La piazza principale di Mesagne respira un’aria ferma, tracciata da palazzotti dal balcone lungo e dai portali bugnati. borgo di Mesagne occupa una lieve collinetta circondata da campi aperti dove ancora oggi si coltiva il grano e si tendono i vigneti.
È uno dei comuni più estesi del Salento settentrionale con quasi 26 mila abitanti distribuiti su 22 contrade. La sua identità è radicata nel passato: fu centro messapico strategico, tappa della via Appia romana, possedimento normanno e centro di trasformazione urbana tra il Cinquecento e il Seicento, quando ricchi feudatari e ordini monastico-militari trasformarono il territorio in una cittadina di rilievo. Oggi, le chiese barocche e la trama viaria medievale raccontano questa stratificazione con una linearità rara nel Salento.
Dalle origini messapiche al barocco: la lunga permanenza sul territorio
I resti più antichi dell’area di Mesagne risalgono al Paleolitico superiore, quando cacciatori-raccoglitori attraversavano la pianura salentina in fuga verso sud dalle glaciazioni nordeuropee. Nel corso dei millenni successivi, l’agricoltura neolitica e poi l’uso della metallurgia durante l’età del rame e del bronzo modificarono gli insediamenti. Nel centro storico sono stati rinvenuti i resti di un abitato dell’età del ferro appartenente agli Iapigi, popolo antico del Salento.
Fu però come centro messapico dal VI al III secolo a.C. che Mesagne acquistò importanza strategica, posizionato a metà strada tra Oria e il porto di Brindisi lungo le rotte commerciali. Nel 366-360 a.C. subì una spedizione militare guidata da Archita di Taranto. Durante il dominio romano divenne una delle numerose ville poste sulla via Appia, infrastruttura che segnò il territorio per secoli. Nell’Alto Medioevo trasformò in villa rustica sotto il feudo longobardo di Oria, poi passò sotto il Principato di Taranto con i Normanni. Nel XII secolo vi risiedeva una piccola comunità greca, mentre nel XIII secolo documenti di età sveva attestano donazioni all’Ordine Ospedaliero di San Giovanni e all’Ordine Teutonico.
Lo sviluppo urbano vero e proprio avvenne tra il 1500 e il 1600 grazie a feudatari ricchi, nobili locali e ordini monastico-militari che finanziarono la costruzione di palazzi, chiese e infrastrutture. Nel XV secolo Giovanni Antonio Orsini del Balzo, Principe di Taranto, ampliò il castello trasformandolo da fortezza in residenza signorile. Alla fine del Cinquecento, nella piazza principale si affacciavano le botteghe di artigiani, conciapelle, maniscalchi e calzolai, segno di un’economia dinamica. Lo stemma di Mesagne fu riconosciuto ufficialmente, e il titolo di città venne conferito nel 1999.
«D’azzurro, all’albero di palma al naturale, terrazzato di verde ed accostato ai due lati da due piante di grano, con le spighe piegate all’esterno, pure al naturale»: così recita il blasone di Mesagne, che racchiude la natura agricola e la posizione geografica del territorio.
Le chiese barocche: arte e fede nel centro storico
Chiesa degli Ognissanti
La chiesa madre di Mesagne è un capolavoro del barocco salentino, caratterizzato da una facciata articolata in tre ordini con pilastri ionici, corinzi e compositi, coronata da un timpano sormontato da statue di angeli. Nel sito dove sorge si ergeva una chiesa dedicata a san Nicola. Intorno al 1450 fu ristrutturata e consacrata a tutti i santi, poi sottoposta a un nuovo intervento verso il 1580. Il crollo del 31 maggio 1649 la distrusse quasi completamente. La ricostruzione avvenne tra il 1650 e il 1660. I caratteri barocchi attuali risalgono invece ai lavori successivi al terremoto di Nardò del 1743. Nel 1766 fu trasformata la volta interna, mentre la facciata seicentesca rimase intatta. L’interno presenta una pianta a croce latina lunga 47 metri, con transetto di 25 metri e altezza di 24 metri sotto la cupola. La navata è percorsa da paraste corinzie che scandiscono lo spazio e inquadrano le cappelle laterali. Tra le opere d’arte spicca l’Assunzione di Saverio Lillo da Ruffano e l’Adorazione dei pastori di autori locali quali Gian Pietro Zullo, Andrea Cunavi e Domenico Pinca. Un pregevole organo a canne del maestro Tommaso Mauro troneggia sulla cantoria del lato destro.
