musei più importanti d'Umbria. Le Tavole documentano rituali e tradizioni umbre pre-romane e rappresentano una delle testimonianze scritte più significative dell'Italic antico.
📷 Galleria fotografica — Gubbio
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