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Palata
Palata
Molise

Palata

Collina Collina
6 min di lettura

Palata è un comune molisano di circa 1.469 abitanti sulle colline interne di Campobasso, con un centro storico che porta i segni di secoli di storia feudale e rifondazioni.

Scopri Palata

Palata è un comune di circa 1.469 abitanti nella provincia di Campobasso, in Molise, posizionato a circa 472 metri sul livello del mare sulle colline interne che guardano verso il Basso Molise. Il profilo del borgo si staglia compatto su un rilievo collinare, con il centro storico che conserva ancora la trama medievale nonostante i rifacimenti imposti dai terremoti e dalle vicende feudali dei secoli scorsi.

Palata borgo in Molise porta nel proprio tessuto urbano i segni di una storia di frontiera: fondata intorno al XII secolo come contrada dipendente da Acquaviva Collecroce, è stata ricostruita più volte — e ogni volta ha assorbito qualcosa di nuovo, come l’impronta delle popolazioni slave arrivate nel 1531 in fuga dall’avanzata ottomana, la stessa ondata migratoria che interessò altri centri della costa molisana nei pressi di Termoli. Camminare oggi tra le vie del centro significa muoversi in un borgo che ha cambiato volto più di una volta, eppure ha mantenuto una coerenza silenziosa, leggibile nei portali in pietra e nei fronti delle chiese.

Palata borgo in Molise: storia e stratificazioni di un borgo di confine

Palata nasce intorno al XII secolo come contrada dipendente da Acquaviva Collecroce, nel territorio del Contado di Molise, e da allora ha attraversato secoli di dominazioni feudali, crolli sismici e ripopolamenti che hanno cambiato più volte il volto del borgo. Il primo feudatario documentato fu Roberto della Rocca, e da quel momento la signoria passò di mano in mano — attraverso Carlo d’Angiò, il conte di Gravina, la famiglia Ionata, gli Orsini — seguendo le logiche delle grandi casate del Mezzogiorno medievale e moderno.

Due terremoti segnarono la struttura fisica del luogo: quello del 1456, che colpì duramente il Sannio, e quello del 1663. Fu nel mezzo di queste calamità, nel 1531, che giunsero popolazioni slave in fuga dall’avanzata ottomana — lo stesso fenomeno che interessa altri comuni della costa molisana nei dintorni di Termoli. Furono loro a ricostruire il borgo in gran parte abbandonato, e la chiesa di Santa Maria La Nova porta ancora nell’arco maggiore del portale l’iscrizione che ricorda quell’anno di rifondazione. Fino al XVII secolo era sopravvissuta nei pressi una frazione di origine normanna chiamata Santa Giusta, poi abbandonata definitivamente.

Sul finire del Cinquecento il feudo passò alla famiglia Toraldo d’Aragona, che nel 1646 ottenne il titolo di duca di Palata. Fu l’apice di un dominio destinato però a frammentarsi rapidamente: tra matrimoni, eredità femminili e passaggi nobiliari tra Italia e Spagna, il titolo ducale finì per gravitare lontano dal Molise, fino a dissolversi con l’eversione della feudalità. Quello che rimase nel borgo è la torre circolare del palazzo ducale, in pietra grezza, ancora visibile accanto alla chiesa parrocchiale: ultima traccia del centro medievale spazzato via dai terremoti.

La torre ducale, Santa Maria La Nova e il colle che guarda il mare

A Palata si vedono due monumenti principali: la chiesa di Santa Maria La Nova e la torre circolare del palazzo ducale, entrambi concentrati nel nucleo antico sul colle, a circa 472 metri di quota. Il resto del centro storico è un tessuto compatto di case in pietra grezza strette intorno alla parrocchiale, con qualche residuo della struttura medievale sopravvissuto ai terremoti dei secoli passati.

Chiesa di Santa Maria La Nova

La chiesa porta incisa sull’arco maggiore del portale la data del 1531, anno in cui fu costruita dalla comunità slava che ripopolò il borgo quasi abbandonato. L’esterno attuale è il risultato di un intervento commissionato nel 1928 da don Emilio Vetta: un rifacimento in stile moresco che conferisce alla facciata un carattere insolito per la Molise collinare. La pianta è a basilica a croce latina, con tre navate scandite da otto arcate, le prime due delle quali sono murate. L’accesso avviene attraverso un portale monumentale con edicola a spioventi; il campanile si conclude con una cuspide ottagonale.

La torre del palazzo ducale

Accanto alla parrocchiale si alza la torre circolare, unica parte superstite del palazzo ducale medievale. È costruita in pietra grezza, con una finestra di controllo e copertura di tegole: sobria e priva di ornamenti, ma leggibile come il frammento più antico del borgo, rimasto in piedi dopo le distruzioni sismiche che cancellarono buona parte del centro medievale.

Il tessuto del colle

Al di là dei singoli edifici, vale la pena osservare la logica insediativa del borgo: le case si stringono l’una all’altra senza un impianto a griglia regolare, costruite con materiale povero e orientate verso il mare, visibile in lontananza dal colle. Non ci sono assi monumentali né piazze di rappresentanza: la chiesa parrocchiale domina visivamente l’insieme, e la torre ducale ne è il contrappunto in pietra viva.