Chiesa di Sant’Anna
Costruita tra il 1683 e il 1699 per voto della principessa Vittoria Capano in seguito a una guarigione miracolosa del Principe De Angelis, questa chiesa rappresenta il barocco salentino nella sua pienezza formale. La decorazione fu affidata a maestri del Barocco: Pietro Elmo e Giuseppe Cino fornirono stucchi e dettagli fitomorfi di grande finezza. La facciata si divide su due ordini con colonne a tutto tondo e lesene angolari, il portale in carparo locale presenta motivi vegetali e teste di cherubini, mentre un timpano curvilineo ospita un medaglione. L’interno si compone di una navata unica con altare maggiore e tre altari laterali, completati da pulpiti lignei del Settecento di notevole fattura. Si conservano una copia del Cristo deposto dalla croce del Veronese, attribuita al mesagnese Andrea Cunavi, e statue in cartapesta dell’Ottocento.
Basilica-santuario della Vergine SS. del Monte Carmelo
Questa basilica sorge su una cripta antica. Nel corso dei secoli passò sotto il controllo dell’Ordine dei Carmelitani, determinando una devozione verso il Carmelo che rimane tuttora centrale per la comunità. Nel 1975, durante restauri, furono scoperti sotto la pavimentazione tracce di fondazioni e decorazioni pittoriche di epoca romana, testimonianza della continuità abitativa del sito. La facciata romanica è percorsa da scanalature e coronata da archi ciechi trilobati, mentre il portale presenta un arco acuto decorato con motivi fitomorfi e una lunetta affrescata con l’immagine della Madonna. L’interno, ridisegnato nel barocco della prima metà del XVII secolo con ampliamenti delle cappelle laterali, conserva una colonna corinzia dell’antico impianto romanico. Una tela centrale raffigura la Vergine del Carmelo con Bambino, opera di Francesco Palviso da Putignano. Diego Bianchi aggiunse ulteriori tele durante il rimaneggiamento seicentesco.
Il sapore del territorio: l’agricoltura della pianura salentina
Mesagne si estende nella pianura salentina, un paesaggio di terreni fertili dove predominano cereali, uva e ortaggi. La vicinanza a due mari—l’Adriatico a est e lo Ionio a ovest—influenza il clima e le colture, rendendo il territorio particolarmente adatto alla viticoltura e alla produzione di olio. La provincia di Brindisi vanta produzioni certificate come il Carciofo Brindisino (IGP), l’Olio di Puglia (IGP), l’Uva di Puglia (IGP) e il Collina di Brindisi (DOP), che caratterizzano la cucina locale con ingredienti base di qualità riconosciuta. La tradizione rurale mesagnese rimane legata al ciclo stagionale della terra, dove ancora oggi si coltivano con metodi tradizionali frumenti, legumi e ortaggi che finiscono sulle tavole dei residenti.
Quando andare e come raggiungerla
Mesagne gode di un clima mediterraneo tipico del Salento, con inverni temperati e estati calde. Tuttavia, la posizione geografica tra due mari espone il territorio a correnti provenienti dai Balcani in inverno e dal Nordafrica in estate, comportando talvolta gelate e sciroccate inaspettate. La temperatura più bassa registrata è stata di −6,4 °C il 4 gennaio 1979, mentre la più alta ha raggiunto 45 °C il 24 luglio 2007. L’autunno e l’inverno sono stagioni piovose, con il 2018 che ha fatto registrare ben 138 giorni di pioggia. La primavera rimane la stagione ideale, quando le temperature sono miti e il paesaggio agricolo si colora di fiori e verdure giovani.
Mesagne è raggiungibile in auto dall’autostrada A14, uscita di Brindisi (nord), da cui occorrono circa 20 minuti percorrendo circa 13 km verso ovest. Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Brindisi e proseguire in auto o autobus locale. L’aeroporto più vicino è quello del Salento (Brindisi-Papola Casale), a circa 20 km di distanza. La SS7 (via Appia) e le strade provinciali collegano Mesagne a Brindisi, mentre la strada provinciale 594 la connette ai comuni della provincia di Latiano, Torre Santa Susanna, San Vito dei Normanni e oltre. La SS379 è la superstrada litoranea tra Fasano e Brindisi.
| Partenza | Distanza | Tempo medio |
|---|---|---|
| Brindisi | 13 km | 20 minuti |
| Lecce | 45 km | 50 minuti |
| Bari | 110 km | 1 ora 40 minuti |
| Aeroporto Brindisi | 20 km | 25 minuti |
Il capoluogo provinciale Brindisi dista poco e offre trasporti pubblici verso Mesagne. Chi desideri esplorare la regione più ampiamente può visitare Erchie, Ceglie Messapica e Carovigno, borghi del Salento che si trovano a una distanza ragionevole. La festa patronale della Madonna del Carmine il 16 luglio raduna la comunità in celebrazioni che rispecchiano la devozione radicata nel territorio.