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Marentino
Marentino
Piemonte

Marentino

Collina Collina
7 min di lettura

A 383 metri tra i colli della città metropolitana di Torino, Marentino riunisce tre antichi borghi con un patrimonio di chiese romaniche, dimore nobiliari e un ciclo di murales enigmistici unico nel suo genere.

Tre borghi uniti su una collina a est di Torino

La base del campanile della chiesa parrocchiale di Marentino è un’antica torre difensiva: sopraelevata nel 1764, cinta nei decenni del dopoguerra da un sostegno in cemento armato poi rivestito di mattoni a vista, racconta in pochi metri di muratura secoli di trasformazioni. Intorno, il centro storico occupa il crinale di una collina che digrada verso est, con le case addossate le une alle altre e, oltre il margine dei tetti, la campagna che scende ordinata verso i fondovalle.

Marentino borgo in Piemonte si trova a circa 20 chilometri a est di Torino e a 8 chilometri da Chieri, a 383 metri di quota. Il comune riunisce tre nuclei storici distinti — Marentino, Avuglione e Vernone — ciascuno con la propria chiesa, la propria rocca e una storia che per secoli ha seguito traiettorie quasi indipendenti. Oggi li abita una comunità di poco più di 1.200 persone che ha saputo preservare un patrimonio architettonico sorprendentemente ricco per un comune di queste dimensioni.

Da tre borghi separati a un unico comune: la storia di Marentino

Marentino nacque probabilmente verso l’anno Mille, nel quadro della campagna di ripopolamento delle colline tra il Po e il Monferrato promossa dai vescovi di Torino e di Asti. Il primo insediamento sorse attorno alla chiesa di Maria Assunta — oggi nota come Santa Maria dei Morti — sul colle che ancora la ospita. Solo in un secondo momento il paese si spostò sulla collina vicina, dove si trovava la rocca del signore del luogo, citato nelle fonti per la prima volta nel 1386.

La storia di Avuglione e di Vernone seguì percorsi paralleli, con le proprie famiglie feudali e le proprie chiese. A Vernone, nel 1744, il conte Giuseppe Gaspare Balbis fece demolire la cappella di San Nicolao e ricostruire l’attuale chiesa di San Giorgio, con l’intenzione — mai realizzata — di collegarla al castello attraverso un arco. Sopra il cancello del maniero sono ancora visibili gli innesti in muratura della manica che non fu mai completata: un dettaglio che racconta molto di ambizioni nobiliari e progetti incompiuti.

L’unificazione amministrativa arrivò con un regio decreto del 1927, che riunì i tre borghi in un unico comune scegliendo Marentino come capoluogo. Sul piano ecclesiastico la fusione fu più lenta: solo un decreto arcivescovile del 1986 riunì le tre antiche parrocchie sotto un’unica giurisdizione. Tra le memorie del Novecento, Marentino conserva un legame con Gaetano Giardino, Maresciallo d’Italia che qui aveva la casa di campagna e che promosse e inaugurò il monumento ai caduti nella piazza centrale del paese. La banda musicale del comune, ancora attiva, fu fondata nel 1927 dal maestro Federico Ferrero, nello stesso anno della fusione dei borghi.

Pietre, affreschi e dimore: il patrimonio costruito dei tre borghi

Chiesa cimiteriale di Santa Maria dei Morti

È l’edificio più antico del territorio comunale, inserito nell’albo dei monumenti nazionali dal 1888. La porzione più antica — l’abside in blocchi di arenaria — risale con ogni probabilità al Millecento; i muri della navata, in mattoni, furono in gran parte ricostruiti nel Quattrocento. La facciata presenta una bifora di piccole dimensioni e una teoria di archetti ciechi che percorre anche i muri perimetrali, arricchita alla base da sculture di volti grotteschi. Il catino absidale conserva un ciclo pittorico su due livelli: una Madonna del latte di stile bizantino e, attribuiti a Guglielmetto Fantini, gli affreschi con la Pietà fra i santi Stefano e Lucia e altri santi. Nella prima metà del Novecento il parroco don Federico Leschiera promosse un restauro sotto la supervisione dell’architetto Vittorio Mesturino, che restituì all’edificio l’aspetto romanico in parte alterato dagli interventi barocchi.

Chiesa parrocchiale dell’Assunzione di Maria Vergine

La chiesa che oggi funge da parrocchiale per i tre borghi riuniti occupa il posto di una più antica cappella dedicata a san Bartolomeo, che tra il Tre e il Quattrocento aveva progressivamente assunto il ruolo di chiesa principale. Nel Settecento l’edificio, che minacciava rovina, fu abbattuto e ricostruito in stile barocco; fu poi riconsacrato dall’arcivescovo Francesco Luserna Rorengo di Rorà. La struttura attuale è a croce latina con una navata e due cappelle laterali. Il campanile che affianca la facciata ha come nucleo l’antica torre difensiva del castello medievale, riconoscibile ancora oggi nonostante i successivi rimaneggiamenti.

Chiesa di Santa Maria Maddalena di Avuglione

Costruita tra il XVII e il XVIII secolo sul sedime di un edificio sacro preesistente, la chiesa di Avuglione presenta una facciata con stucchi e un campanile laterale. L’interno, a navata unica, è interamente affrescato. Tra gli elementi di maggior pregio spicca l’organo del 1878, costruito dall’organaro Pietro Barchietti di Torino con il contributo dell’intera comunità di Avuglione: uno strumento a trasmissione meccanica, restaurato nel 1997 dalla ditta Marin di Genova-Bolzaneto, che ancora oggi conserva la cantoria scolpita su cui è collocato sopra il portone d’ingresso.