Sapori del Molise interno: formaggi, salumi e vini intorno a Palata

Nella zona di Palata e nella provincia di Campobasso si trovano produzioni certificate che segnano la tavola molisana: su tutte il Caciocavallo Silano DOP, formaggio a pasta filata stagionato che si ritrova nei mercati e nelle botteghe dei borghi collinari, e il Vitellone bianco dell’Appennino Centrale IGP, carne bovina di qualità legata all’allevamento estensivo dell’entroterra. Tra i salumi, i Salamini italiani alla cacciatora DOP completano un panorama di carne e latticini radicato nell’agricoltura di questa fascia interna.

Il territorio provinciale produce anche formaggi a marchio Molise DOP, mentre tra i distillati e liquori di tradizione regionale circolano il nocino, l’amaro molisano e il capocollo, da intendersi come orizzonte dell’intera area piuttosto che produzione esclusiva del comune. Per chi cerca il bicchiere giusto a tavola, i vini di riferimento sono il Biferno DOC e la Tintilia del Molise DOC, vitigno autoctono molisano dalla buccia spessa e dal colore intenso, affiancati dall’IGT Osco / Terre degli Osci per le etichette più sperimentali della zona.

Quando visitare Palata e come organizzare l’arrivo

Palata si raggiunge comodamente in auto percorrendo la SS87 Sannitica, che collega Campobasso con la costa adriatica e transita nell’area del basso Molise; la stagione migliore per visitare il borgo — che sorge a circa 472 metri sul livello del mare in zona di collina interna — va dalla tarda primavera a settembre, quando il clima mite rende piacevole muoversi tra i vicoli e il paesaggio circostante. Il 16 agosto, festa di San Rocco, patrono del paese, è il momento in cui Palata esprime più nettamente la propria identità comunitaria e vale la pena organizzare la visita in coincidenza.

I borghi del circondario meritano una giornata aggiuntiva: Acquaviva Collecroce, che della storia di Palata è stata la matrice originaria, si trova a pochi chilometri e conserva tracce della stessa stratificazione slava e normanna. Verso la costa, Montenero di Bisaccia amplia il percorso verso il versante adriatico del Molise, mentre Tavenna è un’altra piccola realtà collinare dello stesso comprensorio, raggiungibile in pochi minuti d’auto.

PartenzaDistanzaTempo
Campobassocirca 55 kmcirca 50 min
Termolicirca 30 kmcirca 30 min
Iserniacirca 90 kmcirca 1 h 20 min
Pescaracirca 120 kmcirca 1 h 30 min

Questi riferimenti pratici aiutano a organizzare l arrivo con chiarezza, mentre il borgo si legge meglio con una visita lenta e a piedi una volta sul posto.

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Domande frequenti su Palata

Come si raggiunge Palata in auto dall'autostrada?

In auto, il collegamento più diretto passa per l'autostrada A14 Adriatica, con uscita a Termoli. Da lì si percorrono circa 30 chilometri lungo strade statali verso l'interno del Molise fino a Palata. L'aeroporto di riferimento per chi viaggia in aereo è quello di Pescara, a circa 130 chilometri dal borgo. Si consiglia un'auto propria, poiché i collegamenti con i mezzi pubblici verso l'interno del Molise sono limitati.

Qual è la stazione ferroviaria più vicina a Palata?

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Termoli, sulla linea adriatica Bologna-Lecce, a poco più di 30 chilometri da Palata. Da Termoli è necessario proseguire in auto o con servizi di autobus locali verso l'entroterra. Termoli è ben collegata con le principali città adriatiche come Pescara, Foggia e Bari, rendendo questo scalo il punto di ingresso ferroviario più comodo per chi visita il borgo.

Quando si svolge la festa patronale di San Rocco a Palata?

Il patrono di Palata è San Rocco, la cui festa liturgica cade il 16 agosto. Le celebrazioni si concentrano attorno alla metà di agosto e rappresentano il momento di maggiore animazione del borgo, con funzioni religiose presso la chiesa dedicata al santo, momenti di aggregazione comunitaria e iniziative legate al folklore locale. È considerata la migliore occasione dell'anno per immergersi nella vita autentica della comunità palatese.

Palata è adatta come gita giornaliera da Campobasso o Termoli?

Sì, Palata si presta bene a una gita giornaliera sia da Campobasso, capoluogo di provincia a circa 60 chilometri, sia da Termoli, sul versante adriatico a circa 30 chilometri. Le dimensioni contenute del borgo, con 1.535 abitanti, permettono di visitare le principali emergenze storiche e architettoniche in due o tre ore. Abbinando la visita a una sosta enogastronomica nei ristoranti locali, si può organizzare comodamente una mezza giornata o un'intera giornata di escursione.

Come arrivare

📍
Indirizzo

Piazza Sandro Pertini, 86037 Palata (CB)

Borgo

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