Chiesa di San Giorgio di Vernone e il castello

La chiesa sorge accanto al castello di Vernone, rocca medievale oggi riconvertita in residenza per anziani, con cui avrebbe dovuto essere fisicamente collegata secondo il progetto voluto dal conte Balbis nel 1744. La piccola aula a navata unica e pianta ovale conserva tre altari: il maggiore, ridecorato in marmo e benedetto dal cardinale Richelmy nel 1913, è sovrastato da una pala raffigurante San Giorgio vincitore sul drago, donata dal prevosto Luigi Rossi intorno al 1820. Le campane — una del 1849 recante la scritta «Petrus Migliara a Taurini fecit», l’altra offerta nel 1899 da una certa Tomasina — erano rimaste silenziose per decenni e sono state riattivate nel 2018.

Casa Zuccala, il Municipio e l’ipogeo

Casa Zuccala fu residenza tra il Cinquecento e il Novecento della famiglia degli Zuccàla — Sucàla in piemontese — notai e banchieri originari del Bergamasco. Dopo un lungo degrado, il restauro avviato nel 1993 ha trasformato l’edificio nella sede di un centro studi sull’arredamento piemontese, aperto al pubblico dal 2010 con il suo giardino delle erbe aromatiche. A poca distanza, il municipio occupa l’ex chiesa confraternale di San Carlo Borromeo, costruzione barocca del Seicento riconoscibile per il grazioso campanile triangolare. Nella cantina di una casa del centro storico è stato individuato di recente un ipogeo cristiano datato al VI-VII secolo, probabilmente frequentato in epoca longobarda: un ritrovamento che aggiunge un ulteriore strato alla già lunga stratificazione storica del borgo.

«La terra cui mi lega il maggior affetto»: con queste parole il Maresciallo d’Italia Gaetano Giardino descriveva Marentino, dove aveva la casa di campagna e dove volle il monumento ai caduti della Grande Guerra.

Miele, vigne e murales sulla collina

Il territorio di Marentino ha una vocazione agricola consolidata, con i fondi coltivati che si alternano ai boschi lungo i versanti collinari. Il miele è il prodotto più radicato: il comune fa parte del circuito Le città del Miele, riconoscimento che attesta una tradizione apistica diffusa sul territorio. Sui mercati della provincia circolano anche formaggi a denominazione d’origine come il Bra DOP e vini del territorio come il Freisa di Chieri DOC e il Collina Torinese DOC, prodotti nell’area collinare che circonda il borgo.

Chi percorre le vie del centro storico si imbatte in un elemento inatteso: sui muri delle abitazioni sono dipinti 22 murales raffiguranti rebus da risolvere, realizzati a partire dal 2005 in collaborazione con un noto settimanale italiano di enigmistica, da autori provenienti da tutta Italia. Non è una decorazione puramente ornamentale: il progetto ha trasformato il paese in un piccolo percorso interattivo, dove la lettura degli edifici diventa anche un gioco. I borghi vicini di Andezeno e Arignano condividono con Marentino il paesaggio collinare a est di Torino, ma ciascuno ha sviluppato una propria identità distinta.

Quando visitare e come arrivare

Marentino si raggiunge con facilita dalla bassa Val Pellice e dall’area torinese. Le indicazioni pratiche qui sotto restano volutamente sintetiche, cosi da mantenere chiari e coerenti distanze e tempi di percorrenza.

PartenzaDistanzaTempo
Torino centrocirca 20 kmcirca 30 minuti
Chiericirca 8 kmcirca 15 minuti
Aeroporto Torino-Casellecirca 40 kmcirca 50 minuti
Uscita A21 Chiericirca 10 kmcirca 15 minuti
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Domande frequenti su Marentino

Come raggiungo Marentino da Torino in auto?

Marentino si trova a circa 20 km a est di Torino, facilmente raggiungibile in auto in 25-30 minuti. Dalla città seguire le indicazioni verso Chieri (distante 8 km), poi proseguire verso Marentino. Il borgo è ben segnalato. Consigliato parcheggiare nei pressi del centro storico o nelle aree dedicate ai margini del crinale dove sorge il paese.

Quando si celebra la festa patronale di Marentino?

La festa patronale di Marentino è dedicata all'Assunzione di Maria Vergine, che cade il 15 agosto. È il principale evento religioso del calendario comunale. La celebrazione coinvolge la comunità locale e rappresenta un'occasione per scoprire le tradizioni del territorio e visitare la chiesa parrocchiale con la sua antica torre difensiva incorporata nel campanile.

Quali sono i tre nuclei storici di Marentino?

Marentino comprende tre borghi distinti: Marentino, Avuglione e Vernone. Ognuno conserva la propria chiesa, la propria rocca e una storia indipendente che per secoli si è sviluppata separatamente. Oggi riuniti in un'unica amministrazione comunale di circa 1.200 abitanti, formano un patrimonio architettonico sorprendentemente ricco per le dimensioni del comune.

Quanto tempo devo dedicare alla visita di Marentino?

Una visita completa ai tre nuclei storici (Marentino, Avuglione e Vernone) richiede mezza giornata, circa 3-4 ore. Questo tempo consente di esplorare il centro storico, ammirare la chiesa parrocchiale con la sua torre difensiva, scoprire rocche e chiese nei diversi borghi, e godere del paesaggio collinare circostante.

A quale altitudine si trova Marentino?

Marentino si trova a 383 metri di altitudine sul crinale di una collina che digrada verso est. Questa posizione elevata caratterizza il paesaggio del centro storico, dove le case si addossano le une alle altre, e offre viste sulla campagna ordinata dei fondovalle sottostanti.

Come arrivare

Borgo

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